L’analisi del derby, scelte e cambiamenti tattici

Ultima parte

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Da una parte le continue simulazioni, che sono davvero fastidiose perché fatte da un ragazzo giovanissimo e che purtroppo manifestano un’etica sportiva praticamente inesistente:

Ho preso questa azione come estremo esempio di questo atteggiamento: c’è un leggero sfiorarsi delle maglie, neanche un contatto, con protagonisti Rafinha e Cutrone. Il modo che ha di cadere è davvero ai limiti del ridicolo, ma quello che fa superare quel limite è la doppia protesta in corsa sbracciando verso l’arbitro, mentre l’azione prosegue.

Nella NBA si multano i calciatori che fanno “flop”, simulano: quando si farà nel calcio sarà davvero troppo tardi. Toccarli dal punto di vista economico sembra l’unico modo per farli desistere da questa pratica indecente.

Ma non è neanche il peggio di Cutrone, calciatore che contro l’Inter si è manifestato monodimensionale, proteso soltanto a cercare la verticalità, dal pressing (direi quasi fisiologicamente, vista l’età) spesso fuori tempo.

Nella pagella ne ho anche evidenziato gli enormi limiti tecnici, davvero enormi, che fanno comprendere anche perché prima Montella e poi Gattuso gli hanno anche preferito André Silva (dal tasso tecnico infinitamente più alto) e Kalinic, che ha una capacità di tener palla che Cutrone si sogna.

Purtroppo per il Milan e per Gattuso, quale che sia la scelta, c’è sempre un prezzo da pagare: nel caso di Cutrone, significa giocare sostanzialmente in 10 quando c’è da impostare, quando c’è necessità di far salire la squadra, quando è necessario trovare un appoggio.

E in qualche caso non solo in 10, direi persino con un uomo dall’altra parte:

Questo video serve a due cose. Nel finale, l’ennesima scelta sbagliata dell’Inter, il passaggio “di qualità” che manca, quello che invece dovrebbe essere il punto di forza di una squadra in ripartenza.

Dall’altra l’assoluta indecenza di Cutrone dal punto di vista tecnico, con palla semplicissima da appoggiare a Montolivo che si trasforma in assist per Icardi.

In totale sono 3 le occasioni di questo tipo, purtroppo uno dei tre non sono più riuscito a rintracciarlo e, pertanto, godetevi il secondo:

Questo è addirittura più grave, perché non è neanche un tentativo di passaggio: quello che avete appena visto è semplicemente uno stop sbagliato che diventa ripartenza dell’Inter.

Incredibile che su un calciatore di questa levatura tecnica si stia facendo questo rumore mediatico. Vada per il gol, vada per la capacità di trovarsi anche al posto giusto nel momento giusto, ma un calciatore che non migliora sotto questi aspetti è difficile che faccia carriera a alti livelli, o quantomeno è difficile che una squadra che punta ad alti livelli possa puntare esclusivamente su un giocatore così.

Insomma, per il giovane milanista è davvero il caso di lavorare nello specifico su aspetti tecnici individuali per avere chance di emergere.

Fossi milanista, farei un approfondimento specifico su Rodriguez, davvero tragico in molte occasioni. Quando si è parlato di Rodriguez all’Inter ne ho fatto un approfondimento: ho seguito il terzino, almeno fino all’evoluzione da centrale difensivo (di difesa a 3 o 4), ormai quasi due anni fa. E a fronte di un certo entusiasmo nella possibilità di avere un terzino di quel genere, tra l’altro straordinario nei calci piazzati, emergeva comunque la necessità di verificare se e quanto l’avesse cambiato l’evoluzione tattica degli ultimi mesi.

Ebbene, questo è il risultato (la faccia dei milanisti è esplicativa):

Infine, ultima chicca su Icardi.

Voto 4 confermatissimo (vi dico anche il mio voto a Dybala contro il Real: 3) ma è confermatissima anche la sensazione di un calciatore che non stava benissimo fisicamente.

Avrei potuto produrre una decina di video, spero che uno soltanto (vista anche la lunghezza dell’articolo) vi basti: Icardi corre male, evidentemente non sta benissimo, e anche la palla di Brozovic troppo lunga, attribuita come errore di Brozovic, probabilmente sarebbe stata più giocabile con un calciatore in perfette condizioni fisiche.

Alcuni problemi tecnici mi hanno impedito di pubblicare questo articolo ieri nel pomeriggio e, purtroppo, il secondo tempo non riuscirò a produrlo anche perché questo è piuttosto lungo e, se anche foste stati così bravi da arrivare a questo punto, Vi risparmio un’altra faticaccia: la prossima partita è domenica alle 12.30 e non ci sarebbe tempo.

Rivedendola, l’impressione di una grande occasione persa è rimasta, così come tutte le “verità” raccontate ieri.

Rimane anche, però, il grande senso di fiducia in una squadra che ha saputo ritrovarsi un attimo prima che diventasse troppo tardi: proprio per questo è necessario fare il massimo possibile nelle prossime 4, anche se le prime due sono più complicate.

10 punti in 4 partite sarebbero una dote fondamentale per arrivare alla sfida contro la Juventus con il cuore leggero, magari per una grande impresa, magari per darci lo sprint giusto per il finale.

Perché da questi calcoli potrebbero bastare 15 punti per arrivare quarti, forse anche 14 (dipende anche dagli scontri diretti), e in un paio di simulazioni sono bastati 13 punti.

La Roma ha un calendario più facile e ha potenzialità per arrivare attorno agli 80 punti, ma bisognerà capire come reagirà alla Champions League (lo vedremo già in questa giornata).

Terza e quarta hanno 60 e 59 punti:

  • l’anno scorso ne avevano 64 e 60 (Napoli e Lazio) alla 30esima e hanno chiuso a 86 e 70 (Lazio addirittura quinta dietro l’Atalanta);
  • nel 2015-16 avevano 60 e 55 punti (Roma, po Fiorentina e Inter), hanno chiuso a 80 e 67 (l’Inter del famigerato 4° posto ha realizzato 12 punti nelle ultime 8), Fiorentina a 64;
  • Nel 2013-14 61 punti per il Napoli e 51 per la Fiorentina, chiusura a 78 e 65;

Questo per parlare solo degli ultimi campionati con soglia 3° e/o 4° posto vicine a quelle fissate nel tweet di cui sopra.

Per il terzo posto, negli ultimi due anni ha inciso molto la “chiusura anticipata” di molti discorsi salvezza/Europa. Per il 4° posto, contando zero in termini di ambizione, c’è stato un gioco al ribasso, con un massimo di 14 punti in 8 partite nei campionati in esame.

Questo a dimostrazione che questo campionato è diverso, perché 14 potrebbero non bastare e la soglia di 74 sarebbe comunque piuttosto alta (sarebbe comunque un +7 rispetto all’Inter del Mancio, quarta).

La posizione, però, è quella giusta.

La squadra ritrovata.

Il calendario alla portata di 15 punti, forse anche 16, o qualcosa meno nel caso di pareggio contro la Lazio alla fine.

Non fermatevi proprio adesso.

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