Spal-Inter: se anche Spalletti ci mette del suo…

Arbitro e conclusioni

In ultimo, alcuni lettori di fede interista hanno “criticato” (virgolette d’obbligo) il mio insistere sull’atteggiamento dell’arbitro.

Su come e quanto possa incidere un direttore di gara semplicemente invertendo dei falli o inventandosene di sana pianta qualcuno… no, non tante, bastano 3 azioni da un lato e 3 dall’altro in 45 minuti… ho scritto diversi articoli: il metro arbitrale è fondamentale per una partita di calcio.

Perché anzitutto il metro arbitrale ne stabilisce anche la “velocità”: quante volte abbiamo letto e scritto che in Inghilterra, per esempio, si gioca di più perché si fischia di meno? Non è una banalità: se l’arbitro usa un metro più “largo”, la partita ne guadagna in velocità e spesso anche in spettacolo.

Ma il metro è fondamentale anche perché la sua eventuale difformità di utilizzo nella stessa partita può creare situazioni di gioco totalmente inaspettate.

Da questo punto di vista Giacomelli è stato chirurgico: ho scritto 20 falli a 6, alcuni report ne contano 27 a 7: fino a 22 ho avuto la pazienza di contare, dopo mi sono fermato perché nel secondo tempo ha inventato 3-4 situazioni di gioco che hanno creato pressone all’Inter, soprattutto contro una squadra che batte bene i calci piazzati come la Spal.

Ho raccolto una dozzina di situazioni che, per ragioni di spazio, devo ridurre a 4, ma che danno testimonianza di come si possa intervenire in una partita, pesantemente, anche con poche decisioni.

Nel primo tempo ha dato la misura ai calciatori della Spal: ogni tuffo, una punizione, fatta eccezione per un paio di casi. Qui è Schiattarella che… schiatta come colpito a morte quando invece non c’è assolutamente nulla: si era a ridosso dell’area a palla persa in transizione negativa.

Altra situazione di gioco in cui Candreva fugge via a Mattiello: non è chiaro se il giocatore della Spal tocchi o meno il pallone, l’impressione è che non lo faccia.

Ma Giacomelli decide salomonicamente di non dare né angolo né punizione, nonostante l’azione sia inequivocabilmente o l’una o l’altra:

Altra azione, altro fallo tra l’altro piuttosto brutto da vedere: eppure l’arbitro lascia correre come se fosse un’azione di gioco normale:

Infine, altro esempio piuttosto grave: sull’1-0 c’è palla persa dalla Spal, l’Inter si fionda in ripartenza e quando il giocatore ferrarese perde palla c’è un 2 contro 1 in mezzo, con Perisic, Brozovic e Eder che possono aggiungersi per un clamoroso 5 contro 3:

Ne avremmo tante ma ci fermiamo qui perché non è un approfondimento sull’arbitro: ormai sono settimane che arbitrano così, letteralmente “contro”, con due pesi e due misure a prescindere dall’avversario.

Per chi pensa “nulla di eclatante” siamo punto e da capo: se credete che le partite non possano essere indirizzate anche in questo modo, evidentemente vi sfugge un pezzo fondamentale della partita.

L’Inter ha pareggiato per colpa dell’arbitro? Ha giocato male per colpa dell’arbitro? Certamente non è la causa principale, ma in situazioni di difficoltà avere un calcio di punizione a favore o contro, fermato un contropiede lecito o lasciato continuare, concesso contro 5-6 falli dalla trequarti in su oppure arbitrare con lo stesso metro entrambe le squadre, può accentuare il momento di difficoltà.

In qualche caso anche seriamente: la punizione che porta poi al gol della Spal nasce da un intervento di Cancelo che va sulla palla. Poi prende anche il piede, ma non c’è imprudenza, non c’è violenza e il pallone è chiaramente toccato dal calciatore portoghese, tanto che va in fallo laterale.

Tra l’altro è apprezzabile il volo di Bonazzoli, esagerato rispetto al contatto e alla situazione di gioco: tanto lui sa che l’arbitro è ben disposto.

Conclusioni

Il fatto che l’Inter abbia giocato in maniera sostanzialmente diversa nel secondo tempo dà la misura delle colpe di Spalletti.

Il problema di formazione iniziale può essere un falso problema, come abbiamo spiegato in precedenza. Anzi, vista l’evoluzione della partita, rischiare un terzino destro sulla sinistra poteva avere le sue sostanziali ragioni.

Dopo i venti minuti di errori a ripetizione di Cancelo, però, Spalletti è rimasto immobile lasciando tutto com’era, aspettando il secondo tempo per cambiare le cose.

Cambiandole in maniera decisiva: ma a quel punto viene da chiedersi perché cominciare la partita in quel modo, con gli uomini larghissimi e la squadra lunghissima: al di là dell’atteggiamento dei calciatori, la preparazione non è sembrata delle migliori.

Poi, è chiaro, l’atteggiamento conta anche in misura superiore e questo insistere su Spalletti non significa, per nulla, togliere loro delle responsabilità.

Anzi: se possibile è un’aggravante.

Esthia immobiliare

Rimane, inoltre, la perplessità sul tempo e la tipologia dei cambi.

Se, da una parte, è comprensibile il desiderio di tenere tutti sulla corda, soprattutto quelli che fin qui hanno sudato (e questo Spalletti lo ha detto più volte), dall’altra le sostituzioni dovrebbero essere dettate dalle situazioni di gioco.

Rafinha così tardi, con una squadra che aveva disperatamente bisogno di possesso palla, è un errore: Gagliardini può persino essere stato un “segnale”.

Perisic in campo nonostante l’assoluta nullità sulla fascia perché? E se la tua idea in quel momento è quella di “resistere”, perché insistere su Icardi che non ha tenuto una-palla-una per far salire la squadra? In quel caso perché non provare a variare, magari mettendo Perisic prima punta e Karamoh esterno?

Nell’articolo precedente, “quelli che malpensano”, qualcuno ha parlato di “paura”. E se è chiaro che qualche calciatore ne sia afflitto, probabilmente anche Spalletti che si sta affidando a soluzioni “usato sicuro” senza rischiare troppo.

Vista la situazione, visto come procede, ci aspettiamo altro.

Contro il Crotone sarà una partita fotocopia: se l’Inter non la sbloccherà nei primi 20 minuti si andrà in sofferenza. E Spalletti, se necessario, dovrà rispolverare il cilindro e estrarre il famoso coniglio: lo abbiamo pensato a lungo come il vero “top player” di stagione, ne rimaniamo fermamente convinti.

Soprattutto se dal mercato non dovesse arrivare nulla di più di quanto non sia già stato fatto con Rafinha e Lisandro Lopez.

sostieni ilmalpensante.com

Indice

Loading Disqus Comments ...