Spal-Inter: se anche Spalletti ci mette del suo…

Tattica, parte 1

 

Ma sarebbe cambiato qualcosa?

Probabilmente no, perché il primo tempo, davvero brutto per troppi versi, è stato dominato soprattutto da un problema: l’atteggiamento sbagliato.

E, credo si possa dire senza grande timore, preparazione sbagliata, come dimostrerà poi il secondo tempo.

A livello tattico, l’Inter si è schierata immediatamente con il 4-3-3, nonostante durante la visione in diretta avevo avuto l’impressione che l’inizio fosse con il 4-2-3-1.

In realtà la posizione iniziale di Brozovic è sempre stata quella dell’interno ma la sua indole pellegrina lo ha portato un po’ a zonzo, spesso senza costrutto. Dopo 20 minuti circa, evidentemente Spalletti gli ha dato indicazioni di rimanere più aderente alla sua posizione originale e il 4-3-3 si è disegnato senza altri dubbi.

Le uniche eccezioni in fase di pressing, quando Icardi non riusciva a scalare sul regista ferrarese, Viviani, ci pensavano a turno Brozovic (più spesso) o Vecino e in qualche occasione anche Borja Valero.

I due interni interisti hanno sofferto di una certa indolenza in campo, più pronunciata per il croato, anche perché Grassi e Schiattarella hanno sostanzialmente marcato a uomo per tutto il primo tempo.

Inoltre, la Spal ha giocato per tutto il primo tempo (nel secondo ha subito gol dopo pochi minuti), con 11 uomini sotto-palla, scegliendo un baricentro piuttosto basso e rinunciando sistematicamente al pressing alto, fatta eccezione per qualche rara occasione di difficoltà sul portatore e in special modo su D’Ambrosio.

Se questi aspetti giustificano in parte la difficoltà nel creare una manovra più rapida, il resto ce l’ha messo l’Inter che per tutto il primo tempo a giocato a “nascondino”: tutti molto larghi, tutti piuttosto fermi, nessuno a supportare la manovra di Borja Valero, l’unico da metà campo in su a distinguersi per voglia, per idee e costruzione: dopo averla rivista, la sua prestazione gli vale la sufficienza su queste pagine (pagella corretta).

A dare la misura di quel che sarebbe stato il primo tempo, esteso per tutta la partita nel caso in cui l’Inter non avesse segnato, già la primissima azione d’attacco nerazzurra, con palla a Skriniar e la Spal che si disinteressa letteralmente del portatore, così come tutta l’Inter scappa in avanti senza dare sostegno a Skriniar: si evidenziano già le marcature (più stretta) su Vecino e (meno intensa di Schiattarella) su Brozovic.

Quasi 10-secondi-10 per portare la palla dal limite dell’area fino alla metà campo, trotterellando:

Basterebbero queste due immagini a raccontare buona parte del match, anche evidenziando la forzata copertura del centro da parte dei ferraresi, ma non è stato solo questo.

Stessa cosa che succede al nono minuto, con Cancelo che porta palla lentissimamente e poi scambia con Miranda.

Ricordate che, per comprendere meglio certi video esplicativi, se l’attenzione si concentra lontano dalla palla è meglio: in questo caso è più complicato perché, come noterete, la metà campo interista è letteralmente vuota.

In questa azione si dipanano tutte le problematiche dell’Inter: Spal molto chiusa al centro, attenzione a uomo sui centrocampisti, nerazzurri che non si propongono.

Ma è anche un’azione importante perché nel primo tempo è sostanzialmente l’unica in cui Icardi esce dal guscio dei suoi angeli custodi centrali (l’altra è a seguire) e, guarda caso, la Spal si disunisce: Miranda non azzecca il lancio ma, se fermate il frame nel momento in cui lancia, è apprezzabile la possibilità dell’Inter di attaccare lo spazio:

Anche qui, da Miranda a Skriniar ci sono quasi 10 secondi di palla portati dal difensore: un’eternità inaccettabile.

In questa è possibile anche apprezzare come Vecino sia stato marcato molto più strettamente ma anche Brozovic si porta dentro Schiattarella andando ad intasare il centro:

Già nei primi 20 minuti avrebbe dovuto intervenire. In questi casi le soluzioni sono sostanzialmente due: concentrare le azioni offensive sugli esterni, in massa, oppure chiedere agli esterni di partecipare molto di più invece di stare alti e larghi: nel secondo tempo la soluzione sarà la seconda.

Soluzione che, tra l’altro, è stata usata molte altre volte ed è stata anche la causa principale dei migliori scorci di Inter: ovvero quando tutti partecipano all’azione che si fa più veloce, avendo il portatore più di una soluzione di passaggio immediata.

A testimoniare la cattiva distribuzione in campo, altre due immagini esplicative in cui Borja Valero e Cancelo non sanno proprio a chi darla, a chi appoggiarsi, con chi dialogare:

Ma, anche così, sarebbe cambiato qualcosa?

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