Inter-Bologna 2-1: ma non guardate la classifica…

Seconda parte

Da notare che l’Inter, con questo di D’Ambrosio, ha colpito 14 legni: nessuno in Serie A ne ha colpiti di più.

Al 53esimo i fischi di San Siro fanno il loro effetto. Azione rapida Vecino-Karamoh-Eder con palla che va dal centro verso destra, cross in mezzo per Perisic che arriva in corsa con tempismo perfetto, un po’ troppo in avanti, ma in una situazione in cui 3 mesi fa avrebbe segnato anche solo guardando la palla.

Invece di testa ci va con eccessiva fretta e tira alto.

En passant, credo che Spalletti abbia scelto di puntare su Karamoh perché anche Candreva sembra avere ormai un rapporto incrinato con lo stadio di casa.

Anche qui Valeri potrebbe essere più parsimonioso perché Perisic prende una gomitata in faccia, ma non interviene neanche per avvisare il difensore bolognese:

Al 55esimo l’ultima di Brozovic, che ha giocato 3 minuti e poi ha staccato la spina: dentro l’area, uno contro uno, non si capisce cosa voglia fare, se un passaggio o un tiro a giro, e invece gli vien fuori una sorta di buffetto rotolante verso l’angolo.

Non credo che Spalletti si sia arrabbiato per il tiro in sé, quanto per la reazione… come dire?:.. “scoglionata” direbbe un giovane, “brozoviciana” diremmo noi.

150 secondi dopo esce dal campo sommerso dai fischi di San Siro ai quali risponde polemicamente con gli applausi.

Al suo posto entra Rafinha e si accende la luce, è un’altra Inter.

Il calciatore brasiliano fa il trequartista in un modulo ibrido che inizialmente sembra essere rimasto quello iniziale, mentre invece dovrebbe fungere da 4-2-3-1: in mezzo diventa catalizzatore di palloni, la partita dell’Inter ne guadagna e anche i due centrocampisti alzano il contagiri: se nel primo tempo avevano più volte mostrato la sofferenza di chi trovava raramente un compagno disposto a farsi dare la palla, nel secondo tempo è altra musica.

Sono passati da poco 62 minuti quando la palla rinviata malissimo da Orsolini arriva a Karamoh (che era sparito dal campo, ma lo si giustifica volentieri)… e per un attimo ho provato a immaginare cosa sarebbe successo in una Inter… “normale”, ovvero come l’abbiamo vista fino a oggi.

E sarebbe successo questo:

Vedete? C’è solo Eder lontano (Perisic è ancora più avanti a sinistra) e in condizioni normali si sarebbe tornati indietro.

Solo che l’ingresso di Rafinha cambia clamorosamente le cose:

Lo scambio in mezzo tra Karamoh e il brasiliano (e non è un caso che sia tra i due) è di quelli che ti riconciliano con tutta la squadra: scambio rapido in mezzo, dribbling con tocco leggero destro-sinistro e tiro da fuori (rarità all’Inter!) che si insacca nell’angolino giusto.

Tutto molto bello, tutto molto riuscito.

Paura passata? Macché.

Non che il Bologna crei chissà cosa, anzi, l’Inter potrebbe raddoppiare con Karamoh sullo stesso asse di prima: Skriniar trova la verticalizzazione bassa giusta per Rafinha che fa fuori la metà campo bolognese, serve Karamoh sulla corsa che spreca su Mirante.

Solo che l’Inter è l’Inter, e già sulla ripartenza della stessa azione rischia di subire su un contropiede: cross in mezzo per Palacio, alta.

Poco dopo Rafinha completa l’opera facendosi vedere nel corridoio giusto da uno Skriniar altrimenti in difficoltà: stop e palla avanti con Mbaye fuori tempo, fallo e doppio giallo.

Tu pensi che sia la liberazione, che l’Inter possa giocare con più libertà mentale.

Niente da fare.

Prima si registra l’uscita del giocatore francese per Gagliardini, mossa che stupisce e fa arricciare più di un naso ma che ha due logiche. La prima è che Karamoh già da qualche minuto si toccava la coscia e probabilmente ha chiesto il cambio (Borja Valero va a fare il trequartista, Rafinha l’ala destra); la seconda è che Gagliardini in mezzo avrebbe garantito, e lo ha fatto, fisicità e presenza sui continui rinvii del Bologna, soprattutto dopo l’ingresso di Avenatti che è quasi 2 metri.

Poi succede che D’Ambrosio tocchi di mano un pallone tirato da distanza ravvicinatissima: l’azione sembra addirittura fuori area, la mano è piuttosto vicina al corpo, in un movimento congruo che non aumenta il volume corporeo, però Valeri vuole rivedere comunque.

Un minuto di ansia generalizzata, rigore che non c’è: ma l’Inter subisce il contraccolpo. Tre minuto dopo lancio “alla carlona” del Bologna ma che mette in difficoltà Lisandro Lopez che non vede Gagliardini: l’italiano spizza di testa e prolunga, spiazzando il compagno; Palacio si trova nella posizione giusta per sparare, ma lo fa centralmente verso Handanovic che di piede devia verso D’Ambrosio che aveva chiuso bene la diagonale.

Due minuti dopo altro cross quasi casuale dalla trequarti, ma in mezzo c’è mr. 2-metri-Avenatti che di testa sfiora, fuori di poco.

Borja Valero ha sbagliato appena 5 palloni in questa partita, ma il 5° lo fa nel momento peggiore, allo scadere del 92esimo, scatenando il contropiede bolognese 4 contro 4: confusione in area, palla che poi viene liberata da Lisandro Lopez.

Il calciatore argentino viene contrastato da Masina che fa un fallo da ergastolo, altro che cartellino rosso: è uno di quei falli che rischiano di troncare le carriere, perché il piede rimane sotto e si piega tutta l’articolazione. Come non si sia fratturato tibia e perone non è ancora comprensibile.

No, non state vedendo male, non è un problema di prospettiva, non è un’illusione ottica: Valeri è proprio lì, nel bel mezzo dell’azione… dire “a un metro” sarebbe persino dire poco.

 

La cosa folle è che per sanzionare questo fallo con un rosso sacrosanto è dovuto intervenire il Var chiedendogli la revisione delle immagini.

Pazzesco.

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