Genoa-Inter 2-0: le pagelle malpensanti

Seconda parte

Esthia immobiliareKaramoh 6: va detto che meriterebbe l’insufficienza sia perché sparisce troppo dal campo sia perché sbaglia davvero tantissimo, soprattutto nel secondo tempo quando si mette a fare cose incomprensibili.

Dell’Inter, però, è l’unico che mostra una voglia diversa, è l’unico a cui daresti la palla perché non si limita al compitino.

Come dicevamo ieri, il processo di crescita del calciatore passa inevitabilmente per partite così, senza grandi lampi, con grandi assenze dal campo: chiedere a lui, che ha meno di 20 anni e non si chiama Ronaldo, di risolvere problemi e partite non è giusto né pensabile.

Eder 5+: un paio di buone cose attorno alla mezz’ora dal punto di vista del gioco, della disponibilità e dell’appoggio ai compagni. Per il resto una partita spesa nell’anonimato, tanta corsa a vuoto, mai un fallo guadagnato per far salire la squadra.

Si registra solo un tiro nel secondo tempo, un “quasi gol” che viene salvato da un difensore sulla linea a Perin battuto. Ma è l’unico lampo.

Rafinha 6: si fa prendere dall’ansia da prestazione, visto che appena entra in campo corre a destra e sinistra pur di farsi trovare libero e farsi dare la palla. In qualche caso persino troppo defilato sulla destra dove non riesce a essere efficace.

Anche lui, però, paga la “sindrome Valero”: se nessuno si muove, non conta che piede hai, conta che non hai nessuno a cui darla. L’Inter arriva discretamente bene ai 25/30 metri e poi si perde, non certo per i portatori di palla.

Brozovic sv: voto che non diamo nonostante lo meriterebbe.

Pinamonti sv: senza voto anche lui, ma qualcuno dovrebbe spiegargli che dettare il passaggio in verticale sempre nello stesso modo, da sinistra a destra, può essere fatto una o due volte, poi basta: in più azioni è l’unica cosa che fa e non è utile a prescindere.

Spalletti 5: male, malissimo D’Ambrosio a sinistra. Non bene il ritorno al 4-2-3-1 perché lascia in inferiorità numerica in mezzo contro il 3-5-1-1 di Ballardini. In fase offensiva interessante il tentativo di accentrare gli esterni, ma riesce solo con Karamoh, mentre Candreva lo segue poco da questo punto di vista.

Non bene la scelta di mettere Rafinha sul 2-0: vada per la mezz’ora di autonomia, ma già dopo il 45esimo se ne sentiva la necessità.

L’Inter rimane comunque in mano a lui: se lo spogliatoio è ancora in grado di seguirlo, la stagione non è perduta.

L’avversario

Perin 7: 3 parate importanti e una quantità industriale di palloni giocati.

Per capire quanto sia centrale nel gioco spartano, brutto quanto volete ma efficace di Ballardini, basti pensare che i suoi 34 passaggi sono superati SOLO da Hiljemark a 35. Rosi e Spolli in due ne sommano 37.

Ha piedi buonissimi, trova sempre i compagni, ha 25 anni e se non si perde per strada il futuro è suo.

Spolli 7: ha vita facile, però quello che deve fare lo fa bene e con tempismo. Rinuncia sostanzialmente a impostare perché glielo chiede Ballardini.

Rossettini 6: non bene nell’impostazione, lui che è l’unico dei difensori che ci prova con più frequenza. L’Inter non pressa benissimo ma lui commette troppi errori, sia perché il lancio lungo non è affar suo, sia perché è impreciso come raramente se ne vedono in Serie A: 66% per un difensore è davvero un numero ridicolo.

Zukanovic 6,5: è lui a crossare per l’errore di Skriniar, quindi diventa protagonista. Con Karamoh soffre relativamente, perché il francese svaria moltissimo.

Rosi 6: falloso e impreciso, l’arbitro lo grazia in almeno un paio di occasioni. Giornata fortunata perché comunque anche il peggiore dei Perisic avrebbe potuto metterlo in difficoltà.

Bertolacci 6,5: il giubilare di certa stampa è quasi incomprensibile: buona prova ma niente di più. Si scopre più di lotta che di governo, visto che tocca pochissimi palloni (24 passaggi appena) ma recupera 7/8 palloni, dando fastidio sulla trequarti nerazzurra.

Non attacca praticamente mai: sta lì perché manca Veloso, a cui nessun allenatore sano di mente rinuncerebbe per lasciare questo, pur discreto, Bertolacci in mezzo.

Hiljemark 6,5: quando può è l’unico dei tre in mezzo che accompagna l’azione offensiva con decisione.

Bessa 5,5:  anche se meriterebbe qualcosina di più perché è l’unico, assieme a Pandev, a giocare a calcio con una certa qualità tecnica che attorno non c’è: è l’unico, con Spolli, a superare l’80% di precisione nei passaggi.

Solo che risulta inefficace, anche perché davanti i movimenti sono sempre gli stessi e, come già detto, il 70% del gioco genoano passa per lanci lunghi, a maggior ragione se partono dal portiere.

Insomma, sprecato: da valutare in prospettiva.

Laxalt 7: sembra quel classico calciatore che se lo metti terzino fa male, se lo metti esterno alto fa male: può fare solo l’esterno di un centrocampo/difesa a 5, ma lo fa con una quantità di corsa, qualità e pericolo da fargli meritare attenzioni superiori.

Corre, contrasta, lotta, dribbla, ci prova, tira: il campionario si dispiega per tutti i 90 minuti e l’impressione è che non corra mai a vuoto e abbia anche imparato a disciplinarsi tatticamente.

Galabinov 6,5: ad ogni rilancio di Perin lui parte in fuorigioco per allungare l’Inter, senza mai riuscirci davvero: il guardalinee (voto 4 per entrambi) non glielo segnalano praticamente mai.

Trattasi del classico centralone da battaglia, a cui lanciare il pallone per farlo arrivare ai piedi della seconda punta tecnica. Fine: non chiedetegli finezze, passaggi particolari, non chiedetegli neanche di tirare in porta perché uno così rischia di non tirare per 3/4 partite con questo modo di giocare.

Nonostante ciò, risulta di una utilità spaventosa proprio nell’economia di questo modo di giocare.

Pandev 8: ha del soprannaturale la sua capacità di trovare lo spazio giusto, al momento giusto, per quelle che si chiamano “mezze palle” o “palloni 50/50”: quella particolare casistica di gioco in cui il pallone arriva nella terra di nessuno e che diventano fondamentali nell’arco dei 90 minuti.

Lì Pandev c’è sempre, sia che attacchi sia che difenda, e certe cose se le può permettere solo uno che ha dei tratti del fuoriclasse: non lo è per intero ma in alcune caratteristiche è un giocatore davvero speciale.

Come quando stoppa di destro, con una naturalezza disarmante, il tiro di Laxalt, se l’aggiusta e segna.

L’attacco genoano senza lui sarebbe un vuoto cosmico senza senso.

Vedere così lui e Palacio fa sorgere la domanda: ma sarebbero stati utili alla causa nerazzurra? La famigerata “fretta” nel giudicare i giovani vale anche per i più vecchi?

Ballardini 6,5: bando alle ciance, il Genoa contro le grandi gioca da schifo, è un pasticcio di lanci lunghi a scavalcare la metà campo, un continuo e monotono susseguirsi di palloni buttati verso Pandev, Hiljemark e Galabinov nella speranza che facciano qualcosa. Poi, forse, si elabora qualche cosa sulla trequarti avversaria.

Solo che risulta efficace, efficacissimo, e gli si deve dare atto che adattarsi non è un difetto e fare 24 punti in 14 partite neanche: l’Inter nello stesso periodo si è fermata a 18.

Chapeau.

L’arbitro Fabbri 5,5: incredibile ma vero, per buona parte della gara mi trovo costretto a rimproverargli un metro di giudizio che è leggermente spostato in favore dei nerazzurri. Roba da stropicciarsi gli occhi.

A sfavore dell’Inter commette, però, tre errori importanti: l’azione dell’autogol di Ranocchia nasce da un clamoroso fallo di Hiljemark su Karamoh non fischiato, oltre a un paio di occasioni nel finale fischiate a caso, su Eder e Rafinha che avevano rubato palla in posizione interessante.

L’insufficienza sarebbe rimasta comunque, perché il metro non uniforme si paga a prescindere da chi favorisce e chi colpisce.

Tabellino

GENOA-INTER 2-0

PRIMO TEMPO 1-0

MARCATORI: Ranocchia aut. al 45′ p.t.; Pandev al 14′ s.t.

GENOA (3-5-2): Perin; Rossettini, Spolli, Zukanovic; Rosi, Bessa (11’ st Omeonga), Bertolacci, Hiljemark, Laxalt; Pandev (35’ st Lazovic), Galabinov (32’ st Lapadula). (Lamanna, Zima, Cofie, El Yamiq, Migliore, Rigoni, Pereira, Medeiros). All. Ballardini.

INTER (4-2-3-1): Handanovic; Cancelo, Ranocchia, Skriniar, D’Ambrosio; Vecino (16’ st Rafinha), Gagliardini; Candreva (32’ st Pinamonti), Borja Valero (31’ st Brozovic), Karamoh; Eder. (Padelli, Pissardo, Lisandro Lopez, Santon, Dalbert, Emmers, Lombardoni). Allenatore: Spalletti.
ARBITRO: Fabbri di Ravenna
SANZIONI: ammonito Ranocchia (I).

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