Spal-Inter 1-1: l’Inter non sa più vincere

Le pagelle

A preoccupare è soprattutto l’atteggiamento di Eder, con Spalletti che continuamente gli urlava di coprire a destra e lui che si disinteressava totalmente dell’indicazione spostandosi al centro se non addirittura a sinistra e lasciando D’Ambrosio abbandonato al suo destino.

Eder che rimane la (mia) cartina di tornasole di questo spogliatoio.

Non c’è stata possibilità su Mediaset Premium, di sentire tutte le dichiarazioni di Spalletti, ma l’impressione è che fosse sin troppo rassegnato.

Speriamo sia un atteggiamento contingente, della partita, e non sia rassegnato in assoluto, perché il primo cambiamento dovrà arrivare proprio dall’allenatore: l’amuleto della stessa formazione e delle stesse soluzioni non funziona più e forse serve qualcosa anche di clamoroso a fare da schiaffo in faccia a questi calciatori.

Che, è chiaro, oggi sono molto meno squadra di quanto visto a inizio campionato: non si sostengono più, non si sacrificano per il compagno, non si aiutano.

Quali soluzioni?

Al netto del rischio di rovinare anche l’ottima resa difensiva (l’Inter rimane comunque la quarta difesa della Serie A: Napoli a 13, Juventus a 15, Roma a 16, Inter a 17), ci vorrebbe una bella sfera di cristallo per poterlo dire, visto che l’unico a sapere come stanno, cosa pensano, come si allenano i suoi è proprio l’allenatore che, invece di dare solidità e stabilità nel periodo peggiore, più di tutti è entrato in confusione soprattutto nella gestione finale della partita, cambi inclusi che sono sbagliati nel tempo e nel concetto.

Se Spalletti ha bisogno di mercato per cambiare marcia, d’altra parte non può essere una buona scusa per non vincere contro la Spal; e in questo momento è fondamentale che lui capisca che l’Inter ha bisogno tremendamente del miglior Spalletti possibile, del più lucido e razionale.

Certo che se lui insiste sul concetto che manca “la lotta” è dura a prescindere.

Difficile dire altro… si sta, come in questo inverno sulla panchina Spalletti: a dannarsi per molte cose viste in campo, a non capacitarsi di certi accadimenti. E poi senza parole alla fine, perché oggi gli unici che potrebbero dire qualcosa a spiegare la situazione sono solo i calciatori.

Che ovviamente non parlano e non parleranno.

Le pagelle

HANDANOVIC 5,5: il voto si basa praticamente su una sola azione, quando sbaglia l’uscita e per poco Paloschi non segna.

Quasi quasi ci si augurava che fosse “l’errore giusto”, almeno ci sarebbe stato tempo per provare a recuperarla.

D’AMBROSIO 5,5: ritorna dall’infortunio e si riprende la fascia destra che tanto bene Cancelo aveva custodito. Per una parte di match riesce a essere anche efficace difensivamente, benché quasi nullo in attacco, ma è nel finale che “fa casino” sbagliando non meno di 3/4 situazioni pericolose e gravi.

SKRINIAR 6+: giornata di relativo impegno, sbaglia solo un pallone e prende un paio di gomitate che Giacomelli non gli fischia neanche come fallo.

In almeno 4 occasioni è fondamentale col suo gambone per bloccare l’iniziativa pericolosa della Spal, ma nel finale si imbolsisce come tutti.

MIRANDA 5: mezzo voto in meno per l’ultima azione in cui lascia in gioco Paloschi: se Perisic può anche essere “giustificato” (virgolette d’obbligo) non essendo un difensore, non così per il capitano del Brasile che di salire rapidamente non vuole più proprio saperne.

Poi si perde, in un paio di occasioni, l’avversario diretto e l’impressione è che, se gioca così, la possibilità di vedere una difesa a 3 o in campo Lisandro Lopez non è così lontana.

CANCELO 4,5: dispiace essere anche così duri, ma il primo tempo è da film dell’orrore, sia per una quantità industriale di movimenti sbagliati, sia perché non si trova quasi mai con Perisic sbagliandogli quasi tutti gli appoggi (al 6° ho smesso di contare).

Riesce a tirare fuori dal cilindro la splendida azione per l’autogol e sembra rinfrancarsi anche lui, ma l’opposizione più che naif sul gol di Paloschi è da matita rossa e blu, contemporaneamente.

E già qualche minuto prima non aveva pagato una “veronica” senza senso, pericolosissima, al limite dell’area in 3 contro 1.

CANDREVA 5: ha la possibilità di segnare ma tira su Meret, ma la sua partita si segnala soltanto per la tanta corsa e l’aiuto costante a D’Ambrosio.

Se in fase offensiva basta Eder (Eder!) a cambiare in meglio le cose, in fase di non possesso la sua assenza si fa sentire eccome: senza questo apporto sarebbe anche un voto più basso.

BORJA VALERO 5,5: gli si attribuiscono errori anche non suoi, nel finale di primo tempo, quando i compagni “fanno finta” di proporsi e poi scappano un attimo prima che Borja passi la palla, ma negli occhi di molti tifosi sembrano contare più questi che non quelli di molti compagni: in tutta la partita sbaglia giusto 6 palloni su 95.

Dei centrocampisti è l’unico che non si nasconde mai, l’unico che si prende la briga di impostare, di prendersi anche il rischio di qualche lancio, qualche profondità, qualche cambio di campo.

Se poi lui da solo recupera 5 palloni, ovvero più di tutto quello che c’è da metà campo in su messo insieme, evidentemente i problemi più gravi sono altri.

VECINO 5: gioca a nascondino per troppo tempo, trovando un po’ di luce quando l’Inter si dispone con il 4-3-3.

Troppo poco, però, perché se Vecino arriva a toccare la miseria di 36 palloni in 90 minuti c’è qualcosa che non va: il miglior MV lo abbiamo visto con molti palloni giocati, nel vivo dell’azione, senza paura di affrontare l’avversario.

Avrebbe anche l’opportunità di chiuderla su assist delizioso di Perisic ma tira troppo centrale su Meret che comunque fa un grande intervento.

 

Indice

Loading Disqus Comments ...