Milan-Inter 0-0: Icardi tiene in vita il Milan

Pagelle Milan e tabellino

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DONNARUMMA 5: ma quanto può essere scarso?

L’impressione generale è che se giocasse in una squadra meno coccolata dai media e con un procuratore meno ammanicato con gli stessi farebbe fatica a giocare in una squadra di media classifica.

Perché con i piedi è ai limiti del tragicomico: quando ha palla tra i piedi, 9 volte su 10 è pala regalata all’avversario perché non azzecca praticamente mai un lancio.

Perché fa una infinità di errori di posizionamento, oltre ad avere dei difetti di natura tecnica che sono inaccettabili a certi livelli: su tutti, basti guardare il gol annullato a Icardi, con Donnarumma che si tuffa ad cazzum ore prima del tiro e si rialza goffamente lasciando praticamente tutta la porta a disposizione dell’argentino.

Quando c’è da imprimere sicurezza, realizza gaffe che sarebbero da sberleffo, come l’angolo regalato su palla che si dirigeva innocuamente verso il fondo.

Insomma, un raccomandato di successo che occupa posizioni che non dovrebbe, alla faccia del buon Perin che s’è fatto tutta la gavetta, sta facendo una stagione irreale e ha qualità che Gigione si sogna.

CALABRIA 6,5: buono in attacco e buono in difesa, tampona Perisic per quel che si può e non compie gravissimi errori. Da dire che Suso gli dà poca, pochissima mano ma fortunatamente dal suo lato c’è sempre il sostegno di Kessié.

BONUCCI 6: rischia di far gol ma è l’unica cosa veramente positiva, perché il suo fantomatico lancio è inefficace, la fase difensiva da rivedere, l’impostazione della difesa non certo impeccabile, anzi.

A Icardi arrivano 3 palloni per far gol, ed è sinceramente troppo: nel caso del gol annullato è lui che ciondola all’indietro rischiando di tenerlo in gioco.

ROMAGNOLI 6-: anche qui l’impressione è di un calciatore troppo coccolato rispetto al suo reale valore.

Ha mostrato di non avere la personalità del grande calciatore, almeno non ancora.

Rincula troppo e l’unica cosa veramente buona è la capacità di impostare con intelligenza: in assenza di Biglia, la manovra milanista dipende più dal suo piede che da quello del compagno di reparto.

RODRIGUEZ 4: mamma mia che ci siamo scansati e mea culpa (mea culpa!) per averlo sponsorizzato.

A tratti indecente e inguardabile, viene graziato solo dalla superficialità dei nerazzurri che dal suo lato però fanno e disfano più o meno quello che vogliono, demerito anche di un Chalanoglu gli dà una mano il giusto salvo lasciarlo in balia di Cancelo nel secondo tempo.

Anche in fase di impostazione è irriconoscibile: certi errori sono davvero gratuiti.

Non oso immaginare cosa si scriverebbe sui giornali e si direbbe in tv se giocasse nell’Inter, se giocasse così… mi tengo tutti i D’Ambrosio possibili e immaginabili.

KESSIE’ 6+: fa quello che può con i mezzi che ha, ovvero tanta corsa, polmoni e persino un paio di occasioni da rete.

Solo che gioca pochi palloni e non è certo in partite così che può incidere.

MONTOLIVO 5: per un tempo è davvero ai limiti della sopportazione: San Siro mugugna ad ogni pie’ sospinto.

Nel secondo tempo cresce perché l’Inter si disunisce e lui ha più spazio, ma niente di trascendentale. Quello che per anni è stato uno dei giocatori più intelligenti della Serie A dal punto di vista tattico, uno dei centrocampisti più bravi nella lettura del gioco avversario, non c’è più, sparito, a 33 anni probabilmente finito.

BONAVENTURA 5,5: l’incubo di gran parte degli interisti, perché ogni volta che vede nerazzurro sembra avere il triplo dell’energia.

Non stavolta, anche perché Gattuso insiste con il 4-3-3 nonostante questo lo metta in condizioni di giocare uno contro uno ma senza che i suoi abbiano davvero i riferimenti, lui più di tutti: il meccanismo con lui che si allarga e il turco si accentra funziona molto meno che nelle ultime settimane.

CALHANOGLU 7: ammetto che nelle prime partite mi aveva dato l’impressione di un Ricky Alvarez in versione 2.0: lento di testa, lento nei movimenti, incapace di vedere prima lo svolgersi dell’azione.

Evidentemente era solo questione di adattamento, perché il turco mostra capacità di dribbling, lancio e pericolosità in genere che per questo Milan sono davvero preziosissime.

In più, va detto che si sacrifica molto andando a occupare il ruolo di 5° di centrocampo molto meglio di quanto non faccia Suso dall’altra parte, almeno fino al secondo tempo quando poi non segue più l’uomo e abbandona il compagno.

SUSO 5: il giocatore più pericoloso, più tecnico, più rapido e col piede più velenoso: ci sono tutti gli ingredienti per renderlo temibile e invece si spegne da solo, almeno per 70 minuti abbondanti.

Quando le distanze si fanno abissali, però, lui ha tempo per ricevere e spazio per attaccare D’Ambrosio, contro il quale ha teorica vita facile vista la differenza di passo. Purtroppo per lui, però, dal suo lato arrivano sempre gli aiuti giusti e, fatta eccezione per 2/3 cross, non è mai davvero pericoloso.

CUTRONE 5: per alcuni versi è il degno sostituto di Inzaghi: è scarso con i piedi quanto lui e soprattutto simula quanto e più di Pippo. Alcune cadute sono davvero da ritorsione di massa, soprattutto perché poi si alza e si lamenta costantemente con l’arbitro.

Dal punto di vista tecnico è per certi versi imbarazzanti, come quando deve semplicemente stoppare una palla, o quantomeno appoggiarla al compagno a rimorchio, e invece gli viene fuori un assist ai nerazzurri.

Può il “solo gol” giustificare tutti questi peana e persino la nazionale con l’esordio? Al momento sembra di no, perché a certi livelli presto o tardi certe cose le paghi carissime. E il ragazzo ha carenze evidenti.

Poi ha anche altre qualità (vedi anche il bel gol in acrobazia annullato giustamente per fuorigioco) ma dovrà mangiarne di terra, sudore e fatica.

KALINIC 5: entra lui e si tira un sospiro di sollievo, perché è evidente che è in contrasto col mondo Milan e non gira con questa squadra.

E dire che risulta comunque discretamente pericoloso, oltre che lottare di fisico e impegnare Miranda e Skriniar più di quanto abbia fatto Cutrone nei minuti precedenti.

GATTUSO 6: il Milan forse paga la sfida contro la Juventus e gli va dato atto di non lamentarsene, così come di avere riconosciuto i maggiori meriti dell’Inter.

I rossoneri, però, sono lontanissimi dall’idea di una squadra che può davvero puntare al posto in Champions League, ma questo è da attribuire a chi ha fatto mercato, ai Mirabelli e ai Fassone, non certo a Gattuso che anzi ha il merito di avere rimesso in piedi una baracca che in molti davano per affondata.

Se si guarda in questa prospettiva, la gara può anche essere vista con positività; se, invece, si guarda dalla prospettiva della prosopopea mediatica sul Milan degli ultimi mesi e dei 200 e più milioni spesi in estate, allora no, non può essere positiva.

E se qualcuno dicesse il contrario ricordategli che nonostante i 200 milioin, quest’anno rischia di finire dietro all’Inter, che l’anno scorso si era classificato alle spalle del Milan.

Ma no, questo non c’entra con Gattuso, anzi.

Tabellino

MILAN-INTER 0-0
MILAN (4-3-3): G. Donnarumma; Calabria, Bonucci, Romagnoli, Rodriguez; Kessie, Montolivo (dal 23’ s.t. Locatelli), Bonaventura (dal 35’ s.t. Borini); Suso, Cutrone (dal 23’ s.t. Kalinic), Calhanoglu. (Storari, A. Donnarumma, Zapata, Abate, Musacchio, Antonelli, Mauri, Silva). All. Gattuso.
INTER (4-2-3-1): Handanovic; Cancelo, Skriniar, Miranda, D’Ambrosio; Gagliardini, Brozovic; Candreva (dal 32’ s.t. Eder), Rafinha (dal 26’ s.t. Borja Valero), Perisic; Icardi. (Padelli, Berni, Lisandro Lopez, Ranocchia, Santon, Dalbert, Vecino, Karamoh, Pinamonti). All. Spalletti.
ARBITRO: Di Bello di Brindisi.
NOTE: spettatori 77.512, incasso di euro 4.241.668,85. Ammoniti Cancelo (I), Skriniar (I), Candreva (I), Suso (M) per gioco scorretto, Perisic (I) per proteste.

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