L’Inter e i suoi cavalieri senza macchia

Sesta Parte

Dai, fatemi tagliare questa parte e non torniamo sull’argomento. Solo, aggiungiamo che i giornali trattarono la cosa come se Ausilio fosse un soggetto super partes, come se fosse, sì, dentro l’organigramma dell’Inter, ma fuori come responsabilità. Leggete quanto è diversa questa introduzione rispetto a quelle viste in queste settimane che hanno riguardato Spalletti (che non vi riporto perché le abbiamo fresche fresche di stampa):

Quando l’ho raccontato per la prima volta l’ho descritto così: “Ausilio parla, parla, parla e dalle sue parole sembra che lui non c’entri niente, come fosse un osservatore privilegiato. Anzi, uno che ha persino subito quasi un trattamento alla Arancia Meccanica, costretto a guardare roba che non avrebbe mai voluto guardare. E parla, parla, parla, aprendo una sorta di vaso di Pandora… solo che lo fa a contratto rinnovato.

Non ha pagato il mercato, non ha pagato i fallimenti, non ha pagato le scelte sbagliate, non ha pagato quelle dichiarazioni che definire improvvide sarebbe persino fargli un complimento.

Non ha pagato neanche una capacità comunicativa, quella pubblica, che è… non so definirla. Indecente?

Oggi il calcio è soprattutto comunicazione, inutile stare qui a raccontarcela[…]

Cioè, fammi capire, tu da due anni scarsi stai battendo sul tasto della “rosa difficilmente migliorabile” che è uno degli spot meno riusciti a livello di comunicazione… anzi, è proprio un pugno allo stomaco dei tifosi, e parli di capacità comunicativa?

Spalletti vi dà una legnata sui denti riguardo alle incontrollate voci di mercato e parli di capacità comunicativa?

La cosa bella è che quel “difficilmente migliorabile” io l’ho anche difeso perché era legittimo sotto molti punti di vista, solo che andava spiegato per bene, anzi, andava detto proprio diversamente: oggi è diventato un grimaldello, i tifosi lo usano per randellare la figura di Ausilio ogni volta che possono.

O si fa come Paratici, e quindi stai lontano dai riflettori, oppure si fa come Marotta (cioè, non proprio come lui perché un DS/AD normale di una società normale non può parlare dei “Sassuoli” come fa Marotta…) ma ci metti la faccia ogni volta che è necessario: questo è un ibrido che conviene soltanto a Ausilio. 

Non ha pagato neanche la totale assenza di sostegno pubblico all’allenatore… anzi, ogni volta che ha detto “puntiamo tutto su di lui” sono passate poche settimane, nel caso di De Boer una manciata di giorni, e si è andati dritti verso la fine del rapporto.

Ma Ausilio lo senti parlare solo in certe occasioni e soprattutto prima delle partite. Dopo le peggiori sconfitte, quando c’era da mettersi accanto all’allenatore per proteggerlo e difenderlo, Ausilio non c’è mai stato (così come nessuno della fantomatica entità di cui abbiamo parlato).

Uno come Mancini magari non ne aveva neanche bisogno, ma da De Boer a Spalletti sì, tutti. Spalletti compreso, soprattutto nel periodo della vicenda “del ristorante”.

Ausilio non ha pagato neanche una delle cose che più fanno ammattire il tifoso interista: i rinnovi contrattuali agli invendibili. Dannazione, fatemeli chiamare “invendibili” perché non voglio esagerare e a molti di loro voglio anche bene, da tifoso.

Oh, giuro, ci ho anche provato a difenderlo, a trovare motivazioni economiche oltre che sportive. Ma come fai a spiegare i rinnovi a Nagatomo?

Come fai a spiegare che stavi per rinnovare a Medel molto prima che si scegliesse l’allenatore dell’anno successivo, che guarda caso ha detto che poteva farne a meno e si è dovuto cedere il giocatore?

Ad Aprile è stata data alla stampa la notizia che si era in dirittura di arrivo col rinnovo del cileno: 4 mesi dopo è andato in Turchia. Come diamine si spiega?

Come fai a spiegare il rinnovo a D’Ambrosio, il cui contratto scadrà quando ne avrà 33, rinnovato relativamente da poco e sembra si stia lavorando per un ulteriore allungamento… con adeguamento contrattuale in aumento? Ci teniamo D’Ambrosio, buon professionista per carità, fino a 34-35 anni a stipendio aumentato per quale ragione tecnica e sportiva? Quale? Perdio, quale?

Come fai a spiegare il rinnovo a Eder? Un rinnovo che è arrivato durante la sua lunga e disperante permanenza in panchina; un rinnovo arrivato quando ancora il suo costo per gol segnato era superiore al milione: come dannazione si spiega ai tifosi?

Rinnovo arrivato, aggravante, dopo un anno devastante, con annesso messaggio: potete fare schifo quanto volete, tanto se vogliamo rinnovare rinnoviamo. Come li coinvolgi emotivamente i calciatori? Come li responsabilizzi quando fanno letteralmente cagare (scusate il francesismo) e invece di mandarli in miniera a faticare davvero (altro che “ci è mancata la voglia di vincere“, “abbiamo mollato“, “ci è mancata autostima“) gli rinnovi il contratto per… meriti sportivi acquisiti? Per quale dannata fottutissima ragione?

Parliamo dello stesso Eder che chiudeva la scorsa stagione dichiarando:

Chi si sente giocatore da Inter e vuole restare deve dirlo alla società, e così chi vuole andarsene: allo stesso modo la società deve avere la personalità di parlare chiaro, è così che si crea un gruppo. Bisogna avere la consapevolezza che una squadra come l’Inter non può continuare così anche l’anno prossimo.

Noi rinnoviamo a un giocatore che parla così pubblicamente? E, cosa ben peggiore, lo facciamo sculettando un “se lo meritava”?

Perché nel 2015 si è rinnovato il contratto a Ranocchia e un anno dopo a Nagatomo nonostante gli oggettivi fallimenti sportivi degli stessi?

Alla fine cade anche il movente del risparmio a bilancio, perché parliamo di gente, Eder escluso, sul quale il risparmio sull’ammortamento è stato/è irrisorio, e magari annullato dal relativo aumento. E cade qualunque argomentazione sportiva dopo 3/4/5/6/7 anni vissuti in questo modo.

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