Inter-Bologna 2-1: ma non guardate la classifica…

Terza parte e pagelle

L’azione si era interrotta a 91:15, mancavano quindi 2 minuti e 45 secondi. Riprende a 95:20 e inspiegabilmente Valeri concede fino al 99esimo, ovvero altri 3 minuti e 40 secondi. Il senso di questo recupero è tutto nei meandri dell’arbitro romano.

C’è giusto il tempo per un paio di palloni buttati a casaccio dentro l’area, ma il 99esimo arriva senza altri scossoni.

La partita dimostra che essere mentalmente liberi, spensierati, può essere un coadiuvante non da poco per provare giocate più difficili:

Karamoh su tutti, ma anche Rafinha è entrato dimostrando di avere altro tasso tecnico e lasciando in generale la sensazione di un gran giocatore, capace di cambiare questa squadra e di darle una logica, un senso, di essere quel centrocampista in grado di saltare l’uomo, creare superiorità, dare riferimenti.

Non è un caso che, appena entrato, anche il match di Vecino e Borja Valero è cresciuto, così come quello di Skriniar in fase di impostazione, che si è letteralmente divertito a trovarlo tra le linee.

C’è da vedere se regge, se non regge, se è una casualità o meno, oppure se, più semplicemente, la sua prestazione brilla tanto perché attorno c’è una sorta di deserto della personalità:

Oltre a Karamoh e Rafinha, l’altra novità è il tiro da fuori, cosa che l’Inter non fa certo spesso se non quando letteralmente costretta.

Non si può dire che la squadra sia guarita, perché il Bologna si è rivelato avversario modesto, anche se molto più agguerrito che in altre occasioni: nelle ultime 16 ne ha vinte 4, pareggiata 1 e perse tutte il resto, che nel conteggio fanno 11-partite-perse-11.

L’Inter dovrà tentare di dare un senso a questa vittoria bissando con Genoa e Benevento, perché poi ci saranno derby, Napoli e Sampdoria che decideranno, di fatto, il senso delle ultime 9 partite della stagione.

Poi, è chiaro, si può guardare l’altro lato della medaglia, come dovremmo fare in ogni occasione della vita: ovvero che l’Inter non perde da 6 giornate (incredibile ma vero! Lazio, Fiorentina, Roma, Spal, Crotone e Bologna) e soprattutto è di nuovo, eureka!, terza in classifica.

Insomma, ci sono tutti gli ingredienti per far sì che questi due mesi, questi famosi 70 giorni, possano essere solo una lunga, lunghissima e inopportuna parentesi negativa.

Per farlo, però, è necessario che si incastrino un po’ di cose.

Fortunatamente un paio sono chiare e per adesso rispondono ai nomi di Rafinha e Karamoh.

Pagelle

HANDANOVIC 7: tre parate, di cui due davvero complicate.

CANCELO 6,5: mette un paio di palle in mezzo al bacio, una bellissima per Brozovic che spreca.

Attacca meno perché davanti ha Karamoh con cui sembra anche intendersi discretamente bene. In difesa si fa saltare soltanto una volta, nel secondo tempo, poi chiude 3-4 diagonali importanti, di cui una fondamentale sulla quale subisce il fallo.

Il vero grande dubbio sulle sue qualità era sulla tenuta difensiva: sta mostrando di avere testa e determinazione per essere utile a 360°.

SKRINIAR 6,5: mezzo voto in meno perché la palla data a Miranda è sanguinosa e perché sbaglia un paio di cose “non da Skriniar” nei 90 minuti… ti accorgi che dici “non da Skriniar” e capisci quanto sia diventato importante e quanto bene abbia giocato finora.

Nel secondo tempo, trova in Rafinha l’uomo ideale per l’impostazione in verticale che gli piace e sa fare benissimo.

Per il resto tanti interventi importanti.

MIRANDA 4: non è soltanto l’errore che fa, perché abbiamo detto che la vera colpa è nel modo di affrontare in seguito Palacio.

Ma in generale dà l’impressione di uno che gioca sempre sotto ritmo, sempre con un atteggiamento di superiorità che però troppo spesso diventa superficialità.

È sempre lui il primo a creare insicurezza ai compagni, come quando si perde Palacio sul colpo di testa che poi Handanovic para: “si perde” si fa per dire, perché era a mezzo metro ma non ci mette niente, né un braccio, né il corpo, né la grinta. Nulla.

LISANDRO LOPEZ 6: fa due errori piuttosto grossolani (si fa saltare facilmente sulla destra e pensa di riuscire a coprire Palacio col corpo sperando che Cancelo prenda la palla) ma poi decide di utilizzare il martello da guerra e sbroglia 4-5 situazioni importanti, tra cui quella in cui subisce un fallo clamoroso da Masina.

D’AMBROSIO 6: non male, tutto sommato, perché è il più difensore centrale tra tutti i terzini ed è quello che più di tutti può dare equilibrio, sia che lo metti a destra che a sinistra: ma dall’altra parte Cancelo sembra imprescindibile, pertanto si alleni molto con il sinistro perché gli sarà utile.

BORJA VALERO 6,5: sbaglia pochissimo, è l’unico a muoversi sempre per farsi dare la palla e provare a far girare la squadra, ma nel primo tempo non trova collaborazione se non raramente: ma se nel primo tempo la manovra dell’Inter ha una logica lo deve a lui.

Cerca qualche lancio, un paio su Perisic, ma l’unico che gli dà continuamente profondità è Karamoh.

Nel secondo tempo il solo ingresso di Rafinha gli consente di toccare la palla una volta in meno e carbura meglio anche lui.

In fase di non possesso diventa persino essenziale: escludendo i difensori, ne recupera più lui (8) che tutto il resto messo insieme. Per il resto tanta corsa, più di tutti, eppure non lo diresti…

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