L’analisi del derby, scelte e cambiamenti tattici

Seconda parte

 

In questa azione si apprezza sia il lavoro di Candreva (tradito dal campo viscido) che di Perisic, a chiusura di una diagonale davvero importante su Kessié.

In quest’ultimo video si riassumono tutti gli elementi sopra esposti: occupazione del campo, attenzione, compatteza, aiuto degli esterni, con il Milan costretto a ricominciare l’azione. Le uniche vere occasioni di poter risultare pericoloso sono arrivate su ripartenze o contropiede, o su piazzato come nel caso della gran parata di Handanovic.

Per ulteriore completezza, vediamo alcuni dettagli in 3 immagini:

Qui sopra vediamo le coppie che il Milan ha provato a comporre finché è stato possibile, così anche come la differente interpretazione di Calhanoglu e Suso, nonostante sia D’Ambrosio che Perisic che Rafinha (spesso splendido in questo continuo lavoro negli half spaces) gli giochino alle spalle.

Per l’Inter si vedono Candreva molto più centrale per liberare Cancelo, e Rafinha sempre alle spalle dell’interno. Un po’ per merito dei movimenti nerazzurri, un po’ per le caratteristiche diverse tra loro, sempre apprezzabile l’interpretazione diversa tra Calhanoglu (vicino a Candreva) e Suso (vicino a Brozovic).

 

Quindici minuti prima ma concetti assolutamente identici.

Per quanto riguarda il Milan, la scarsa vena di Suso e Bonaventura è stata davvero condizionante. Quest’ultimo ha cercato molto poco lo scambio con Calhanoglu, che è una delle risorse tattiche più importanti per questo Milan perché consente al turco una maggiore libertà di azione e la possibilità di accentrarsi: nel video sotto una delle pochissime volte in cui si è verificato lo scambio, mentre potete continuare ad apprezzare tutte le indicazioni viste in precedenza sull’Inter (la posizione di Icardi, l’aiuto degli esterni, la grande compattezza etc…).

Va detto che Bonaventura ha cercato di tanto in tanto uno spazio sulla trequarti, con l’Inter che non avrebbe avuto gli anticorpi giusti per potere reagire. L’occasione più clamorosa, gravemente non sfruttata, al 20esimo minuto con Kessié che supera Brozovic in uscita, i due esterni di destra rossoneri che si muovono bene attirando sia D’Ambrosio che Perisic: non rimane che Miranda che può uscire su Bonaventura, ma non ha alcuna intenzione, né convenienza, ad anticipare l’uscita.

Grave per il Milan che la palla in quella occasione, e nelle altre (tranne sul tiro debole di Cutrone), non sia arrivata  a Bonaventura:

 

Qui, però, cominciano i dolori dell’Inter che, nonostante una manovra migliorata e una compattezza persino insolita in questa stagione, ha spesso commesso degli errori non provocati dall’avversario o comunque davvero evitabilissimi.

Prima di parlare di altri aspetti positivi, facciamo una carrellata di leggerezze, errori e scelte non azzeccate.

 

Cominciamo con Miranda, che non ha cominciato benissimo e lo dimostra anche questo rinvio piuttosto… “naif” che poteva davvero diventare pericoloso. Fortuna per l’Inter che il brasiliano sia entrato in partita col passare dei minuti fino a diventare baluardo insuperabile nonché probabilmente anche il migliore della difesa.

Adesso è il turno di Cancelo.

Voglio sottolineare che questi approfondimenti non servon per “processare” qualcuno, visto che proprio in questa occasione ho scientificamente analizzato gli errori di quelli che possiamo considerare i migliori in campo.

Si prendono proprio per far capire come l’Inter spesso si sia creata dei problemi da sola, complicandosi la vita con quella mancanza di “qualità” denunciata da Spalletti: sono questi piccoli episodi a dargli fastidio, così come lo danno a noi tifosi.

Il numero dei video disponibili che ho estratto sono il triplo di quelli che alla fine ho pubblicato perché servono per dare un’idea, non fare processi.

Nella prima mezz’ora, Cancelo ha sbagliato più spesso di quanto non fosse necessario, lavorando male soprattutto in marcatura su Calhanoglu, arrivando in ritardo sull’avversario o troppo in anticipo, talvolta affrontandolo con eccesso di confidenza:

 

Questo il primo fallo sul turco, dovuto all’eccessiva vicinanza sul lancio lungo dei rossoneri: il difensore deve sempre garantirsi la possibilità di perdere quel tempo necessario per girarsi e partire in corsa, anche se va detto che il contatto è leggero e veniale, con Calhanoglu che probabilmente esagera.

Nel secondo video arriva l’ammonizione: non proproi il modo migliore per contrastare l’avversario, ci arriva in ritardo e gli lascia troppo spazio.

Tra gli “errorini fastidiosi”, quelli evitabilissimi, fatti con un po’ di superficialità, ne abbiamo scelti due: un passaggio troppo profondo su Gagliardini e una rimessa lanciata dove non doveva essere lanciata:

Di queste rimesse ce ne sono almeno altre 2 nel secondo tempo: lo insegnano a scuola calcio che una rimessa del genere è quanto di più sbagliato si possa fare.

 

 

Passiamo al migliore in campo, che poi ci consentirà di parlare anche degli aspetti positivi: Marcelo Brozovic, di cui ho selezionato più immagini.

Quante volte l’abbiamo vista? Uomo in corsa e passaggio indietro, possiamo solo immaginare la reazione di Spalletti.

Dopo 3 minuti era nato il sospetto: vuoi vedere che ci eravamo illusi su Marcelo? No, non ci eravamo illusi.

Regia migliorata ma talvolta un po’ troppo confidente, così come nel video qui sopra: in questi casi meglio perderla più avanti sparacchiando (nonostante la presenza positiva di IcardI) piuttosto che concedere una transizione positiva così alta.

Anche in questo caso, troppa confidenza, un po’ di superficialità. Vista l’evoluzione della prestazione individuale, però, errori del genere diventano decisamente più perdonabili.

Così come risultano più facilmente perdonabili errori come quello qui sotto, che nascono da un gran recupero palla: peccato solo che l’imbucata sia troppo profonda, perché lui ha i mezzi tecnici per rendere quel passaggio davvero efficace e pericoloso:

Ma tutto cambia davvero quando vedi Brozovic perdere palla “alla Brozovic”, con un passaggio scriteriato, ma che recupera posizione e rimedia al proprio errore, senza sbruffare né lamentarsi col cielo chiedendosi “perché sempre a me?”.

Aspetto che diventa importante se poi viene imitato dai compagni di squadra, Perisic su tutti.

Nel video sotto, Brozovic e Perisic gestiscono male il possesso palla, nasce un’azione pericolosa con palla sui piedi dell’avversario più pericoloso, ma Perisic fa un recupero da urlo con palla recuperata alla perfezione.

Nessun dubbio, da questi segni si vede che si respira un’aria diversa:

En passant, prima di tornare su Brozovic, in questa fattispecie di gioco l’Inter si è trovata spesso a fare scelte giuste, con tempo quasi perfetto, spesso riuscendo a ribaltare il campo in velocità e con efficacia, come nel caso del recupero di D’Ambrosio che riparte lanciando Icardi a rete, fermato ingiustamente dal guardalinee: un errore clamoroso che nessuna moviola ha deciso di approfondire… d’altra parte, si sa, le moviole con l’Inter si approfondiscono solo in senso opposto, magari chiamando anche dirigenti e presidenti in studio per un fallo su finta di ciglia.

L’azione è quella del fallo laterale battuto male da Cancelo.

Errori e scelte sbagliate anche in frangenti importanti, prendiamo forse l’esempio più importante, non sottolineato in tv e forse sfuggito ai più.

Si tratta di un’azione sulla destra che rallenta sempre quando Cancelo e Candreva si trovano troppo vicini, i due non sempre si capiscono e non raramente perdono l’attimo giusto nella scelta se sovrapporsi o meno.

Nel video purtroppo non si vedono i due secondi precedenti, quando Cancelo ha l’esitazione se sovrapporsi o meno: questo “chiude” la visuale a Candreva che da quel momento in poi “vede” solo Cancelo (fino a quel momento c’era Bonaventura a chiudere la traiettoria verso il centro) e non si accorge che in mezzo sia Rafinha che Brozovic sono liberi e in ottima posizione di sparo.

Peccato, perché era un’ottima occasione:

 

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