Sampdoria-Inter 0-5: le pagelle

Seconda parte

Esthia immobiliare

Se poi ci aggiungete che ancora una volta risulta il più impegnato nella corsa, che non è una corsa fine a sé stessa o “pascoleggiante” (anche se un paio non se le nega mai, ma sono giusto pochi istanti), allora il risultato è garantito: Brozovic è un valore aggiunto ed ecco il centrocampista di corsa e qualità che è arrivato dal mercato di gennaio.

Sempre che duri.

Qualunque cosa gli stiate facendo, fosse anche una novella “cura Ludovico” con la visione dei peggiori errori della sua carriera, incatenato in chissà quale oscura camera negli scantinati della Pinetina (perché ci sono, vero?), continuate a farlo, non esitate: a eventuali proteste animaliste ci pensiamo noi.

GAGLIARDINI 7,5: dannazione ragazzo, dov’eri finito? Dove?

Ti abbiamo applaudito nelle prime 6-7 partite come una stella cometa nel grigiore del cielo spoglio dello scorso anno ed eravamo pronti a seguirti come una marea di re magi a renderti onore; eri ondata d’aria fresca nell’olezzo di un’annata maledetta e ristoro e speranza tra le macerie di quello che sembrava essere il punto più basso degli ultimi anni (e non lo era).

Poi, però, t’abbiamo perso di vista, non eri più tu: lento, impacciato, impreciso, svogliato. Ogni dannato milione investito da quella partita contro la Fiorentina (il riscatto diventava obbligatorio alla prima vittoria in stagione) era una stilettata nel cuore.

E invece rieccoti qui, e che gioia vederti giocare così!

Giocate semplici ma efficaci, presente sempre, recuperi, posizionamento quasi sempre impeccabile, ripartenze, e tutto l’armamentario per potere essere un punto fermo di questa squadra.

In più di una occasione prova la verticalizzazione rapida, in più di un’occasione si propone e in più di un’occasione si allarga creando gioco a destra con Cancelo e Candreva: il terzetto funziona che è una meraviglia e lui si trova a suo agio.

Voto leggermente più basso per due falli brutti e stupidi che Tagliavento ti perdona (fermi fermi fermi: li perdona anche alla Sampdoria, metro arbitrale univoco stavolta) ed è tutto dire, perché la prestazione era da 8 pieno pieno pieno.

CANDREVA 7,5: in questi casi mi sorge sempre un dispiacere che è difficile raccontare, perché partite come quelle di Antonio non emergono nei commenti e negli apprezzamenti dei tifosi, e invece andrebbero fatte vedere a tanti ragazzi dicendogli la cosa più semplice possibile da dire negli sport di squadra: “ci sono due modi di essere importanti, uno è quello di essere decisivo, l’altro è quello di essere utili; guarda quello lì e dimentica della palla, imparerai a essere utile e tutti gli allenatori ti ameranno.”

La partita di Candreva è un inno all’utilità, alla corsa, alla dedizione alle quali non fa mancare anche qualche buona spruzzata di qualità.

Spalletti chiede a lui il maggiore sacrificio tattico (come succede nel 99% delle occasioni), ovvero stringere in fase di non possesso palla per disinnescare il vantaggio numerico in mezzo dato dal 4-3-1-2 doriano: e lui per tutta la sua partita fa l’elastico, correndo e pressando, contrastando e proponendosi, in diversi casi col grave torto dei compagni di non cercarlo a sufficienza.

Una partita quasi senza acuti, in cui sbaglia un gol che era praticamente già fatto, ma preziosa come davvero è difficile raccontare solo con le parole. Se la catena di destra Cancelo-Gagliardini-Candreva funziona è soprattutto perché Antonio è intelligente e sta lasciando molto spazio al talentuoso compagno che gli gioca alle spalle.

RAFINHA 8: il grande demerito di Giampaolo è quello di non preparare nulla, ma veramente nulla per impedire libertà a Rafinha, fatta eccezione per la libertà di uccidere lasciata ai suoi (vedi Caprari, meritevole di rosso) per fargli saltare qualche altro legamento.

Non gioca moltissimi palloni (almeno rispetto ai compagni di reparto) e almeno in un paio di occasioni fa la scelta sbagliata, oltre a divorarsi un gol che anche rivedendolo non riesco a capire come abbia potuto sbagliare: ma la sua partita è un distillato di qualità ben legato all’essenzialità e alla utilità.

Pressa se c’è da pressare, scala se c’è da scalare, in più di un’occasione è lui a ripristinare il giusto apporto di uomini in mezzo, formando un centrocampo a 3 con Brozovic centrale.

E dire che al 21° sbaglia un gol praticamente fatto da solo davanti al portiere su assistenza perfetta di Perisic…

Esce a poco più di dieci minuti dalla fine e, nonostante questo, è nella top 5 come km percorsi: il ragazzo fisicamente sta crescendo, la qualità c’è sempre stata.

[themoneytizer id=”15364-19″]

Ho l’impressione che un giorno prenderemo quel famoso giornale in rosa in cui si è scritto “è arrivato solo lui” e ne rideremo, più di mille altre volte.

PERISIC 7: quando si fa recuperare da Silvestre sul lancio profondo di D’Ambrosio viene facile sbottare “è bollito”.

E in effetti lo spunto dei giorni migliori non c’è, però col passare dei minuti cresce e dopo il gol sembra davvero un altro calciatore, segno che forse mentalmente potrebbe essere uno di quelli che ha sofferto di più.

Il gol è una chicca da vero attaccante: a fine anno raggiungerà quasi certamente la doppia cifra e c’è chi ancora va cercando la “seconda punta con 10 gol”. C’è già, deve solo imparare a essere più costante.

ICARDI 9: nell’anno domini 2010, l’allenatore dell’Argentina convocò Diego Alberto Milito per il mondiale del 2010 facendogli però giocare sì e no una manciata di minuti. Tipico della Selección, capace di farsi del male da sola e perdere di tutto e di più nonostante la quantità sterminata di talento che sforna costantemente senza sosta.

Mauro ha una fortuna e al tempo stesso una sfortuna: non è un attaccante tipicamente argentino. In un mondo di persone intelligenti e lungimiranti non ci sarebbero dubbi: l’atipicità è un valore aggiunto e lo è soprattutto se si manifesta nella fase più determinante di una partita di calcio, ovvero quella del “far gol”.

Mauro fa gol, ne fa quantità impressionanti e contro la Sampdoria si sbizzarrisce perché ne realizza tre senza assist, se li inventa letteralmente da solo, col posizionamento oppure vedendo un pertugio là dove 999 attaccanti su 1000 avrebbero visto un limite, uno scarico, un passaggio, una improbabile piroetta.

(continua nell’ultima parte)

[themoneytizer id=”15364-19″]

Indice

Loading Disqus Comments ...
Back to Top
Share
Share
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: