Inter-Cagliari 4-0: il bicchiere è più che mezzo pieno

Seconda parte e tabellino

 

BROZOVIC 7,5

La cosa che fa ammattire è che gli errori li commette di superficialità, ovvero quando non ci sono avversari attorno, quando non è sotto pressione: ovvero quando il passaggio è oggettivamente più semplice da fare, e inevitabilmente più difficile da sbagliare.

Nel primo tempo ce ne sono 4, nel secondo altrettanti (o anche uno in più), e per fortuna l’Inter non paga mai dazio, anche perché nella maggior parte dei casi è lui stesso a recuperare.

Fatta eccezione per queste sbavature, però, è il catalizzatore della manovra nerazzurra, lancia con una precisione spaventosa (stavolta li ho contati uno per uno: 16 lanci/aperture su 17 tentativi!), imposta senza timori, fa girare la squadra come un metronomo e in più randella senza problemi.

Marcelo fa 113 passaggi con la precisione di quasi il 93%!

Se poi ci aggiungi un gol scaccia pensieri e di raffinata qualità tecnica, il quadro è completo.

Solo un aspetto di cui dovremo tenere conto a breve e, eventualmente, nel prossimo anno. Con il passaggio al 4-4-2 del Cagliari, Lopez ha chiesto a Giannetti di marcarlo letteralmente a uomo: si è trattato di una decina di minuti (da qualche minuto prima dell’uscita di Padoin al gol del croato) ma sono stati 10 minuti di sofferenza, sua e della squadra, perché è venuta a mancare una linea di passaggio e un appoggio sicuro, con il buon Marcelo che non trovava tempi e modi per farsi dare la palla.

Dalle secche di questa situazione esce con il gol… e va bene così.

BORJA VALERO 6,5

Tra lui e Gagliardini c’è una grande differenza dal punto di vista del fisico e della capacità di opporsi all’avversario, soprattutto fisicamente e sulle palle alte.

Il suo ingresso, però, ha il merito di svincolare Brozovic dalla necessità di essere anche il primo riferimento per il passaggio più semplice, quello che però fa correre a vuoto l’avversario e fa saltare il suo pressing.

Quel lavoro lo fa Borja Valero, che si mette a cucire gioco con pazienza e costanza (lui fa 1,45 passaggi al minuto, Brozovic 1,2: un’eternità per entrambi, proiettati ampiamente oltre 100 passaggi in partita: a proposito, a quando le statistiche parametrate a 90 minuti?)

Forse con Brozovic tendono a calpestare le stesse zolle: situazione da registrare in vista Chievo.

KARAMOH 7

Bravo ragazzo!

Su Mediaset Premium c’è un commentatore (non voglio neanche sapere chi sia!) che sta tutta la partita a dire che hai sbagliato, che quell’errore è gravissimo, che devi usare la testa, che quella cosa era fine a sé stessa… insomma, non oso immaginare cosa avrebbero udito le mie orecchie se avessi fatto una brutta partita!

Ma brutta non è stata, anzi: tantissimo movimento, inserimenti, appoggi, dribbling… un armamentario di tutto livello che lui prova a dispiegare per intero durante la sua permanenza in campo.

Due sole grandi pecche: un po’ troppo fine a sé stesso in troppe occasioni, decisamente da rivedere sotto porta, perché ne sbaglia almeno due che gridano ancora vendetta.

Per stasera va bene così (l’avevamo già detto?), ma in futuro potrebbe non bastare.

PERISIC 7,5

Che sia giornata diversa dal solito lo vedi dalla precisione nei passaggi: quando Perisic supera il 90% (e lo fa sì e no in un paio di occasioni a stagione) vuol dire che sta bene e che è giornata di grazia.

Dribbling, sgroppate, assist, tiri, gol a cui si aggiungono recuperi e tackle che parlano di un giocatore davvero a 360°, di quelli che davvero servono tantissimo a questa squadra.

E con l gol di oggi siamo in doppia cifra:

RAFINHA 7

I movimenti di Icardi in qualche caso lo destabilizzano, perché lui invece di buttarsi in area rimane spiazzato e non trova posizione.

Con l’accentramento di Karamoh si sente più libero di svariare e i sardi non lo prendono praticamente mai.

In molti casi si abbassa a fare l’interno di metà campo, soprattutto quando c’è Gagliardini che con naturalezza va a ricoprire il ruolo di interno destro: la cosa funziona e l’Inter ne guadagna in palleggio.

Nel secondo tempo dormicchia un po’ quando ci sarebbe bisogno delal sua presenza, vista la pedissequa marcatura su Brozovic, ma è solo questione di minuti e ci sta anche.

Certo, però, che è un tassello indispensabile alla manovra della squadra.

ICARDI 8

Ancora non avete risposto: è nato prima l’uovo o la gallina?

Icardi in questa partita fa di tutto per dimostrare che è più lui a condizionare la manovra della squadra, soprattutto quando decide di intrupparsi in mezzo ai due centrali difensivi.

Spalletti a fine partita lo ricorda: più lui lo fa, più lui indugia in mezzo, più gli avversari hanno vita facile. Poi magari Mauro fa anche il gol e tutti a fargli l’applauso, però la squadra fa una fatica bestiale.

Solo che dopo ben 3 approfondimenti e soprattutto dopo la pagella della partita precedente, gli #Icarders si sono fiondati a peso morto: non possiamo chiedere a Icardi di fare questo lavoro perché lo snaturiamo, perché così non fa gol, perché poi i compagni poi non seguono, non fanno, non dicono etc… etc…

Così ci viene in soccorso proprio lui, Icardi, che ci dimostra come si possa fare un certo lavoro, essere utile alla squadra, e al tempo stesso essere pericoloso in zona gol… il tutto cambiando posizione di 5 metri, al massimo 10.

Una azione su tutte, poi approfondiremo in seguito.

Una di quelle azioni in cui l’Inter avrebbe fatto girare la palla a vuoto, consentito all’avversario di adeguarsi al ritmo basso, con Icardi che si sarebbe fermato in mezzo ai due o tre difensori centrali in attesa del pallone buono, con l’unica preoccupazione di attaccare la profondità.

Solo che oggi Icardi ha giocato in maniera diversa: si è staccato molte volte dai difensori, ha preso palla, ha tenuto palla, ha aiutato i compagni, si è reso pericoloso prima della fase realizzativa e anche in fase realizzativa.

Dopo averla rivista una volta, rivedetela provando a immaginare come si sarebbe svolta l’azione senza il movimento di Icardi: sono bastati quanti? 3? 5 metri? Un semplice movimento ad accorciare la distanza tra sé e il pallone, e il compagno ha una soluzione di passaggio in più, la manovra decisamente più verticale e pericolosa.

Icardi contro il Cagliari è stato ai limiti della perfezione per quasi un’ora, perché sul 3-0 ha solo pensato a fare la doppietta cominciando a litigare col mondo e mandando a quel paese un po’ tutti quelli che non gliela passavano.

Qualcuno gli faccia vedere i replay, altirmenti ci penso io: l’Inter ha bisogno di questo Icardi.

SPALLETTI 7

Diciamoci la verità: Atalanta e Cagliari sono due sfide che non fanno parte della stessa categoria.

Sin troppo impegnativa la prima (non credo di aver visto mai l’Atalanta in stagione essere così determinata e agguerrita, Europa League a parte), troppo blanda e abbordabile la seconda.

Lui, però, va al sodo e non commette l’errore di tanti allenatori, ovvero pretendere di avere ragione: abbandona la difesa a 3, ripropone la 4 e ritrova tutti i meccanismi, le linee di passaggio, gli aiuti, le sovrapposizioni che contro i bergamaschi erano spariti.

L’impressione è che sia uno di quegli allenatori che amano allenare molto la testa, prova ne è un gesto nei confronti di Cancelo (durante la “pausa Var” sul mani di Andreolli), proprio uno di quei calciatori con i quali pubblicamente non è mai stato tenero.

Ora, però, sotto col Chievo e teniamo alta la barra della concentrazione: perché dopo una goleada è facile che questi si siedano.

Cagliari all’andata è la penultima partita con più di un gol fuori casa (l’altra è Sampdoria di ritorno); dopo la partita di Cagliari l’Inter era seconda a 36 punti (Napoli 38, Juventus 34, Lazio e Roma 32): un girone dopo ci sono ben 9 punti e troppe ambizioni in meno.

Stavolta c’è il traguardo, niente boa: tenere la barra dritta, concentrazione alta.

ARBITRO PASQUA 4

Pazzesco modo di arbitrare: nervosissimo nonostante due squadre “docili” (il Cagliari ha picchiato, sì, ma nessuna delle due ha protestato granché), sempre sul filo dello scontro, con un metro arbitrale osceno (almeno 3 falli clamorosi su Icardi ignorati, un paio di gialli mancanti), con un rigore che tecnicamente c’è e che quindi tu devi dare, senza bisogno di sentirsi troppo sensibile per via del risultato.

Occhio a questo ragazzo che ha già capito come si fa e farà carriera. Tagliavento era uno dei più disastrosi (ricordate le manette di Mourinho?), non parliamo dei primi periodi di Rocchi… oggi sono le punte di diamante dell’Aia.

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TABELLINO

INTER-CAGLIARI 4-0 
(primo tempo 1-0)

MARCATORI: Cancelo al 3′ p.t.; Icardi al 4′, Brozovic al 15′, Perisic al 45′ s.t.

INTER (4-2-3-1): Handanovic; Cancelo, Skriniar, Miranda (dal 38′ s.t. Ranocchia), D’Ambrosio; Gagliardini (dal 37′ p.t. Borja Valero), Brozovic; Karamoh (dal 31′ s.t. Candreva), Rafinha, Perisic; Icardi. (Padelli, Berni, Lisandro Lopez, Santon, Dalbert, Vecino, Eder, Pinamonti). All. Spalletti.

CAGLIARI (3-4-3): Cragno; Romagna, Andreolli, Castan; Padoin (dall’8′ s.t. Lykogiannis), Ionita, Cossu (dal 28′ s.t. Caligara), Miangue; Giannetti, Ceter, Sau (dal 5′ s.t. Faragò). (Rafael, Crosta, Pisacane, Ceppitelli, Kouadio, Tetteh, Han, Pavoletti). All. Lopez.

ARBITRO: Pasqua di Tivoli.

NOTE: ammoniti Giannetti (C), Brozovic (I) per gioco scorretto.

 

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