Sull’Inter, Spalletti e sulla natura delle cose nerazzurre…

Terza parte e Genoa

Perché i calciatori leggono i giornali e guardano i servizi televisivi. E se la Gazzetta spara in prima pagina:

Quella mattina i calciatori sono lì col giornale in mano a commentare quella notizia, che è tanto più credibile quanto più all’interno si sa che arriva da una parte dell’Inter stessa.

Con tutto quello che ne consegue in termini di voglia, concentrazione, determinazione.

L’ho scritto qualche giorno fa: ma non è che il calo dicembrino arriva proprio perché in infelice coincidenza con l’arrivo delle prime grosse “bombe di mercato“?  Ovvero quella strana devianza del mestiere di #cazzaro che però in Italia viene persino ammirata… “esperti del settore”, l’hanno detto loro… tanto alla fine c’è sempre un “Suning ha posto il veto”, un “improvvisa frenata”, una “trattativa impantanata sui dettagli”, per non dire dell’immarcescibile “trattativa a oltranza” (quella in cui le parti si guardano brutto per ore e ore finché una delle due cede alle condizioni dell’altra), per non dire/scrivere che la notizia di qualche giorno/ora fa era semplicemente una minchiata perché non sapevo cosa scrivere.

E se non bastasse l’influenza su ragazzi di 20-25 anni (anche se i più sensibili sono quelli più grandi!), aggiungiamo che non si può ignorare i media, perché “fanno ambiente“.

Perché è bastato un “virgolettato del Corriere della Sera” per far passare verità il “relata refero”. Perché è bastata una trasmissione del cazzo (scusate il francesismo) che in due occasioni (1 settembre e 1 febbraio) ha cianciato di conferenza stampa di Spalletti in giornata con dimissioni e “merda su Suning” per avere i social inondati della stessa merda. Pensa te quante parole poco eleganti mi fanno dire ‘ste cose.

Eh, ma basterebbe ignorare pure quelli!

Fosse facile, se non fosse che i calciatori poi con certa tifoseria ci entrano in contatto, come successo a Eder che si è persino sentito in dovere di condividere con i compagni l’accaduto riportato da Spalletti: che, tra l’altro, ritengo sia stato riportato in maniera molto più che edulcorata.  A proposito di “ambiente malato”.

Non si possono ignorare e non è vero che hanno la tiratura di un “giornaletto della scuola”, come mi è stato detto qualche giorno fa.

La media giornaliera, tra cartaceo e digitale, dei tre maggiori quotidiani sportivi parla di oltre 350mila copie diffuse: aggiungete le “copie da bar”, aggiungete molti aggregatori che non filtrano e riportano acriticamente quanto riproposto sui giornali.

A questo aggiungete le televisioni, i telegiornali, le trasmissioni specializzate, per quanto poche siano e mal condotte.

Il numero dei lettori coinvolti diventa enorme e incalcolabile: una qualunque cosa scritta su un giornale può diventare “verità” diffusa per la sola ragione che è scritta su quel giornale.

Come fare a ignorarli?

Sarebbe, anzi, l’ora che i tifosi facessero davvero muro compatto contro, col vantaggio che abbiamo già chi ci ha tracciato la strada 9 anni fa.

Spalletti ha ben chiaro cosa succede e cosa significhi questo “ambiente” dal punto di vista della resa dei calciatori. L’Inter non ha protezione, non ha santi in paradiso e evidentemente sente più di altre squadre l’influenza dell’ambiente esterno, a maggior ragione se a sguazzare nel torbido, come ci dice il buon Luciano, è qualcuno dall’interno.

Se Spalletti si è espresso così sembrano chiare un paio di cose.

Intanto che sembra avere proprio voglia di restare, purché ci siano le condizioni per farlo.

E che evidentemente ha le… spalle coperte, al punto da potersi permettere a poco più di metà stagione prima un minaccioso “ne parliamo a fine stagione” e poi un persino più intimidatorio “ne parlerò direttamente con il Presidente.”

Era l’ora, e non vedo l’ora che arrivi questo fine anno e che ci sia una resa dei conti vera, che significhi anche quel cambiamento in società che è rimasto a metà ma che sembra ormai indifferibile.

A completare, altre due/tre piccole/grandi cose che chiariscono o squarciano.

Su Skriniar, c’è stato già il chiarimento del calciatore ma Spalletti ha deciso di dare un’altra batosta al new Gianni Brera del Corriere.

Non avevo dubbi, non ho dubbi. Mi ero un po’ meravigliato ma poi quando ci ho pensato bene per come è stata tradotta mi è sembrato facile essere ricondotto a pensare che quella traduzione sia stata fatta fuori da un ristorante la notte all’una. Per cui è tutto abbastanza a posto perché vedrete che Skriniar rimarrà a giocare nell’Inter per diversi anni.

E infine la frase-spot, quella che poi utilizzeremo chissà quante volte:

Per quanto riguarda i depressi… teneteceli lontano. Perché noi dell’Inter siamo cittadini del cielo che abitano sulla terra, per cui non c’è depressione per noi.

E il Genoa?

L’ambiente è quello che è, al punto da discutere pochissimo della cosa più importante della settimana: la partita di stasera.

Peccato che questa sia stata una settimana di lavoro intenso su aspetti tecnici del sito e quindi ho dovuto rinunciare a qualche articolo perché la fruibilità deve rimanere comunque di buon livello: altrimenti che senso ha scrivere?

Ci sarebbe stato da raccontare e farsi qualche risata insieme, oltre che puntualizzare inesattezze su inesattezze, anche relative alle altre squadre: un po’ abbiamo provato a recuperare oggi, ma il materiale era davvero tantissimo.

L’Inter affronterà una squadra decisamente più rognosa di quel che sembra.

Contro la Juventus non ha creato moltissimo, ma i bianconeri non hanno avuto vita facile (e ci sarebbe anche quell’improprio ricorso al Var su un “non chiaro errore”, ma tant’è).

Che sia rognosa ce lo ricorda la Lazio, sconfitta 1-2 all’olimpico da due cuori nerazzurri come Laxalt e Pandev.

Da quando c’è Ballardini: 6 vittorie, 3 pareggi, 3 sconfitte, per un totale di 21 punti. Per comprendere adeguatamente: nello stesso periodo di tempo l’Inter ha realizzato 18 punti.

E in questo lasso di tempo (parliamo di 12 partite) ha subito solo 6 gol: chi si aspetta una partita facile ha fatto male, malissimo i conti.

Tre vittorie nelle ultime 5 ne certificano anche l’ottimo stato di forma, anche se con Ballardini 2 delle 3 sconfitte sono arrivate proprio in casa: contro l’Atalanta per 1-2 e contro l’Udinese per 0-2.

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