Sampdoria-Inter 0-5: le pagelle

Ultima parte e tabellino

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Il commentatore inglese di BT Sport esulta come se avesse avuto una visione: “sensazionale, un gol di tacco che viene da un’altro pianeta: solo un attaccante con grande fiducia, visione e abilità riesce anche soltanto a provare qualcosa del genere”. Figuriamoci realizzarlo.

E dire che la partita non gli gira subito bene, perché sullo 0-0 Candreva gli dà un assist splendido che lui dovrebbe solo stoppare e appoggiare dietro a Rafinha: lui prova a tirare e cicca. Giù le critiche, Icardi pensa solo a sé stesso.

Ma se andate a rivedere tutta l’azione che porta al terzo gol di Icardi, quello di tacco, tutto nasce da un buon intervento di Gagliardini davanti all’area di rigore a rinviare, a casaccio, un pallone che rischiava di essere pericoloso; quella palla lì 9 volte su 10 l’Inter la perde… non oggi, non quando c’era da rispondere “presente”: perché Mauro risponde “presente” e lo fa non solo nelle quattro occasioni da rete.

Il video gli restituisce giustizia ed è una di quelle che, per paradossale che possa sembrare, danno ragione ai suoi detrattori: perché non lo fai sempre? Certo, forse il passaggio è un po’ troppo forte, forse viene bene perché di fronte hai uno che fino a pochi mesi fa si allenava nello specifico su situazioni del genere (palla forte, controllo palla migliore: tipico allenamento blaugrana), quello è Rafinha ed è tutto più facile… ma Mauro c’è, è lì, si stacca dai centrali, aiuta la squadra. Risponde presente.

Insomma, giudicare la partita di Icardi con il metro dei 4 gol sarebbe persino ingiusto nei suoi confronti, perché ha fatto altro: la statistica dei passaggi si ferma a 5, che non è il più basso della sua stagione perché c’è un “3” contro la Juventus, ma il totale dei tocchi registra una decina di tocchi in più perché Mauro ha lottato e si è avventato su palle sporche come non sempre gli succede: dopo il 3° gol non c’era più bisogno di sbattersi più di tanto.

EDER, VECINO E BORJA VALERO SV: a partita finita non sono giudicabili.

SPALLETTI 8: daje Lucia’, forse era necessario dargliela sui denti quella bastonata perché… perché a volte bisogna fare così.

E che tu avessi ragione te lo riconosci sul campo, nel modo migliore possibile: ringraziando i calciatori, applaudendoli e facendogli segno che c’è stato cuore oltre che tutto il resto.

Partita preparata in maniera perfetta, con meccanismi di pressing finalmente diverso e movimenti interessanti a metà campo e con il solito Candreva come grimaldello tattico per recuperare l’inferiorità numerica in mezzo al campo.

Fisicamente l’Inter sta crescendo e chissà che a gennaio non ci sia stato un lavoro specifico che oggi sta dando i suoi frutti: questo possono dirlo soltanto loro.

Si è preso molte critiche, in tanti lo hanno accusato di volere abbandonare la nave, di avere detto quelle parole post-Napoli perché sapeva che ormai non c’era più niente da fare e si preparava a “mandare tutto in vacca”. Si sbagliavano: ha giocato una mano di poker alzando la posta e fingendo un bluff, consapevole che invece le carte da giocare c’erano.

E sai qual è la cosa più bella della partita, Luciano? Il fatto che fino al terzo gol abbiano festeggiato tutti tutti, nessuno escluso.

La prima l’ha vinta e adesso c’è una sosta che porta dritti dritti a due partite fondamentali… come lo sono tutte le altre, solo che queste due di più: si deve vincere la prossima per presentarsi al derby mentalmente al top e poi chiudere la pratica Milan definitivamente, visto che i rossoneri giocano contro la Juventus poco prima del derby: Fassone (voto zero tagliato) ci ha provato a far giocare il derby dopo Juventus-Inter ma per fortuna in Italia esistono ancora le regole e chi le fa rispettare.

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TAGLIAVENTO 7: c’è chi dice che Paolo Tagliavento sia attualmente il miglior arbitro della Serie A: io ho spesso pensato che fosse sopravvalutato.

Partite come questa danno ragione ai primi e torto a me, perché dimostra di saper tenere in piedi una partita con calma e senza agitazioni, controllandola senza farsi vedere.

Sbaglia in almeno 4 occasioni (giallo risparmiato a Gagliardini, Silvestre e Murru, un “arancione” a Caprari), ma rivedendola è evidente che ha scelto quel metro e lo ha scelto per tutti.

SAMPDORIA

VIVIANO 6: prima della capitolazione è lui a tenere in piedi la baracca con due parate importanti.

BEREZINSKY 4: per avere ragione di Perisic deve affidarsi a San Silvestre, ed è tutto dire.

SILVESTRE 4,5: ne sbroglia un paio di situazioni pericolose, ma non riesce mai a prendere Icardi se non con una manata. Anzi due.

FERRARI 5: il meno peggio della difesa.

MURRU 3: la colpa è di Giampaolo che lo lascia solo, ma sulla sua fascia si consuma una carneficina. E il sacrificato è sempre lui.

BARRETO 3: quante volte lo abbiamo visto giocare alla morte contro l’Inter? Non questa volta, un fuscello.

REGINI 5,5: entra quando l’Inter è già sazia. E nonostante questo non apporta granché.

PRAET 5,5: a metà campo è l’unico che sembra avere qualche idea e voglia di provarci.

TORREIRA 4: l’Inter lo disinnesca e lui si affloscia: è uno dei centrocampisti più interessanti in circolazione ma partite del genere ne abbassano il valore. Vero Ferrero?

RAMIREZ 2: un disastro, una roba da non credere a certi livelli. Dalla tv si sentono le urla di Giampaolo che gli chiede di stare sulla trequarti e lui fa la punta, gli chiede di prendere Brozovic e lui lo ignora. Ogni volta che ha la palla sembra non sapere che farsene, e dire che davanti comunque si muovono.

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CAPRARI 5: meritava di giocarla ma non con questa voglia di far male all’avversario: due falli su Rafinha sono da arresto sul posto.

QUAGLIARELLA 5,5: dietro di lui niente gira a dovere anche se lui prova sempre e comunque lo scatto, prova a proporsi, a essere presente.

ZAPATA 6: quando dico che sarebbe il mio centravanti di riserva ideale c’è chi sorride dall’alto di una sapienza calcistica che io non ho, certamente. Ma un attaccante così lo vorrei sempre in squadra, perché il lavoro che fa è enorme, corre, lotta, impegna gli avversari, non si arrende mai, ha anche una buona dote tecnica e di corsa.

Di testa coglie un palo dopo avere annientato fisicamente Miranda: l’unico che si salva. Quanto costa?

GIAMPAOLO 2: dai, alcuni errori non sono accettabili a certi livelli.

L’unico allenatore della Serie A che insiste nel giocare intruppato in mezzo contro un’Inter che fa dell’ampiezza la sua forza, l’unico che non prepara attenzioni particolari al centrocampista avversario più forte. Insomma, è uno di quelli che si piace troppo per adattarsi oppure ha sopravvalutato i suoi?

Chi può dirlo? Certo è che la partita di ieri è stata davvero preparata malissimo, soprattutto nella scelta di Ramirez che lascia la Sampdoria, di fatto, con un uomo in meno.

Lunedì pomeriggio l’analisi tattica.

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TABELLINO

SAMPDORIA-INTER 0-5

PRIMO TEMPO 0-4

MARCATORI: Perisic al 26′, Icardi al 30′ (su rigore), al 31′ e al 44′ p.t; Icardi al 6′ s.t.

SAMPDORIA (4-3-1-2): Viviano; Bereszynski (33′ pt Verre), Silvestre, Ferrari, Murru; Barreto (9′ st Regini), Torreira, Praet; Ramirez (5′ st Caprari); Quagliarella, Zapata. (Belec, Tozzo, Andersen, Alvarez, Strinic, Capezzi, Tessiore, Kownachi). All. Giampaolo.

INTER (4-2-3-1): Handanovic; Cancelo, Skriniar, Miranda, D’Ambrosio; Brozovic, Gagliardini; Candreva (33′ st Vecino), Rafinha (35′ st Borja Valero), Perisic; Icardi (21′ st Eder). (Padelli, Berni, Lisandro, Karamoh, Santon, Dalbert). All. Spalletti.

ARBITRO: Tagliavento.

SANZIONI : ammoniti Ramirez, Caprari (S), Rafinha (I).

 

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