Inter-Crotone 1-1: non meritate più nulla

Pagelle parte 1

 

PAGELLE

HANDANOVIC 5,5: Samir è bravissimo in porta ma, quando c’è bisogno di un portiere bravo con i piedi, fa sentire il peso della necessità di uno come Szczesny o, per restare in nerazzurro, come Julio Cesar.

Incolpevole sul gol.

D’AMBROSIO 5: lontanissimo parente del difensore apprezzato fino a qualche mese fa.

Sbaglia una quantità industriale di palloni che annullano gli altrettanti che recupera: nell’azione del gol va molle molle su una palla sbagliata da Skriniar e si rende correo dell’azione.

SKRINIAR 5,5: dispiace, davvero, dopo una partita del genere dare un’insufficienza.

Perché se c’era uno da salvare in questa partita era proprio l’unico baluardo di una difesa che tiene a livello di gol ma difetta in quanto a sicurezza.

Il problema è che nell’azione del gol si rende colpevole prima di un rinvietto mal riuscito che regala il possesso all’avversario, poi tiene in gioco Barberis sull’assist di Trotta, staccandosi nettamente rispetto al resto della linea difensiva. E Barberis, lì a quel punto, è suo e non può perderselo.

Il concetto è: voto insufficiente ma prestazione più che sufficiente perché il maggior indiziato sul gol avversario.

MIRANDA 4,5: ai #Miranders piace questo atteggiamento da difensore di grande classe con l’atteggiamento mellifluo e un po’ altezzoso quando esce a testa alta. E dire che gli riesce anche discretamente bene, visto che per un certo tratto di partita è anche quello che ne ferma più di tutti.

Il problema è che per tutto il resto del tempo è stato una… minaccia costante, con piccoli e grandi errori che, come al solito, minano la solidità e la sicurezza difensive: il foglio in cui si appuntano gli errori individuali ha esaurito gli spazi utili prima dell’ora di gioco.

Sul gol del Crotone marca Trotta al limite dell’area come farebbe un ragazzino dell’oratorio.

Di certo non può essere questo Miranda a dare forza e tempra morale a una squadra che, invece, ne ha disperatamente bisogno. E parliamo del capitano del Brasile…

DALBERT 5: nel primo tempo non gioca neanche una partita malvagia.

Attenzione, niente di straordinario in difesa (a parte due interventi interessanti) e quasi nulla in attacco, se non la semplice presenza. Ma è una presenza che aiuta Perisic ad accentrarsi come attaccante e costringe il Crotone da quel lato a rinculare.

Solo che dovrebbe avere più fiducia in sé stesso… succede l’esatto contrario nel secondo tempo.

In avanti una sola volta, con una buonissima palla a Eder che spreca. Troppo poco, ma a questo punto, con questi chiari di luna, avere un mancino puro lì può essere importante. Tanto chiunque metti rischi lo stesso

BORJA VALERO 5,5: da molti additato, come al solito, come il grande colpevole. Effettivamente ha un torto: non sparisce mai dal campo, rimane sempre nel vivo dell’azione ed è quello che si prende le sue buone responsabilità: l’unico.

Da metà campo in su è anche l’unico che ci mette la gamba ogni volta che può, nonostante non sia il suo mestiere: i 6 palloni recuperati gli fanno da testimone.

Probabilmente gli si fa pagare anche il gol del Crotone ma un rimpallo non può essere colpa sua: tutta la squadra si è mossa male e della metà campo era l’unico superstite.

Nel secondo tempo, però, crolla dopo il gol e non riesce più a dare spinta alla squadra: ci fossero stati un paio di cambi in più sarebbe uscito anche lui.

CANDREVA 5: Spalletti prova a metterlo a suo agio con D’Ambrosio, ma lui è uno di quelli letteralmente imploso causa fischi. Lo avevo scritto tempo fa: fischiargli gli errori sui cross lo inibisce al cross, che è stata una delle armi più importanti dell’Inter. E siccome non è che ci siano alternative migliori e più producenti, mi tenevo buoni i 15 cross sbagliati e i 3 giusti.

Invece così ne fa 2 o 3 a partita… certo che se poi lo azzecca e Eder ci arriva in ritardo è difficilissimo emergere.

In fase difensiva il suo apporto è costante, anche se nell’azione del gol è clamorosamente in ritardo sul suo uomo, anche se l’errore è provocato dai pressing sbagliati di Vecino e Brozovic.

Nel 4-3-3 stona perché non è un attaccante, si accentra pochissimo e non incide più.

San Siro lo riempie di fischi e l’impressione è che sia definitivamente perso e lui ne abbia già piene le scatole.

 

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