Inter-Crotone 1-1: non meritate più nulla

Pagelle parte 2

 

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VECINO 4,5: il peggior Vecino di stagione, non tanto per la quantità di movimenti e di corsa che è tanta, tantissima, soprattutto senza palla: è l’unico che prova variazioni con un senso logico. Per impegno è uno dei pochissimi che si salva.

Il problema è la quantità di errori in fase di appoggio, 79% su 71 passaggi, in qualche caso persino disperante, oltre che all’enorme numero di palle e duelli persi: ben 7 i palloni regalati al Crotone.

A peggiorare le cose c’è il pressing stupido e inutile nell’azione del gol del Crotone: cosa volesse fare, sinceramente, è incomprensibile.

E in più non si propone mai dentro l’area.

Lontanissimo parente, anche lui, del tuttocampista apprezzato nella prima fase di stagione.

BROZOVIC 4: disperante. Letteralmente disperante la capacità di sbagliare movimenti, corsa, posizioni: quando riesce ad essere nel posto giusto mi scappa un “hallelujah” cantato in falsetto per l’emozione.

Perde anche lui lo stesso numero di palloni di Vecino ma, rispetto all’uruguaiano, ci mette la solita voglia “alla Brozovic”, come nell’azione del gol, in cui sale per fare un pressing che solo lui capisce (come tempi) e rientra col passo mellifluo di chi sta passeggiando al parco, mentre lì in mezzo ci sarebbe bisogno di un centrocampista che scali, visto che Vecino si è alzato in pressing sul difensore.

Ma chiedere ‘sta roba a Brozovic è come chiedere a un ragazzino di studiare la relatività: si chiama Marcelo, non Sheldon Cooper.

PERISIC 3: se Brozovic è disperante lui è devastante.

Perché è quello che ha più occasioni da gol (3), che riesce a tirare in porta, a trovarsi uno contro uno con l’avversario diretto, che prova l’assist, ma lo fa con una lentezza tale da far pensare più a un soldatino stanco piuttosto che uno tenuto in estate perché in grado di far cambiare marcia alla squadra.

Nel secondo tempo si fa prendere dalla frenesia e sbaglia almeno due occasioni ghiotte.

Nell’azione del gol, vista l’assenza degli interni di metà campo, segue Barberis salvo opporglisi con una leggiadria da fata turchese; giustamente Barberis lo scherza e se ne va. Inconcepibile a questi livelli.

Difficile trovare una cosa fatta bene in 90 minuti: il foglietto con le note positive ha una sola X e non ricordo neanche a cosa si riferisca.

EDER 5,5: detto che è molto partecipe dell’azione, che aiuta a metà campo, che offre sponde aiutando l’azione offensiva, manca clamorosamente in area quando serve.

Segna il gol, ma non basta a risollevare una prestazione che nel secondo tempo affonda inesorabilmente nell’anonimato.

Subisce una gomitata da Ceccherini ma Orsato non può esimersi dall’ennesima inversione: ammonisce lui e si rimane senza parole.

RAFINHA 6,5: qualcosa in più di incoraggiamento, perché entra in campo col piglio giusto, prima da trequartista in una specie di rombo, poi nel 4-2-1-3 proposto da Spalletti nel finale.

Che venga da un altro calcio, che abbia un’altra visione di gioco, che sia un giocatore che all’Inter serve disperatamente si vede dalla velocità con cui il pallone sparisce dai suoi piedi: quando fa il terzo tocco sembra pentirsene amaramente.

Sfiora il gol (anche se Eder, in traiettoria, era in fuorigioco) e mostra cosa può dare un centrocampista in più a questa squadra.

KARAMOH 6: la libertà di spirito e di pensiero del ragazzino vince contro i timori e i terrori dei compagni: entra e dimostra che lui potrebbe anche giocare.

Tanto, diciamolo, se questi sono i Candreva e i Perisic, nessun Karamoh potrebbe fare peggio.

CANCELO 6: entra un po’ svogliato perché magari si aspettava di giocare da titolare, ma con lui in campo si guadagna in spinta e qualità.

SPALLETTI 5,5: sgraviamo l’allenatore da colpe non sue, perché qualunque 11 di questa Inter metti in campo in teoria dovresti vincere contro il pur buon Crotone.

Gli abbiamo chiesto di variare dal 4-2-3-1 ma questo 4-3-3 così non funziona, soprattutto perché le uscite in pressing continuano a essere dissennate e, come mostra l’azione del gol, dannose.

Poi, però, le prova tutte tutte: anticipa i cambi, modifica la formazione, ci prova chiedendo alla squadra di salire e se l’ultima mezz’ora l’Inter reagisce a malapena non è certo colpa sua.

Ma di Spalletti parleremo a parte domani.

ORSATO 5: “dopo una partita del genere lamentarsi dell’arbitro è da perdenti”. Me lo sono scritto da solo così risparmio a molti l’ansia di scriverlo nei commenti.

Come tanti altri suoi colleghi, fa il giusto danno invertendo quelle 7/8 situazioni che sbilanciano l’inerzia dell’incontro.

Poi nella vita ci vuole anche fortuna e devo dirmi fortunato, perché l’azione del gol nasce proprio da una situazione del genere, così almeno qualche tifoso può capire quanto può essere fondamentale anche UNA sola punizione invertita.

Perché il gol del Crotone nasce da questo calcio piazzato: ok gli errori in pressing di Vecino e Brozovic; ok l’errore di Candreva nel ritardo sull’uscita esterna; ok l’errore di Skriniar; ok l’errore di D’Ambrosio; ok l’errore di Perisic e poi di Miranda e poi di nuovo di Skriniar… ok che l’Inter fa un capolavoro degli orrori in questa azione, ma tutto nasce da una punizione invertita: invece di ammonire Ceccerini lui arriva ad ammonire Eder:

Però, mi raccomando eh, l’arbitro non conta mai.

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TABELLINO

INTER-CROTONE 1-1

PRIMO TEMPO 1-0

MARCATORI: Eder al 23′ p.t.; Barberis al 15′ s.t.

INTER (4-3-3): Handanovic; D’Ambrosio, Skriniar, Miranda , Dalbert (29′ st Cancelo); Vecino, Borja Valero, Brozovic (32′ Karamoh ); Candreva (19′ st Rafinha), Eder, Perisic. (Padelli, Berni, López, Ranocchia, Santon, Cancelo, Emmers, Gagliardini, Pinamonti). All.: Spalletti.

CROTONE (4-3-3): Cordaz; Faraoni (40′ st Simic), Ceccherini , Capuano, Martella (13′ st Pavlovic), Barberis, Mandragora , Benali , Ricci , Trotta (32′ Stoian), Nalini. (Festa, Viscovo, Ajeti, Izco, Zanellato, Rohde’n, Crociata, Simy, Budimir). All.: Zenga.
ARBITRO: Orsato.

 

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