Mercato Inter: praticamente fatta per Ricardo Rodríguez, gran colpo!

Tutto è compiuto, o quasi. Scomodiamo un passo dei testi biblici vista l’importanza della notizia: l’Inter in estate avrà un terzino di grande nome e affidabilità. L’accordo con Ricardo Rodriguez sembra praticamente cosa fatta, operazione che andrebbe a colmare (finalmente!) un vuoto atavico in questa squadra che neanche nell’Inter del triplete era pienamente coperto (in parte con Chivu, talvolta con Zanetti o con la speranza abbagliante di Santon): quella del terzino sinistro è una mancanza che dal dopo Roberto Carlos ha visto un susseguirsi di adattati (su tutti, Chivu e Zanetti), di promesse mancate (Santon über alles) e di fallimenti totali (

Fare una lista ci aiuta a ricordare anche il numero di insuccessi e la difficoltà nel trovare uno specialista del ruolo: Javier Zanetti, Christian Chivu, Maxwell Scherrer Cabelino Andrade, Danilo D’Ambrosio, Christian Ansaldi, Yuto Nagatomo, Juan Jesus, Davide Santon, Dodò, Fabio Grosso, Grigorios Georgatos, Mikael Silvestre, Giuseppe Favalli, Vratislav Gresko, Giovanni Pasquale, Michele Serena, Mauro Milanese, Alessandro Pistone, Francesco Coco, Fabio Macellari, Pierre Wome, Gilberto e ovviamente anche Alvaro Pereira.

La casistica è piuttosto ampia e non tutti sono stati dei fallimenti: alcuni di loro sono andati via senza mai esprimere il loro meglio (Georgatos su tutti), altri hanno avuto una sfortunata congiuntura, altri hanno fatto quanto atteso (Favalli, per esempio). Alcuni molto al di sotto di quanto atteso (Coco, Dodò e Grosso), mentre qualche giovane (Santon e Pasquale) è probabilmente rimasto travolto dal peso della responsabilità.

Insomma, Ricardo Rodríguez (da adesso in poi consentiteci la “i” senza accento acuto) potrebbe essere quel tassello mancante da troppi anni. In coda a queste considerazioni Vi riproponiamo parte del testo scritto un mese fa per presentare il calciatore.

Questo ci aiuterà a colmare il gap con la Juventus? Da solo non basta. Abbiamo scritto ieri delle perplessità nel vedere una difesa a 3 con Medel così staccato, sia per le incertezze mostrate sia per le prospettive di utilizzo in un futuro europeo, quale che sia la manifestazione. Rodriguez da ottobre sta giocando stabilmente da difensore centrale in una difesa a 4, a sinistra di Bruma, con terzino il giovane Gerhardt: nelle ultime si è visto di più una difesa a 3, persino con Luiz Gustavo centrale. In questa conformazione, Rodriguez non sembra proprio a suo agio: ho visto Wolfsburg Hoffenheim e gli errori di posizionamento sono stati troppi. Meglio da centrale puro in una difesa a 4, anche se il suo ruolo naturale è quello di terzino sinistro.

Questa duttilità, però, può essere utile in futuro, a maggior ragione se Pioli (l’idea è che rimarrà anche l’anno prossimo, no?) vorrà utilizzare un sistema capace di adattarsi tatticamente alle soluzioni: cambiare la difesa a 3 o a 4 o a 5 sarebbe praticamente automatico e né costringerebbe Miranda a posizioni fuori dalla sua naturale tendenza né ci imporrebbe di vedere un libero stile 40 anni fa, con tutti i contro e i contro.

Rodriguez, quindi, sarebbe il complemento perfetto per l’attuale rosa dell’Inter: giovane (è un ’92), dinamico, veloce, ottimi piedi (grande sui calci piazzati: finalmente un mancino vero con grande abilità nel batterli) e soprattutto adattabile. Considerando anche le potenzialità di crescita, anche pagando per intero la clausola sarebbe un furto ai danni del Wolfsburg e, sinceramente, faccio fatica a capire perché nessun club europeo si sia già accaparrato le sue prestazioni.

Con un terzino così, anche la ricerca di un centrale difensivo potrebbe diventare meno pressante, anche se rimane un aspetto da curare e su cui porre attenzione. Poi mancherà un esterno d’attacco (o trequartista), una seconda punta/vice-Icardi e un centrocampista a meno di non far tornare Joao Mario nella sua posizione naturale di centrale. Quattro acquisti per colmare il gap e presentarsi ai blocchi di partenza tra le favorite. Con Rodriguez, parliamo di 2-3 titolari e un paio di riserve affidabili: non è la luna.

REWIND: CHI È RICARDO RODRÍGUEZ

Nel 2014, la nazionale Svizzera era chiamata a disputare un mondiale di livello, si diceva apertamente che si trattava della miglior nazionale svizzera mai vista fino a quel momento, potendo disporre di una formazione con esperienza internazione e tanti ottimi giocatori: Inler, Lichtsteiner, Xhaka, Behrami, Dzemaili, Djorou, Shaqiri, Senderos e altri. Un successo tecnico che si deve a una intelligente programmazione del lavoro a livello federale, fatto dal basso e sui giovani, come in Italia si sogna ormai da troppo tempo.
Tra questi calciatori, c’era un terzino che nel gennaio 2012 era passato al Wolfsburg dopo un 2011 in netto e esponenziale crescendo, al punto che a ottobre 2011 gli era valsa anche la prima convocazione in nazionale.

Ho avuto la fortuna di incrociarne la prima visione in una partita di Bundesliga. Era fine 2013 e l’Inter era allenata da Walter Mazzarri (ci sarebbe da scrivere fiumi sulle sue ultime, ma non solo le ultime, dichiarazioni…), buon motivo per appassionarsi anche ad altro e cercare conforto per il lato del cuore appassionato al calcio e il Borussia dell’ottimo Jurgen Klopp era una medicina meravigliosa… che bella squadra che era: Lewandovski, Subotic, Gundogan, Mkhitaryan, Reus, Hummels, Blaszczykowski, Sahin (che talento sprecato!), Piszczek e altri, tanti protagonisti del calcio che contava e che conta tutt’ora, squadra bella, rapida, organizzata, con un pressing particolare e caratteristico, anche sfortunata (vedi quarto di finale col Real Madrid, da 3-0 all’andata, al 2-0 del ritorno e passaggio che avrebbe meritato)… ma tant’è, prima o poi ne parleremo a parte.

Dicevamo che, vedendo diverse partite del Dortmund, una mi rimase impressa, quella col Wolfsburg. Uno dei motivi dello stupore fu l’ottima prestazione del terzino del Wolfsburg, Rodríguez, che realizzò anche un gol su punizione. Non fu un gran gol a dire il vero, una punizione-passaggio che il compagno non devia ma che finisce in porta. Quando il cronista ne sottolineò la nazionalità, mi tornò in mente un gol simile, di Ciriaco Sforza in maglia interista (altro talento sprecato e mai compreso a fondo: ma quelli erano anni maledetti), che alla tv spiegarono così: “i calciatori dal piede fino e intelligente calciano in porta anche questo genere di punizione”.

La prima impressione non fu granché, andatura ciondolante, fisico… “strano”, spalle leggermente incurvate, fisico possente anche se non altissimo (è 1,82cm). Poi in campo fu altra roba, compreso il gol, roba da piede fino e intelligente.

MONDIALE 2014

All’approccio di quel mondiale 2014, mi impressionò la presenza di Rodríguez spesso nella top ten del rating di Whoscored.com, sito che, lo avete capito, mi piace consultare spesso per le statistiche. Beninteso, top ten di tutta l’Europa con tutti i campionati e considerando tutti i ruoli. D’altra parte, non è di tutti i giorni avere un terzino da 5 gol e 9 assist in stagione, più diversi “passaggi che portano all’assist”.
E quella Svizzera poteva schierare anche Lichtsteiner: i due terzini erano stati straordinari protagonisti della fase di qualificazione.

In quel mondiale del 2014 la Svizzera non fece benissimo, Rodríguez fu praticamente l’unico a giocare un calcio di grande livello, a partire dalla partita  iniziale con l’Ecuador in cui fu il migliore in campo, e nel secondo tempo per distacco, con i due assist per i due gol che rimisero in piedi la baracca dopo l’1-0 ecuadoriano. Il secondo gol nasce da una grande azione difensiva di Behrami, ma con Rodríguez che si catapulta in avanti con straordinaria rapidità e mette in mezzo un pallone che Seferovic non può sbagliare.

Il terzino svizzero è uno che ama moltissimo attaccare (se fosse in Italia pochi dubbi: sarebbe già un esterno di centrocampo), ed effettivamente fu sorprendente la sua disciplina tattica (Petkovic in questo è sin troppo sottovalutato), anche a costo di sacrificare la spinta offensiva. Il migliore della difesa, tackle, palle intercettate, colpi di testa e tutto il campionario di un buon difensore centrale. Al tempo credevo che sarebbe arrivato a quel ruolo di difesa dopo i 30 anni… ci è arrivato un (bel) po’ prima.

Ma è stata con l’Argentina la partita in qualche modo “rivelazione”. Le amnesie tattiche, soprattutto quando è sul lato debole, sparite di colpo: pressing alto, linee adeguate, tempismo e, ancora una volta, palle intercettate, contrasti, tackle e tanto altro in una partita per molti impossibile, con Messi e Di Maria (talvolta Lavezzi, quando si scambiavano le fasce) dal suo lato, supportati da Zabaleta: un inferno per chiunque, ma non per Rodriguez che è anzi uno dei baluardi di una Svizzera che forse avrebbe meritato di più. Il gol arriva dal suo lato a 2 minuti dai calci di rigore, ma lui fa la diagonale giusta e ha due uomini dal suo lato: l’errore vero e gravissimo è dall’altro lato, fatto da Lichsteiner.

Sembrava la giusta piattaforma di lancio, si vociferava soprattutto di Real Madrid, ma non se ne fece nulla.

RODRÍGUEZ OGGI

Oggi è un difensore ambito da diversi club, è un 92 di grandi doti e servirebbe a tanti. Pare se ne interessino molto Chelsea e Arsenal (da tempo) e le uniche indiscrezioni che riguardano l’Inter sono italiane: anche i giornali inglesi riportano le notizie di Gazzetta e Tuttosport su tutti, compreso quell’odioso “vuole solo l’Inter” che è foriero di affari mancati.

Negli ultimi tempi ha cambiato leggermente il suo gioco, anche ruolo, sono calati i tentativi di contrasto ma è aumentata anche la disciplina, sempre una presenza costante quando c’è da recuperare palla e leggere le linee di passaggio, ma meno presente in attacco, dove è passato da 2,2 di passaggi chiave a partita a 1,1 di quest’anno. Il piede educato gli concede molti cross e molti, per di più precisi, lanci. Gioca molti palloni e gli piace moltissimo anche andare al tiro (almeno 1 a partita, spesso da fuori: gran “castagna”). Nelle ultime due stagioni anche qualche infortunio muscolare e alcune mancate convocazioni di non precisata natura.

Dicevamo che ha cambiato ruolo, da una decina di partite è stabilmente difensore centrale, ruolo che aveva già ricoperto saltuariamente in passato, ed è il motivo principale dei tanti cambiamenti negli ultimi due anni. Il giocatore è in evoluzione e questo può essere un grosso punto di domanda per il futuro, ma è e resta un terzino, e uno così l’Inter non ce l’ha da tanto tempo. Ha un sinistro incredibile, tiro potente ma piede educatissimo, crossa con grande precisione ed è anche ottimo nel lancio: calcia le punizioni (e i piazzati in genere) con grande stile (diremmo “quasi da trequartista”) e calcia molto bene anche i rigori. Per chi segue il calcio inglese, potrà trovare un buon confronto con Leighton Baines (incredibile come nessun grande club abbia mai provato davvero a strapparlo all’Everton).

Nonostante il progresso tattico negli ultimi due anni, l’attacco rimane la sua arma migliore e all’Inter troverebbe un ex compagno di squadra con cui ha anche formato una delle coppie di esterni più devastanti in Europa, Perisic. Si chiuderebbe anche un cerchio con l’affiatamento sulle fasce, dove D’Ambrosio e Candreva, complice anche la stessa nazionalità, hanno trovato quasi da subito un’ottima intesa.

Insomma, il periodo di apprendistato sembra essere finito, così come alcune ingenuità che gli si riscontravano nel recente passato. È il momento giusto per fare il salto di qualità? Probabilmente sì e forse l’Inter è l’unica che può garantirgli sicurezza della titolarità, un gioco adeguato al suo stile (il Chelsea gioca a 3 dietro, l’Arsenal fa troppo possesso palla, troppi passaggi e poche ripartenze) e anche un ex compagno di squadra che può aiutarlo nell’ambientamento (così anche all’Arsenal, con Xhaka).

A livello tattico sarebbe una gran mossa, perché consentirebbe quella soluzione di cui parlavamo prima e che abbiamo più volte sottolineato in alcune partite dell’ultima Inter: un terzino più libero di avanzare e aggiungersi al centrocampo, consentendo all’esterno alto di accentrarsi, e l’altro che rimane staccato, formando una difesa a 3 in fase di non possesso, e si potrebbe fare da entrambi i lati alternando i compiti o adeguandosi all’avversario. Potrebbe anche essere una buona soluzione per risolvere alcuni problemi dell’Inter: un colpo molto più intelligente di quanto non si pensi.

Ma abbiamo imparato dall’affare Gagliardini, e dalle voci “postume” sull’altro più costoso Rodríguez, James, che l’inter con l’orizzonte rosso e cinque stelle può realizzare colpi impensabili semplicemente perché adesso ce n’è la possibilità.

Fozza Inda, insomma. E mi sa proprio che nessuno ne ride più.

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