Atalanta-Inter 0-0: pagelle e 1° approfondimento tattico

Ultima parte e tabellino

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A parte l’evidente esagerazione (ma non troppo), l’Inter avrebbe necessità che la sua prima punta diventi uno degli ingranaggi della manovra, non soltanto il terminale; che si proponga per dare sfogo al possesso palla quando pressati, non solo aspettare la profondità intruppato in mezzo ai due difensori centrali; che si guadagni un fallo per far salire la squadra piuttosto che salire isolatamente mentre la squadra perde nuovamente palla andando in affanno.

Qui vorrei, però, che la questione si aprisse un attimo, anche a costo di essere prolissi.

Non è solo questione di “volontà del momento”: l’attaccante deve anticipare il movimento, deve seguire l’azione, se la squadra è in difficoltà deve spostarsi sul “lato forte” perché è lì che deve dare sostegno perché è lì che ce ne sarà più bisogno.

Significa dover seguire l’azione e muoversi di conseguenza: Icardi, semplicemente, non lo fa. Anzi, ieri lo ha fatto giusto due volte, in una si è guadagnato un calcio di punizione, nell’altra ha creato l’azione di Perisic che avete visto poco sopra quando abbiamo parlato di Rafinha.

Oh, Mauro, forse abbiamo ragione noi che ti apprezziamo ma che riteniamo necessario questo step in più per diventare un vero fuoriclasse.

Poi possiamo stare qui ore a dibattere se si può discutere o meno un giocatore da 24 gol (e 6 da giocarne), se sia più un problema di squadra che non riesce a dargli la palla giusta, e tutto quello che volete.

Ma la sostanza del discorso è che, quando Icardi è in giornate così, per questa squadra diventa un lusso insostenibile, perché questa squadra dovrebbe trasformarsi in operaia e ramazzare per terra sudando.

Detto questo, i palloni li avrebbe anche avuti se avesse fatto il movimento corretto, con quel primo palo che evidentemente gli provoca allergia al punto che preferisce persino dar fastidio a Perisic piuttosto che tagliare sul primo.

Ma.

C’è un ma grande quanto una casa. Perché c’è un’azione in particolare che ho segnato con la matita blu e quella rossa, una di quelle che ti fanno imbestialire e smadonnare per 5 minuti buoni facendoti perdere il filo della partita.

Non si tratta di un’azione “grave”, probabilmente non avrebbe comunque recuperato palla, ma è una di quelle azioni in cui si interpreta perfettamente quello che si definisce “linguaggio del corpo”: ed è una di quelle che mostrano perché, in partite così, Icardi è un lusso, è un rolex sul braccio quando non riesci a pagare la bolletta della luce.

Lui rimane in alto a sinistra, sotto l’indicazione del risultato e del minuto: non perdetelo di vista.

EDER 6,5

Entra e l’Inter cambia, non tanto per meriti specifici suoi, ma perché mancando Rafinha la manovra deve verticalizzarsi di più e più rapidamente.

Lui, però, ci mette del suo correndo tantissimo e trovando spesso la posizione giusta, come nell’azione che sembrava destinata a sfumare e invece si trasforma in assist per Perisic.

Aiuta, corre, sostiene la manovra e fa scelte giuste sia in fase di possesso che di non possesso: su tutte, l’azione che avete visto sopra al 90esimo quando Perisic viene fermato da Mancini.

Insomma: positivo, eccome.

KARAMOH SV

Porqué?

SPALLETTI 4

Proprio nel momento in cui si era apprezzato l’aver ritrovato compattezza e quadratura, lui decide di sconvolgere tutto contro l’avversario peggiore possibile se ti metti a improvvisare.

Il fatto incontrovertibile è che se nel primo tempo l’Inter non ci capisce quasi nulla è demerito soprattutto dell’allenatore e del modulo scelto, della pura improvvisazione a cui ci si è abbandonati senza un reale perché: eppure era stato proprio lui a dire che questa squadra faceva fatica con la difesa a 3 perché mancano automatismi.

A metà campo non avevano linee di passaggio, non avevano sostegno; i difensori si sono trovati spesso senza soluzioni alternative, darla a Handanovic o spararla lontano.

Non solo: in campo c’era davvero tantissima confusione, giocatori che si pestavano i piedi (quando non proprio scontrarsi fisicamente), poca collaborazione… se provo ad andare a memoria, non ricordo un’azione dell’Inter nel primo tempo in cui abbia fatto più di 5 passaggi consecutivi.

Davvero, non si sentiva l’esigenza di rischiare in questo modo.

Nella ripresa le cose migliorano, ma è anche merito di Gasperini che toglie Barrow nonché del calo fisico inevitabile dei bergamaschi.

Vada per il cambio di Eder, perché l’Inter ha paradossalmente attaccato meglio con lui che con Rafinha (ripetiamo, non per meriti/demeriti dei calciatori ma per necessità diverse di impostazione): ma ci dovrebbe spiegare perché Karamoh a 1 minuto dalla fine e perché si è tenuto in tasca il terzo cambio. Ammetto che, ad un certo punto, mi attendevo un ritorno al 4-2-3-1 con l’ingresso di Candreva e Karamoh (Perisic seconda punta) prima dell’ingresso di Eder.

Era la cosa più logica, perché no?

Se l’Inter è qui, ad aprile, a giocarsi qualcosa in una stagione strana è un innegabile merito di Spalletti: per oggi, però, è lui quello sul banco degli imputati.

DOVERI 5,5

Cambia tre volte metro di giudizio durante la partita: al primo fallo di Freuler risparmia il giallo, poi fa fallo Miranda (al suo primo fallo), identico a quello di Freuler, ammonito.

Per il resto è un arrancare tra confusioni una dietro l’altra con la partita che non sembra mai saldamente nelle sue mani: all’Inter manca un giallo, ai bergamaschi forse due, ma in due occasioni, su Rafinha al limite, lascia correre, sbagliando.

ATALANTA

BERISHA 7

Perfetto su Perisic, il resto lo deve fare l’avversario finché non arriva Eder su punizione, ma in quei casi basta non commettere errore di posizionamento.

TOLOI 5,5

Perisic calpesta le sue zone e lui non ha il passo per tenerlo, né con le buone né con le cattive.

Decisamente meglio in fase di impostazione, anche se forse esagera un po’ troppo con le palle lunghe e ne sbaglia diverse.

CALDARA 6,5

Più per demeriti di Maurito che per meriti suoi ma fa comunque una buona partita, anche se non sembra particolarmente dotato dal punto di vista tecnico, problema che ad alti livelli prima o poi emergerà o dovrà correggere.

MASIELLO 7

All’inizio Rafinha gli fa perdere le misure, lui va in folle un paio di volte. Poi però cresce e in difesa riesce a registrarsi e recupera anche un paio di situazioni che potevano diventare scabrose.

Anche in fase di impostazione è probabilmente il più lucido dei 3 dietro.

HATEBOER 6,5

Santon non ci capisce granché e lui da quel lato può fare più o meno quello che vuole: il che è un limite, perché potrebbe fare molto di più.

DE ROON 7

A metà campo è quello che dirige l’orchestra con pochi tocchi rapidi e circolazione della palla subito verso gli esterni, come piace a Gasperini: da questo punto di vista sbaglia davvero pochissimo.

Per un’ora sembra il francobollo appiccicato sulla maglietta di Borja Valero: una marcatura anni 60, sì, ma efficace come non mai, dato che lo spagnolo soprattutto nel primo tempo non riesce mai a giocare in tranquillità.

Dal punto di vista squisitamente difensivo è praticamente perfetto, in attacco ci va davvero pochissimo ma non sarebbe il suo mestiere.

FREULER 6,5

Lui tocca meno palloni del compagno di reparto, sembra anche meno dotato tecnicamente, ma dal punto di vista del dinamismo sembra essere persino migliore, visto che fa entrambe le fasi: da una parte blocca ogni velleità di Gagliardini, dall’altra sale crea un paio di occasioni e appena può aggiungendosi centralmente, visto che i compagni lasciano davvero molto spazio per poterlo fare.

GOSENS  6,5

Partita di grande sostanza in entrambe le fasi. In attacco si fregia di avere un Gomez che dal punto di vista dei movimenti gli tira via l’uomo, in difesa riesce a contenere Cancelo quanto più possibile.

CRISTANTE 5,5

Ha l’indole del trequartista ma Gasperini gli chiede di allargarsi appena possibile. Lui obbedisce, anche se il meglio lo dà più centrale (vedi scambio con Gomez nei primi minuti).

Dopo pochi minuti, però, va fuori fase e si registra solo per il buon pressing portato sull’avversario.

BARROW 7

Se l’età sulla carta di identità è giusta, il ragazzo farà carriera perché ha corsa, fisico, personalità e soprattutto un innato istinto per giocare di e con la squadra.

Se non avesse avuto contro il miglior Miranda di stagione sarebbe uscito dallo stadio trionfante.

La domanda è: ma perché Gasperini lo ha tolto?

CORNELIUS 5

Entra a posto di Barrow e non si capisce perché: l’unica cosa che sa fare è cadere per terra, Gasperini glielo rimprovera anche… ma allora perché è in campo?

GOMEZ 5

Per 20 minuti è un incubo per l’Inter, perché la squadra di Spalletti non riesce mai a leggerne la posizione.

Poi viene preso a uomo da D’Ambrosio e, benché l’avversario non sia in particolare giornata di grazia, lui sembra soffrirne e gira spesso a vuoto.

Sulla coscienza l’errore iniziale che poteva mettere l’Inter alle corde.

MANCINI 5

Pensavamo che, dopo averlo visto contro la Juventus, fosse uno dei titolarissimi: bastano 4 minuti per capire il motivo per cui non lo è.

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GASPERINI 5,5

Incredibile come possa aver distrutto, con un solo cambio, una partita preparata in maniera praticamente perfetta.

I primi 15-20 minuti dell’Atalanta rasentano la perfezione in fase di non possesso, per mezz’ora l’Inter non esiste, eppure l’unica cosa che sa fare è togliere l’uomo che più di tutti aveva contribuito a quel genere di pressione.

Non stupiamoci se non ha mai fatto il salto di qualità.

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TABELLINO

ATALANTA-INTER 0-0 

ATALANTA (3-4-1-2): Berisha; Toloi, Caldara, Masiello; Hateboer, De Roon, Freuler, Gosens (dal 35′ s.t. Castagne); Cristante (dal 40′ s.t. Mancini); Barrow (dal 1′ s.t. Cornelius), Gomez. (Gollini, Rossi, Bastoni, Melegoni, Haas, Elia). All. Gasperini.

INTER (3-4-2-1): Handanovic; Skriniar, Miranda, D’Ambrosio; Cancelo, Gagliardini, Borja Valero, Santon (dal 44′ s.t. Karamoh); Rafinha (dal 26′ s.t. Eder), Perisic; Icardi. (Padelli, Berni, Ranocchia, Lisandro Lopez, Dalbert, Emmers, Zaniolo, Candreva, Pinamonti). All. Spalletti.

ARBITRO: Doveri di Roma.

NOTE: ammoniti Miranda (I), Toloi (A), Borja Valero (I), Caldara (A), Masiello (A), Mancini (A) per gioco scorretto.

 

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