Inter-Benevento 2-0: con la testa… che ancora non c’è

Le pagelle

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HANDANOVIC 6: parata sul tiro di Coda centrale e un paio di uscite col tempo giusto. Nient’altro da segnalare.

CANCELO 6,5: Qualcosa in più per il fatto che nessuno in squadra batte i piazzati come lui e l’Inter ne aveva bisogno: i due gol arrivano da punizione e corner battuti perfettamente, con forza e giro giusto.

Dal suo lato trova un rognosissmo Letizia che non gli concede quasi mai lo spazio giusto, fatta eccezione per un paio di volte (splendido cross per Perisic, fuori di poco).

In generale, però, dà l’impressione di non metterci quel qualcosa in più che ti aspetti da uno “nuovo”.

SKRINIAR 6,5 primo tempo un po’ confuso e non proprio ai suoi livelli, secondo tempo in cui emerge in alcune situazioni scabrose, ma è in generale partita di sofferenza.

Va, però, fatta la tara: i due davanti a lui offrono uno schermo quasi pari allo zero e soffrire in quelle zone, in quelle condizioni, è naturale.

Sblocca il risultato con un gran colpo di testa, ma marcatura rivedibile da parte dei giallorossi.

RANOCCHIA 7: nel primo tempo ne combina un paio delle sue ma gliele perdoni facile soprattutto quando il tiro di Coda viene respinto da Handanovic e potrebbe essere ripreso dallo stesso calciatore del Benevento… se non fosse che Ranocchia, già a terra, si lancia con la testa per deviarla, rischiando di prendere un gran calcione.

Il gol lo ripaga dell’autogol di una settimana difficile causa autogol contro il Genoa: da Tafazzi a salvatore della patria, niente male.

D’AMBROSIO 5-: va bene che una parte di San Siro lo fischia ingenerosamente, e masochisticamente, al 6° minuto, ma a sinistro è quantomeno inadeguato.

Un mancino naturale avrebbe almeno 10 buone occasioni per metterla in mezzo con discreta pericolosità, lui ci prova una volta soltanto e sbaglia di molto.

Dopo questo errore, in sostanza non ci prova più, sparisce dal campo. Anche in difesa soffre Brignola come se si trovasse davanti Messi.

Quel meno che vedete dopo il numero è perché l’ammonizione di Ranocchia è colpa sua: un fuori battuto con questa superficialità è inaccettabile.

GAGLIARDINI 4,5: in generale è meno impreciso di Vecino, ma il senso di inadeguatezza è inestinguibile. Non prova praticamente mai nulla che non sia l’ordinaria amministrazione, ruba appena qualche pallone e non lo trovi praticamente mai al posto giusto.

Impacciato e falloso, meriterebbe almeno un giallo. Almeno.

VECINO 5,5: rispetto a Gagliardini sbaglia qualcosa di più ma anche perché è l’unico che prova qualche variazione sul tema. Nel primo tempo, le uniche 2/3 palle date in profondità sono le sue, nel secondo tempo gli fanno compagnia Skriniar e Ranocchia, ma in generale i secondi 45 minuti li gioca meglio e più nel vivo dell’azione.

Lontanissimo, come tutta l’Inter, dal Vecino apprezzato nei primi mesi di questa stagione.

CANDREVA 6: perché davanti è dei tre quello che ci prova di più, nonostante commetta un’infinità di errori che San Siro non gli perdona. Fa mille movimenti per attaccare la profondità ma i passaggi o non ci sono o sono sbagliati nel tempo e/o nella misura: paga anche colpe non sue.

Ha un paio di occasioni buone, in una viene anticipato all’ultimo, un gran tiro da oltre 30 metri e gioca un quarto d’ora da trequartista mostrando buone cose: perché non provarci?

RAFINHA 6: non tocca moltissimi palloni perché De Zerbi chiede a Sandro di fare come si faceva una volta: marcatura stile francobollo con licenza di uccidere.

Sandro sembra un uomo in missione, almeno tanto quanto Gagliardini, e come l’italiano meriterebbe almeno un paio di gialli che Pairetto non gli estrae mai.

Benvenuto in Italia, Rafael. L’impressione, però, è che avere davanti un calciatore come Icardi gli farà bene, perché soffre moltissimo la monotematicità degli attaccanti, troppo propensi ad attaccare la profondità e meno a giocare in appoggio.

EDER 5,5: forse il peggiore nel primo tempo perché fantasma tra i fantasmi.

Nel secondo tempo si fa vedere di più, corre di più, guadagna qualche fallo (e l’espulsione di Viola) e dà un senso alla sua partita.

PERISIC 5: nonostante tutto avrebbe la possibilità di far gol, perché ha il fiuto dell’attaccante e le sue occasioni a fine partita comunque si iscrivono nel tabellino delle statistiche.

Ha, però, l’aria di un giocatore spompo che non riuscirebbe a superare in uno contro uno neanche il magazziniere.

KARAMOH 6+: e non di più perché qualcosa nell’atteggiamento non mi è piaciuto, come se si lamentasse dello scarso minutaggio.

Ed è un peccato, perché a partita in corso la sua velocità è l’arma perfetta per fare male.

BROZOVIC sv: fischiato da San Siro, quantomeno ci mette corsa.

SPALLETTI 5,5: cede nel mettere Rafinha dal 1° minuto, insiste con D’Ambrosio a sinistra: e forse le sbaglia entrambe. Azzecca i cambi e il minutaggio degli stessi, così come la ricerca di un gioco più verticale nel secondo tempo con più occupazione centrale anche da parte degli esterni.

Contro il Milan, però, non basterà.

Ma prima di chiudere una curiosità, che approfondiremo domani. Se l’avversario ti fa una cosa una volta, due, tre, quattro, e tu non poni rimedio c’è un problema. il Benevento ha tenuto alto Brignola per impedire il pressing di D’Ambrosio, alzando contemporaneamente Sagna, che così non veniva pressato da Perisic, impegnato a pressare il centrale di destra (destra del Benevento).

A sinistra idem: il Benevento così trovava sempre un uomo libero sulla fascia, con i due centrocampisti centrali dell’Inter costretti a chiudere sull’esterno.

Si tratta di una cosa che ci stanno facendo tutti: perché insistere con questo dannato pressing infruttuoso?

PAIRETTO 2: vado a memoria e non ricordo un arbitro più scarso di lui in Serie A. E non parlo solo della partita di oggi, ma di tutte quelle che gli ho visto arbitrare fino ad oggi.

Pessimo, sempre in mezzo all’azione, spesso posizionato male, in affanno nelle scelte, incapace di usare un metro unico per tutta la partita, bravissimo a “fare confusione” e invertire fischi ad cazzum.

Un disastro.

Nel primo tempo non ammonisce né Gagliardini né Sandro che sono quelli che lo meriterebbero di più “ai punti”: il secondo tempo probabilmente non meritavano di giocarlo.

I commentatori spagnoli dicono che non è rigore quello di Ranocchia, per me è più sì che no e a parti invertite mi sarei arrabbiato. In tutti i casi non è un errore del Var, perché questa è una di quelle situazioni che diventeranno “letteratura”: Cataldi cerca un po’ il contatto e questo rende il rigore “discutibile” dal punto di vista arbitrale, quindi se lo dai non puoi tornare indietro perché il contatto c’è, se non lo dai è difficile tornare indietro sui propri passi perché rimane ancora qualche dubbio.

Al replay è molto più netto di quello che la velocità reale restituisce: dibadisco, però, che la scelta più giusta, dal lato dell’arbitro, sarebbe stata quella di fischiare.

Nega anche un rigore a Eder sul 2-0.

Ma non è una direzione “pro”, come dimostrano le due ammonizioni inventate a Ranocchia e Candreva, quest’ultima addirittura comica perché Candreva non fa nulla e viene ammonito perché due avversari si scontrano tra loro.

Dà solo l’impressione di essere scarso scarso e di essere lì solo per il cognome che porta, nient’altro.

Benevento

Puggioni 6,5

Sagna 6,5

Djimsiti 6

Tosca 6,5

Letizia 6,5

Viola 4,5

Sandro 6,5

Del Pinto 5,5

Djuricic 6

Guillherme 6,5

Brignola 7

Coda 6+

De Zerbi 7

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Il Tabellino

INTER-BENEVENTO 2-0 
PRIMO TEMPO 0-0
MARCATORI Skriniar al 21’, Ranocchia al 24’ s.t.

INTER (4-2-3-1) Handanovic; Cancelo, Skriniar, Ranocchia, D’Ambrosio; Vecino, Gagliardini; Candreva, Rafinha (dal 20’ s.t. Karamoh), Perisic (dal 36’ s.t. Brozovic); Eder. (Padelli, Pissardo, Lopez, Icardi, Borja Valero, Santon, Miranda, Dalbert, Pinamonti). All. Spalletti.

BENEVENTO (4-4-1-1 poi 4-3-3) Puggioni; Sagna, Djimsiti, Tosca, Letizia; Sandro (dal 21’ s.t. Del Pinto), Viola; Brignola, Guilherme, Djuricic (dal 1’ s.t. Cataldi); Coda (dal 40’ s.t. Diabate). (Brignoli, Gyamfi, Memushaj, Costa, Venuti, Parigini, Billong, Iemmello, Lombardi). All. De Zerbi.

ARBITRO Pairetto.
SANZIONI: espulso Viola al 36’ s.t. per doppia ammonizione. Ammoniti Candreva e Ranocchia per l’Inter, Del Pinto per il Benevento.

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