Inter-Verona 3-0: giusto in tempo per il derby

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BROZOVIC 7,5: gioca nonostante sia diffidato ed è un bene che lo faccia, perché questa nuova dimensione dell’Inter sembra non possa prescindere dal suo giocatore più discusso.

L’inizio non è il massimo, quasi shockante, con una dormita clamorosa su pressione avversaria e palla persa dopo pochi secondi. A dimostrare, però, che la storia sia cambiata ci mette pochi minuti, giusto il tempo di prendere in mano la manovra nerazzurra e metter su una regia che quest’anno si è vista solo con il miglior Borja Valero.

In più, però, Marcelo ci mette anche quella splendida propensione al lancio, alcuni di quali davvero deliziosi, e all’assist, che in verità ha sempre avuto anche nei momenti peggiori, solo che adesso servono per impreziosire una prestazione impeccabile, o quasi, da tutti gli altri punti di vista, compreso quello della corsa (non vorrei sbagliare, ma mi pare sia la terza volta consecutiva in cui risulta il più impegnato come km percorsi).

In quella posizione non è uno di quelli che cambiano marcia, ma di quelli bravissimi a farla cambiare ai compagni.

Per capirci, e lo scrive uno dei suoi più accaniti critici (che è stato anche uno dei suoi più accaniti sostenitori in passato): tolto quello dopo pochi secondi, il primo errore veramente grave che segno sul foglio lo fa al 72esimo…

Poi, sia chiaro, per adesso i voti sono molto alti perché viene da prestazioni indecenti e inguardabili, presto o tardi ci auguriamo di abituarci a questo andazzo e i voti caleranno un po’ perché sarà la “normalità”: se ci si dovesse arrivare davvero, altro miracolo spallettiano.

L’assist sul gol di Perisic è un gioiello di rarissima bellezza.

CANDREVA 7: lode alla qualità e alla quantità, alla sapienza tattica e al sacrificio… quella qualità che gli permette di farsi quasi 50 metri di scatto per recuperare palla su Cerci, a 5 minuti dal termine, sul 3-0.

Spalletti gli chiede di lasciare la fascia a Cancelo ogni volta che gli è possibile, lui obbedisce e svaria: in questa posizione ibrida, quasi da trequartista aggiunto, diventa persino fondamentale per dare spazio a Rafinha e duettare con i compagni e soprattutto con lo spagnolo.

Che sia un Candreva diverso da tutti i punti di vista ce lo dice, senza ombra di dubbio, un numero nello specifico: zero cross.

La mancanza del gol comincia a mancargli e si vede da come ci prova anche quando non ci dovrebbe: prende anche un palo e sembra proprio destino che il primo gol lo debba fare in un’occasione importante.

Ah? Che dite? Mercoledì ce n’è una? Qualcuno glielo ricordi.

PERISIC 7+: finalmente torna in tutto il suo splendore Perisic-To-Icardi, quell’asse che funziona a meraviglia e che sembra nato per essere letale.

Giusto per non farsi mancare niente, uno dei due assist lo fa di mano, ma è da fallo laterale quindi il gol è più che buono: è tutta salute, visto che arriva al 1° minuto.

Ha decisamente tutt’altra gamba rispetto a un paio di mesi fa, quando non riusciva a saltare neanche il più lento degli avversari, quale che fosse: i compagni lo sanno e gli danno palloni in profondità che a volte sembrano impossibili, solo che lui ci arriva.

Ivan è in discreta forma, contribuendo anche con i gol e avvicinandosi nuovamente alla doppia cifra: tanto affanno del tifoso nerazzurro alla ricerca della “seconda punta con gol” quando in realtà è già in casa.

Immobile-show oggi, che allontana Icardi e Perisic dal trono di migliore coppia gol, che al momento vede al comando Immobile e Milinkovic Savic con 35 gol, Perisic e Icardi con 33 gol pur con 2 rigori in meno e 1 presenza cumulativa in meno. Al terzo posto Dybala e Higuain a 32, dopo c’è il vuoto fino ai 26 di Quagliarella e Zapata, i 25 di Callejon e Mertens. Roma e Milan non pervenute.

RAFINHA 7+: è quello che ne sbaglia di più perché è quello che rischia di più, come gli impone il suo ruolo di trequartista.

Ma per il resto ramazza per terra come fosse l’ultimo dei gregari, vedi il pressing sul gol del 3-0: e quando un trequartista ti perde, sì, 6-7 palloni ma ne recupera almeno la metà, capisci che è perfettamente sintonizzato sulla lunghezza d’onda giusta, quella che è anche utile nei momenti in cui non può fare la differenza.

Spalletti stavolta gli chiede meno sacrificio dal punto di vista della marcatura, solo qualche particolare chiusura su Buchel che formalmente sembra partire più avanti e invece è quello che prova a dare più raziocinio alla manovra del Verona.

A rendergli complicata la giornata è la macelleria veronese che sulle sue caviglie decide di fare festa.

Che giocatore!

ICARDI 8: una di quelle partite in cui fa quasi spavento per la capacità di prevedere dove andrà il pallone.

Essenziale, senza pressing isterici che sbilanciano la squadra, attento e concentrato, con infinita più voglia rispetto ai momenti peggiori.

Esce un po’ acciaccato, con del ghiaccio sulla coscia, ma l’impressione è che per mercoledì sarà in campo.

BORJA VALERO 6,5: un lancio delizioso per Candrev, un paio di recuperi e due volte in situazioni da poter far gol: difficile chiedergli di più in meno di 20 minuti.

Quello che, però, conforta è che uno di quelli considerati titolarissimi, fino a qualche tempo fa, entra e gioca con abnegazione e dedizione alla causa: esempi di questo genere, in questa squadra, sono sempre fondamentali.

SANTON 6: toh chi si rivede! In campo e persino con buona presenza.

EDER 6,5: corsa come se fosse l’ultima partita della vita, un rigore netto che Rocchi decide di non dargli, qualche occasione da gol e l’espulsione del portiere: direi che ce lo facciamo bastare così.

SPALLETTI 7: l’Inter in possesso palla sembra spesso disporsi con una specie di 3-4-2-1, con D’Ambrosio bloccato dietro, Cancelo alto e Candreva che si aggiunge a Rafinha; in fase di non possesso torna ad un più consueto 4-4-1-1 che garantisce copertura.

In partite così, con una disposizione così, si giustifica di più la presenza di D’Ambrosio sulla fascia sinistra.

La mossa dà i suoi frutti perché così in campo ci va quanta più qualità possibile, insieme a elementi che tatticamente per Spalletti risultano essenziali, oltre a garantire libertà e campo a Cancelo.

L’Inter forse non è guarita, ma Spalletti sembra abbia raddrizzato un’andatura che rischiava di portare al tracollo e lo ha fatto con modi e tempi che oggi sembrano perfetti: nelle ultime 6 partite, compresa sconfitta col Genoa, l’Inter viaggia con una media superiore ai 2 punti a partita, con 13 totalizzati.

Il derby ci dirà molto di più riguardo al presente e al futuro di questa squadra.

Tabellino

INTER-HELLAS VERONA 3-0 
MRCATORI: pt 1′ Icardi, 13′ Perisic; st 4′ Icardi.

INTER (4-2-3-1): Handanovic; Cancelo, Skriniar, Miranda, D’Ambrosio (14′ st Santon); Brozovic, Gagliardini; Candreva, Rafinha (30′ st Borja Valero), Perisic; Icardi (20′ st Eder). A disp. Padelli, Berni, Lisandro, Vecino, Karamoh, Dalbert, Pinamonti. All. Spalletti.

VERONA (4-2-3-1): Nicolas; Ferrari (12′ st Bianchetti), Caracciolo, Vukovic, Fares; Romulo, Calvano, Aarons (20′ st Verde), Souprayen; Buchel, Petkovic (34′ st Cerci). A disp. Silvestri, Coppola, Fossati, Zuculini, Lee, Boldor, Valoti, Bearzotti, Felicioli. All. Pecchia.
Arbitro: Rocchi di Firenze. 
Note
: espulso Nicolas (V) al 46′ st per fallo da ultimo uomo; ammoniti Gagliardini (I), Buchel, Fares, Romulo (V).

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