Inter-Pescara 3-0: pronti per la Juventus

L’Inter mette la settima marcia e completa un ciclo che migliore di così non ci si poteva augurare. Beninteso, compresa sconfitta contro il Napoli, pareggio contro il Milan e partita (veramente) orribile col Genoa: tappe forzate di una crescita fisica, mentale ma soprattutto relativa alle scelte tattiche che andava fatta per ritrovarsi oggi, a una settimana dal big match contro i bianconeri, pronti sotto tutti i punti di vista.

Sette vittorie di fila che non arrivavano dal novembre 2012 con Stramaccioni in panchina: quella volta fu la Juventus la settima vittima del filotto dopo Chievo, Fiorentina, Milan, Catania, Bologna e Sampdoria, prima che sul giovane tecnico italiano si abbattesse l’ira del sistema (dopo la vittoria sulla Juventus una incredibile serie di torti e orrori arbitrali) nonché una gestione allucinante del mercato invernale, con le cessioni di Sneijder, Coutinho e quel Livaja che, col senno di poi, sarebbe stato molto più utile dei vari Rocchi, Cassano, Schelotto. Per fortuna, questa volta, non sembrano esserci le premesse per un finale di mercato di tale bruttezza (Kovacic a parte), mentre dal lato “sistema” qualche preoccupazione l’Inter ce l’ha e deve averla sempre.

L’avversario oggettivamente non poteva far paura visto l’enorme divario tecnico e storico: vinte le ultime 7 sfide, 17 reti (2,4 di media a partita) subendone soltanto 3, contro un avversario che ha subito 42 gol (media di 2 a partita) realizzandone solo 16 e senza aver vinto una sola partita in questo campionato. Quel numero “1” nella colonna “partite vinte” si riferisce alla vittoria a tavolino contro il Sassuolo per il pasticcio sull’inserimento di Antonio Ragusa.

Ma proprio per questo sarebbe stato facile per i nerazzurri avere un momento di calo mentale, magari sottovalutando l’avversario e l’importanza del match: l’Inter gioca sul filo di una rincorsa folle che ha necessità di sbagliare il minimo, evitando tracolli contro le provinciali. Con un atteggiamento diverso contro Cagliari, Sampdoria, Palermo e/o Bologna si starebbe parlando di un campionato totalmente diverso. Ma tant’è, con i “se” e con i “ma” non si costruisce una storia e magari sarebbero mancate queste 7 vittorie consecutive.

LA PARTITA

Stefano Pioli conferma praticamente tutti, fatta eccezione per Ansaldi, squalificato e sostituito da Nagatomo, e Murillo per sindrome influenzale, sostituito da Medel che, probabilmente, avrebbe giocato comunque, magari per evitare rischi a Miranda, diffidato. Per il resto a metà campo la coppia ormai titolare con Brozovic a fare il regista e Gagliardini il tuttofare, mentre Joao Mario si conferma 10 metri più avanti.

Il Pescara si schiera un il solito 4-3-2-1 ma è in chiara emergenza perché praticamente manca più di mezza squadra potenzialmente titolare: assente Caprari per squalifica, si aggiungono Campagnaro, Bovo, Brugman, Gilardino, Fornasier oltre a Gyomber e Vitturini, nonché Muntari, nuovo acquisto. Altro motivo per non avere paura dell’avversario.

Va dato merito al Pescara di entrare in campo con la concentrazione e la voglia giuste per fare la sua partita, mentre l’Inter parte col freno a mano tirato: nei primi 5-6 minuti è Bahebeck a creare grattacapi (una occasione in solitaria, un’altra per Memushaj), con la difesa disattenta e l’Inter un po’ troppo sfilacciata.

Dopo 13 minuti, però, i nerazzurri danno segni di vita con Gagliardini che mette in mezzo per Miranda che, solissimo, spreca di testa.

L’Inter comincia a prendere il controllo del gioco, pur avendo distanze non proprio ottimali (Medel è spesso troppo inddietro rispetto a Miranda), e il Pescara prova a sfruttarle senza efficacia.

Poi bastano 60 secondi per spiegare il match meglio di qualunque altra parola. Attorno al 23esimo, il Pescara riparte (anche qui posizione sbagliata di Medel) con Kastanos che calcia, Handanovic para ma sui piedi di Verre che segna: il calciatore del Pescara è però in fuorigioco. Sul ribaltamento di campo è l’Inter che si rende pericolosa con Joao Mario che impegna Bizzarri da fuori area: dal relativo calcio d’angolo, su assist di Perisic, D’Ambrosio è solissimo a 2 metri dalla porta e insacca.

Qui apriamo una piccola parentesi su Oddo. Il tecnico ha indubbiamente buone idee, il Pescara talvolta è davvero bello da guardare, ha chiare idee senza però avere tecnica e personalità per metterle in campo. Personalmente ne apprezzo certe qualità, perché sembra chiaro che l’allenatore sia portato per altri palcoscenici, dall’altra è incomprensibile una certa mancanza di adattamento: come si possa pretendere che questo Pescara imponga il suo gioco contro l’Inter è mistero che solo il buon Massimo potrebbe spiegare.

Pertanto, nei primi 20-25 minuti si vede anche un bel Pescara per lunghi tratti, con l’Inter un po’ troppo sufficiente come atteggiamento. Quando in nerazzurri decidono di accelerare, però, per i pescaresi c’è davvero poco da fare: non hanno neanche gli anticorpi tattici per reggere all’urto, anzi, la difesa è talmente impaurita da sembrare un elemento a sé stante, come nel caso dell’azione che porta all’angolo interista. Quel genere di conduzione è tipica di una grande squadra, con grandissimi difensori, non certo adatta a questa squadra. Quindi ci rimane il dubbio se dirgli che è bravo (perché sembra davvero che lo sia) per avere dato un’identità chiara alla squadra o se rimproverarlo perché questo significa non adattarsi mai, col rischio B ormai sulla via della realizzazione.

Tornando alla partita, il gol sarebbe un trauma per chiunque, ma il Pescara prova a resistere: al 27esimo è Kastanos che, su deviazione dell’arbitro Calvarese, si trova il pallone tra i piedi e calcia fuori.

La squadra di Oddo chiude praticamente qua il primo tempo, sparisce letteralmente dal campo. In buona parte per merito di un’Inter che in vantaggio sta imparando a gestire, dall’altra perché mentalmente i pescaresi cedono e fisicamente non reggono l’urto: la tattica di Oddo richiede troppo impegno fisico con un avversario di questa caratura.

Non che l’Inter faccia nulla di straordinario, a dire il vero, ma lo fa con personalità, attenzione, spazi giusti e muovendosi da squadra, fatta eccezione per qualche individualità non proprio a suo agio. Il meglio lo esprime nell’arco di 5-6 minuti, quando Perisic, Gagliardini, Brozovic e Joao Mario vanno vicini al gol, soprattutto il portoghese che sciupa un’occasione d’oro.

Al 43esimo, però, si fa perdonare a completamento di un’azione davvero ben orchestrata con Candreva, Icardi, Perisic (che fa l’assist) e Joao Mario che si fa trovare pronto in mezzo all’area.

Sembra il colpo del k.o. definitivo.

L’Inter, però, rischia all’ultimo minuto. C’è un contropiede del Pescara e in mezzo ci sono Medel (piazzato male) e Miranda che perde il controllo di Bahebeck: c’è un contatto di gambe e il giovane francese cade dentro l’area nerazzurra. Calvarese non interviene: il fallo c’era ma era fuori area, mentre per Miranda il giallo era sacrosanto. Avrebbe saltato la Juventus e, sinceramente, era un rischio che si poteva valutare diversamente.

fallo di miranda bahebeck

SECONDO TEMPO

Davvero poco da dire, se non che l’Inter rientra con troppa superficialità in campo, consentendo al Pescara una piccola speranza e almeno una grossa occasione.

Ci prova un paio di volte da lontano (una su punizione calciata anche bene), ma poi è l’Inter a regalare l’occasione (sull’unico errore della partita di D’Ambrosio), con Bahebeck che trova Medel fuori posizione, supera Brozovic e calcia su Handanovic, la palla finisce a Verre che spara alto.

L’Inter si concede qualche altro minuto di pausa e poi improvvisamente colpisce, con una gran palla di Brozovic per Icardi (in fuorigioco) che trova in mezzo da solo Eder (entrato da poco al posto di Perisic) che non può che segnare. Partita finita.

C’è il tempo per far giocare anche Gabriel Barbosa (positivo e volenteroso), che impegna Bizzarri da fuori e subisce un brutto fallo (era da rosso diretto) a metà campo. E poi nulla più.

CONCLUSIONI

Non è stata l’Inter più bella, ma la dimostrazione di personalità e carattere è stata forte. Manovra meno avvolgente e meno pericolosità, pur trovando una discreta produzione di palle gol (15, il Pescara 7) condite dalle sempre troppe palle perse. Considerando tutto, possiamo ipotizzare anche la ricerca di una migliore gestione degli sforzi in vista della Coppa Italia e della sfida contro la Juventus.

Con questa vittoria l’Inter sale al 4° posto in solitaria, a prescindere da come si concluda la giornata di oggi: la Lazio è stata battuta dal Chievo e l’Atalanta fermata dal Torino. Sinceramente impensabile a inizio novembre.

Una partita che offre molti spunti positivi e solo qualche sbavatura in negativo. Nagatomo, unico vero insufficiente, in campo può significare due cose: o che Santon abbia qualche problema di forma oppure che Pioli voglia dire alla società che il giapponese può essergli utile. Se è la seconda, difficilmente comprensibile viste le difficoltà ieri nonostante un avversario relativamente morbido.

L’altro punto di domanda riguarda Medel. Non ne ho letta neanche una per evitare di farmi condizionare, ma immagino che le mie considerazioni e pagelle saranno in contrasto con altre, visto che il cileno prende una sufficienza per il semplice motivo di scendere in campo. Vero, recupera un buon numero di palloni, ma la quantità di posizioni sbagliate è da matita rossa, soprattutto in fase di possesso palla, e soprattutto se la palla ce l’ha Miranda: esperimento che può essere ripetuto solo con squadre più semplici da affrontare, perché certi errori con le squadre più attrezzate le paghi. Inoltre, il suo continuo cercare l’anticipo è una sorta di bomba a mano che prima o poi esplode.

Dubbio per la scelta di Pioli di non rischiare Andreolli al posto di Miranda: è stato graziato da Calvarese che risparmia un giallo al brasiliano.

Di positivo c’è molto, a partire dai tanti movimenti di Icardi, ieri più impegnato ad assistere ai compagni che a cercare gol. Buona e disciplinata la prova degli esterni, con Perisic più positivo di Candreva, non fosse altro che per i due assist. Ottima la prova di Joao Mario, che sta trovando le misure del ruolo, con una interpretazione tutta sua che sta funzionando: avere alle spalle anche un buon pressing come quello di Gagliardini certamente aiuta.

Infine, parole d’elogio per D’Ambrosio che sostanzialmente fa solo un paio di errori, pur uno grave. Nelle ultime settimane aveva alternato momenti di grande efficacia ad altri di terribile distrazione: ieri decisamente positivo.

Insomma, l’Inter è pronta per la grande sfida contro la Juventus che è importante per le sorti dell’intero campionato, non soltanto il proprio. È pronta anche e soprattutto fisicamente, lo dimostra anche il piglio che ha l’Inter nei finali di partita, con una squadra che fisicamente è lontana parente di quella vista a inizio campionato, “merito” di una preparazione estiva assolutamente deficitaria.

Nel prossimo turno si affronteranno la squadra indubbiamente più in forma del campionato con la grande favorita: i prodromi per una grande partita ci sono tutti. La Juventus dovrà confermare la sua posizione in classifica, provando quantomeno a mantenere le distanze, visto l’approssimarsi degli ottavi di Champions League, che potrebbero essere una distrazione e fatica non da poco; oltre che riscattare la partita dell’andata in cui fu letteralmente annullata in quella che è stata la miglior partita nerazzurra della stagione.

Non ci avrebbe scommesso quasi nessuno un paio di mesi fa, ma domenica 5 febbraio allo Juventus Stadium si affronteranno due squadre alla pari.

PAGELLE

HANDANOVIC 6,5: di parare para, e soprattutto si fa trovare pronto su Bahebeck.

D’AMBROSIO 7-: non solo per il gol ma anche per le palle recuperate e altri buoni intereventi. Un paio di sbavature e un errore grave fortunatamente non condizionano nulla.

MEDEL 5,5: ne abbiamo già parlato a parte, troppi errori di posizionamento, confusionario. Recupera dei palloni, ma spesso è costretto a recuperare il proprio errore di posizionamento. Interpreta spesso da libero, cosa che porta la squadra a soffrire gli spazi che si aprono nel mezzo.

MIRANDA 6: distratto come nei tempi peggiori, la sfanga perché l’Inter ha generalmente distanze migliori e gente che corre di più e meglio. Partita di pausa.

NAGATOMO 5,5: il solito Nagatomo.

GAGLIARDINI 6,5: alti e bassi, ma buon pressing e grande personalità. Ora arriva la sfida più difficile, l’ultima prima di emettere il verdetto definitivo: per adesso gli exit poll lo promuovono su tutti i fronti.

BROZOVIC 7: vado anche qui controcorrente, perché in tanti gli rimproverano le palle perse, e lo faccio anche io. Ma tocca ben 110 palloni, è in costante movimento, sbaglia perché ogni tanto rischia e ogni tanto si distrae, ma è lui che è così. Solo che poi gli vedi recuperare ben 10 palle, provare lanci, trovare un filtrante delizioso per Icardi (sul gol di Eder), andare 3 volte vicino al gol, e capisci che non puoi chiedergli di essere perfetto. Ah, ed è anche quello che corre di più. Grande prova.

CANDREVA 6,5: un giorno tutti si renderanno conto dell’importanza del lavoro che fa nell’aprire spazi, nel cercare il centro nel momento migliore e nell’essere costantemente al servizio dei compagni.

PERISIC 7: mezzo punto in più per i due assist, poi tanta disciplina e più attenzione del solito.

JOAO MARIO 7,5: è quello che sbaglia di più, ma perché è quello che prova sempre a fare qualcosa in più. Uomo ovunque, si muove con sagacia e prova a interpretare il ruolo con grande applicazione. Poi segna anche, ma questo gli vale solo qualcosina in più: è il resto che fa la differenza.

ICARDI 6,5: finalmente una partita al totale servizio dei compagni, con grandi sponde, assist e movimenti azzeccati. Un po’ più di cattiveria e chissà cosa diventa.

EDER 6,5: movimento e gol, cosa chiedergli di più?

BARBOSA 6,5: come Eder, ma senza gol. Ma buon piglio e impegno.

SANTON SV.

PIOLI 7-: il meno è per aver rischiato con Miranda, anche se cambiare entrambi i centrali è un rischio che nessun allenatore si sarebbe preso con facilità. Ha portato l’Inter alla sfida contro la Juventus nel migliore dei modi possibile.

TABELLINO

INTER-PESCARA 3-0 (2-0)

Reti: 23′ pt D’Ambrosio, 43′ pt Joao Mario, 28′ st Eder

Inter (4-2-3-1): Handanovic; D’Ambrosio (40′ st Santon), Medel, Miranda, Nagatomo; Gagliardini, Brozovic; Candreva (31′ st Gabigol), Joao Mario, Perisic (26′ st Eder); Icardi.
All.: Pioli

Pescara (4-3-2-1):
Bizzarri; Zampano, Stendardo (10′ st Crescenzi), Coda, Biraghi; Memushaj, Bruno, Verre; Benali, Kastanos (37′ st Cubas); Bahebeck (30′ st Cerri).
All.: Oddo
Arbitro: Calvarese
Sanzioni: ammoniti Biraghi, Nagatomo

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