Spalletti, abbiamo un problema?

Terza parte

Sconcerti [da notare il processo mentale che abbiamo più volte evidenziato, ovvero quello che tende a premiare la tattica attendista solo ad alcuni, mentre per altri è addirittura un difetto di personalità o tecnica]: “Luciano quello che volevo dire è che mi sembra che in sostanza l’Inter giochi molto meglio quando la partita la fanno gli altri. Questo significa, se dovesse essere corretto quello che dico, questo significa o che la squadra non ha sufficiente personalità o non ha sufficiente tecnica. Vorrei capire il tuo punto di vista”.

Spalletti: “Secondo me è un’analisi corretta, nel senso che sotto l’aspetto della tecnica se ci si paragona con con il Napoli noi ne abbiamo di meno.

Nella costruzione dell’azione, nella velocità dell’uscire dal pressing delle squadre avversarie, noi perdiamo troppi palloni per il livello di calcio che dobbiamo esibire… il livello di classifica alla quale ambiamo, ecco…

Poi è chiaro che se si riesce a stare compatti come stasera, perché gli altri poi ti costringono a stare anche nella sua metà campo in dei momenti, viene fuori una una buona prestazione.

Però poi quando si è recuperato e siamo andati a giocare per ripartire, abbiamo riperso molti palloni che se fossero successi a parti invertite secondo me ci sarebbero stati dei problemi a doversi poi difendere su queste loro ripartenze, su queste loro riconquiste di palle…

Tardelli [ndr: che ha la straordinaria capacità di capire l’esatto opposto di quel che ha detto Spalletti, incredibile]: “Hai detto bene Luciano. Tu hai preparato bene in fase offensiva perfetta secondo me è stata l’Inter stasera… e come hai detto perdete molti palloni… ma Borja Valero stava male o c’era qualche problema o tu hai proprio usato questi centrocampisti per bloccare il centrocampo del Napoli?

Borja Valero è un calciatore che ha fatto bene per un lungo tratto. Ora un po’ di affaticamento, ha un po’ di calo sotto l’aspetto della sua massima espressione. Poi è un giocatore che dà continuità a questo muovere la palla con abbastanza qualità… però poi quanto riguarda il gol, per quanto riguarda le imbucate, per quanto riguarda lo strappo dell’uno contro uno, che salta all’uomo… insomma… in quello ha meno caratteristiche, ecco… poi in base a quello che era successo un po’ questa settimana insomma lui è uno di quelli come tutti ma probabilmente l’ha subita un pochettino di più di tutti

Però Brozovic ha fatto una buonissima partita, Rafinha sta migliorando di di partita in partita però ancora non ha quel quella consistenza, poverino… ma io lo so… quando uno viene da due anni che non gioca lo so: poi è chiaro che ti prendono Rafinha, hai un momento che non stai bene, c’è entusiasmo perché si è parlato di 10 nomi e poi non siamo riusciti… si riesce a portare lui… e tutti… lui è lo sbocco e gli si carica di una responsabilità che che non dovrebbe essere caricato proprio in funzione di quello

Però lui è un giocatore che sa giocare a calcio, un giocatore che che nello stretto riesce veramente a dar seguito a questa costruzione, a questa riconquista con velocità, tecnica e qualità, ecco…

Riccardo Cucchi: “la mia personale impressione è che ci sia stato un cambio di passo tra il primo e il secondo tempo, ottima gara primo tempo ma soprattutto nel secondo un’Inter che sembrava avere maggior fiducia nella possibilità di andare a rete. È cambiato qualcosa sul piano psicologico perché lei ha detto ai ragazzi di provarci o è soltanto un caso?

Noi bisogna provarci sempre…

Vista quella che è la posizione dove ci avete collocato fin dall’inizio di campionato, per essere poi bravi a creare poi tensione alla squadra, noi bisogna arrivare quarti.

Se si vuole arrivare quarti bisogna vincere le partite.

Cioè noi con tutto il periodo […] con tutto il periodo che abbiamo passato dove dove non abbiamo vinto… cioè ci sono rimontati addosso tutti e di conseguenza ora non abbiamo più tempo.

Nella vita importante il tempo, è importante vivere il tempo che si consuma di volta in volta.

Non ci si ha più possibilità di gestire! Noi abbiamo… stasera con questa avevamo 12 partite [compreso il recupero contro il Milan, ndr]: ne abbiamo 7 fuori casa… ora ne abbiamo addirittura ancora 7 fuori casa e quattro in casa o roba del genere [in realtà mancano adesso 11 partite, 6 fuori casa e 5 in casa: con la sfida contro il Napoli si era in perfetta parità tra impegni casalinghi e esterni, ndr].

Per cui bisogna a vincere le partite se si vuole arrivare in quella posizione… e non c’è da gestire niente: bisogna parlarsi chiari e sapere per quale motivo si veste questa maglia e sono a allenare questa squadra, insomma ecco.

Bisogna vincere le partite.

In questa intervista mi pare siano da sottolineare quattro punti:

  • non abbiamo più tempo, non si può più gestire perché ormai hanno rimontato tutti, non soltanto Roma e Lazio ma anche il Milan è ormai lì;
  • i giornalisti tornano nuovamente bersaglio delle aspettative sull’Inter e come generatori di pressione extra sui calciatori. Da questo punto di vista, va detto, Spalletti non è mai stato adeguatamente supportato, difeso e protetto dalla dirigenza, con Ausilio che ad ogni pie’ sospinto ha parlato prima di allenatore “top player” e valore aggiunto, poi (come sempre) di rosa difficilmente migliorabile, poi di squadra costruita adeguatamente per il quarto posto etc…;
  • importante segnalare, qui come su Sky, il fatto che Spalletti da una parte dà un colpo al cerchio, dall’altra non disdegna quello alla botte: “noi bisogna provarci sempre” sembra in contraddizione con il discorso generale… e invece non è così;
  • su Rafinha è molto più chiaro se a) non dice mai quel “solo” e b) se si segue il discorso tutto alla fine, evidentemente finalizzato non alla critica al mercato ma al fatto di caricarlo di pressioni e aspettative che al momento non possono essere soddisfatte dal calciatore stesso.

Ricollocate una sopra l’altra, le dichiarazioni hanno un significato secondo me molto più profondo della lettura parziale che se n’è fatta in giro e oggi sui media.

Un po’ tutti abbiamo azzardato delle ipotesi, chi con più sicumera di altri (e non ultimi quelli che “tutto previsto già a agosto“, gli #onniscienters nascosti chissà dove tra settembre e dicembre), sulle reali intenzioni di Spalletti.

Ha sbroccato oppure si tratta di qualcos’altro?

Mettiamola in questo modo: se Spalletti deve sbroccare parlando di società e mercato lo farà cl botto, non certo in questo modo mettendo dentro tutto. Magari la polemica sul mercato arriverà presto o tardi, ma non mi pare questa l’occasione, anche se qui c’è un cambio di atteggiamento che apre nuovi scenari anche sul futuro di Spalletti all’Inter.

Si tratta di strategia comunicativa?

Si è tolto qualche sassolino dalle scarpe?

Sta cominciando ad abbandonare la nave?

Ha sbagliato tempistica?

Perché proprio adesso?

Sull’ultima domanda ho due chiavi di lettura. La prima ce la dà Spalletti stesso: non c’è più tempo da perdere, non si può gestire più niente e se qualcuno pensa che tra recupero e scontri diretti si possa gestire qualcosa si sta sbagliando di grosso. E forse qualcuno in squadra/dirigenza/società ci pensa seriamente.

(continua nella quarta parte)

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