Spal-Inter: se anche Spalletti ci mette del suo…

Tattica, pressing e mancanze

Le due pressioni di Icardi e di Candreva sono fuori tempo, e quella che per diversi minuti mi ha fatto credere in un 4-2-3-1, ovvero di Brozovic su Viviani, un po’ troppo naif per essere efficace.

Su questo scambio veloce tra i difensori con seguente passaggio alto a metà campo, la Spal ci ha costruito metà della partita, disinnescando il pressing interista, mai davvero efficace.

Stesso concetto di gioco. Alla fine non risulta pericoloso, però evidenzia come sia stata una tattica studiata a tavolino per allungare l’Inter.

Miranda alla fine recupera, ma più di 50 metri tra lui e Icardi sono davvero inaccettabili: se la Spal è riuscita a creare queste situazioni è proprio perché c’è troppo spazio in mezzo, proprio per questo pressing senza costrutto, in cui si evidenzia per l’ennesima volta la posizione ibrida, e sostanzialmente inutile, di Brozovic che non offre copertura in mezzo e non va in pressione su Viviani come in realtà sembra avergli chiesto Spalletti.

A dare la misura, però, di un pressing totalmente fuori sincrono, fuori dalla logica e senza nessuna possibilità di riuscita, ci pensa questo video.

Guardate come sia Vecino che Brozovic sono fuori tempo sul n. 77, Viviani, e come entrambi insistono su questa pressione che avrebbe un senso se Icardi e Candreva stringessero sul portatore di palla.

Nessuno dei due lo fa e questo rende più facile il solito appoggio alto sull’esterno a metà campo: 5 uomini a pressarne 3 e l’Inter si ritrova vittima di sé stessa.

Se guardate la fase di ricezione dopo lo scarico dalla difesa, a metà campo c’è solo Borja Valero, mentre Cancelo e D’Ambrosio sono costretti ad occuparsi degli interni della Spal.

Infine, ultima cosa da sottolineare è la mancata aggressione dell’area avversaria.

In parte l’abbiamo visto quando abbiamo evidenziato l’atteggiamento trotterellante di Candreva, scegliamo due immagini per mostrare la differenza di atteggiamento tra le due squadre.

Da una parte l’Inter, con Perisic che trova il varco giust, in cui il passaggio di Brozovic è risultato sbagliato: ma se anche fosse stato azzeccato, in mezzo c’era il vuoto assoluto. Non Icardi, non Candreva, non Vecino.

A differenza della Spal che, in una delle sue rare apparizioni in area avversaria, quando può attacca con più uomini per poi rinculare rapidamente a palla persa.

In situazioni del genere c’è una sola possibilità di riuscita e l’Inter ha mostrato un disperato bisogno di un uomo che salti l’avversario per creare superiorità in mezzo.

Non è LA soluzione, visto che poi nel secondo tempo Spalletti ha trovato la chiave giusta, almeno per 25-30 minuti; ma, in giornate così, avere l’uomo che crea entusiasmo, che scompagina il torpore, che crea elettricità in mezzo al campo risulta essere fondamentale.

L’unico a farlo in 3-4 occasioni è stato Cancelo.

Nel secondo l’Inter ha cambiato atteggiamento: Spalletti ha chiesto alla squadra, tutta, di partecipare di più alla manovra, di aiutarsi e dare opportunità al portatore di palla.

Eder al posto di Candreva non ha fatto molto meglio, anzi spesso ha fatto confusione, ma si è accentrato moltissimo creando la possibilità di appoggio, così come Perisic.

In questa immagine vediamo Vecino sempre marcato, ma stavolta in mezzo ci sono sia Eder che Perisic e l’azione per Borja Valero risulta molto più agevole: non è un caso che nel secondo tempo sia migliorata moltissimo anche la circolazione di palla.

Insomma, chi ha visto in Valero il vulnus dell’azione interista ha visto male.

Ha partecipato di più anche Icardi, anche se non con troppa insistenza.

In questa azione si vede come la Spal senta la necessità di un pressing diverso che cominci a disturbare l’azione dal basso, dai difensori, perché l’Inter aveva già trovato la chiave per disinnescare la copertura ferrarese.

Icardi sbaglia il passaggio ma è evidente come la squadra sia molto più corta e ne guadagna tutta l’azione.

 

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