Chievo-Inter 1-2: il confine tra pazzia e stupidità

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BROZOVIC 6,5

135 tocchi, 113 passaggi: due numeri che testimoniano la centralità di Brozovic nel gioco del’Inter.

Rispetto alle uscite precedenti, però, fa decisamente più fatica e… ne sono felice, e il motivo è presto detto.

Se Brozovic in versione “normale” risulta essere comunque un giocatore utile all’Inter e pericoloso per gli avversari; se risulta essere necessario se non addirittura fondamentale; se arrivi a pensare con frequenza “datela a Marcelo” vuol dire che non è più un’illusione, non è un amore passeggero: Brozovic ha trovato casa e lì ci sta benissimo.

Con Gagliardini è lui che deve stare più staccato, e questo lo limita un po’; con Borja Valero è lui, invece, a sganciarsi di più e stavolta trova non solo un paio di passaggi interessanti ma anche un tiro velenoso che D’Ambrosio e Perisic convertono in oro.

In settimana l’approfondimento che gli avevamo promesso.

KARAMOH 6+

Il “+” è per l’azione del gol, ma vive una partita di una normalità… confortante.

In una situazione in cui non riesce a incidere più di tanto, in una partita in cui ti vien da dire facilmente che “non è giornata”, non essere dannoso e, anzi, rendersi utile è uno step necessario per “diventare grande”, qualunque cosa gli possa significare per il futuro.

Meno nel vivo dell’azione, più disciplinato, ancora da sgrezzare in fase di tiro: nel primo tempo l’occasione da gol su sponda di Rafinha era davvero ghiottissima.

RAFINHA 7,5

Mezzo voto in più per i due assist, uno per Karamoh e l’altro per Perisic.

Fatta eccezione per certa difficoltà nella corsa e nello scatto, che si traduce in una discreta lentezza nel progredire della corsa stessa, vederlo è un piacere: prende palla e la porta a spasso più o meno come vuole, sbagliando poco e finalmente rimanendo sopra il 90% di precisione nei passaggi.

Se lui riesce a trovare spazio, l’Inter gioca diversamente: la sua qualità nel “galleggiamento” negli half space è cosa che nessun altro nerazzurro ha e che ai centrocampisti serve davvero tantissimo per trovare appoggi e verticalità.

Poi arriva anche una palla decisiva, il secondo assist consecutivo: fondamentale.

PERISIC 7

L’Ivan più attaccante che ala, quello che vuole spaccare le partite in due anche da solo; quello che, anche se ha il pallone tra i piedi, è più veloce di qualunque compagno in campo; quello che sotto porta si fa trovare pronto e segna.

11 gol e 9 assist: se non avesse avuto quella lunghissima pausa di quasi 3 mesi a quest’ora lo staremmo venerando…

ICARDI 6+

Anche lui partita per larghi tratti “normale”, però si fa trovare di più dai compagni, conquista un paio di falli, fa qualche sponda in più del normale.

Contro squadre che si difendono a 3 è ancora più necessario che lui sappia tirarsi fuori dalle marcature, altrimenti diventa tutto più prevedibile.

I compagni si stanno anche abituando bene, perché 3 o 4 volte lo cercano in appoggio mentre lui va in profondità: ragazzo, questa è la via giusta.

Sul gol si fa trovare prontissimo: gol pesantissimo.

VECINO 5,5

La ruggine c’è e si vede sin dal primissimo tocco, dai primissimi movimenti.

Grave l’errore sul gol del Chievo, anche se l’azione era viziata da un fallo clivense nei suoi confronti.

SANTON 5,5

Fa un fallo stupidissimo al limite dell’area, vicino al calcio d’angolo, che costringe l’Inter in difesa per 2 minuti abbondanti: quando dire “fallo inutile” è dire davvero molto meno della realtà.

Nell’ultima azione sbaglia ben due volte, concedendo due cross semplici: nel secondo ha l’aggravante di non aggredire Birsa dopo la caduta di Perisic, lasciandogli il cross a rientrare, lui che è un sinistro purissimo e anche educatissimo.

 

 

L’impressione è che all’alzarsi dell’asticella mentale lui imploda: a parte la considerazione sull’altezza e le qualità di testa, Dalbert è davvero così messo male da non meritare neanche i minuti di questo Santon?

CANDREVA SV

Avrebbe dovuto e potuto gestire meglio l’ultimo pallone, non per forza a Icardi che forse era in fuorigioco.

Azione che, però, nel complesso rischiava di diventare troppo determinante.

SPALLETTI 6

Partiamo da un presupposto: nel complesso della gara, l’Inter ha meritato di vincere per come ha gestito per larghi tratti la gara, anche se ha concesso sin troppo a un Chievo che, vista la classifica e la distanza tecnica con l’Inter, avrebbe comunque meritato di più.

Solo che si assegnano 3 punti e non 4, quindi prevale il merito dell’Inter.

Il voto di Spalletti è semplice: partita che, fosse finita poco prima dell’ingresso di Santon, gli vedeva in pagella un bel 7 pieno per il coraggio di rischiare nuovamente Karamoh, per i movimenti di Icardi, per il centrocampo più tecnico che aveva a disposizione, per non aver ceduto alla tentazione della difesa a 3.

 

 

In una sola mossa riesce a rinnegare tutto il buono che gli si riconosceva fin lì.

Il motivo? Difficile credere che il semplice inserimento di Birsa possa avere scatenato questo effetto domino, anche se la contestualità del cambio (entrambi al 22esimo, prima Birsa e poi Santon) fa pensare male.

Se anche fosse così, però, sarebbe stato decisamente più utile passare a un centrocampo a 3, magari con Cancelo interno per consentirsi nell’intermedio un uomo avvezzo alle fasce.

L’ingresso di Santon confonde la squadra, che avrebbe sì la possibilità di triplicare in contropiede, ma perde distanze e misure, non trova più la sua comfort zone: quando poi è più necessario usare la testa, ovvero sull’1-2 negli ultimi 5 minuti, vengono a mancare tutti gli automatismi.

Questa squadra l’ha dimostrato ampiamente: non è portata per difendere a 3. La domanda è perché insistere, prima con l’Atalanta e poi qua a Verona: lì costò dei punti, qui avrebbe potuto.

Se vale per i giocatori, a maggior ragione per Spalletti: da qui a fine anno il tasso di tolleranza degli errori è zero.

 

 

VALERI 7

Di gran lunga il miglior arbitro visto arbitrare l’Inter nel 2018 .

Le due squadre si affrontano con molto fair play, pochissimi contrasti sopra le righe, appena un paio di cadute esagerate, toni della partita all’insegna della sportività.

Lui, che sa perdere facilmente le staffe, ci sguazza felice e arbitra una partita sostanzialmente perfetta se non fosse per l’errore, grave, del fallo di Castro su Vecino non fischiato e che porta al gol clivense.

Nel contesto dei 90 minuti, però, è un errore perdonabile perché gli fa da contraltare la scelta intelligente di non assecondare la fretta del suo assistente sul gol di Icardi: quello gli segnala un fuorigioco che non c’è e Valeri decide di seguire le indicazioni ufficiali sul Var, aspettando che l’azione finisca.

In effetti il fischio arriva dopo, la consultazione necessaria ma positiva per l’Inter.

Visti i chiari di luna quest’anno, un colpo da fuoriclasse. Abbiamo malpensato invano, per questa volta…

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CHIEVO (IN BREVE)

SORRENTINO 6,5

CACCIATORE  6+

BANI 6

TOMOVIC 5,5

JAROZYNSKI 6

CASTRO 6,5

HETEMAJ 6,5

RIGONI 6

RADOVANOVIC 6

GIACCHERINI 6,5

BIRSA 7

INGLESE 5

PUCCIARELLI 6

STEPINSKI 6,5

TABELLINO

CHIEVO-INTER 1-2 
Reti
: Icardi (I) al 52′, Perisic (I) al 61′, Stepinski (C) al 90′. 
CHIEVO
 (4-4-2): Sorrentino; Cacciatore, Bani, Tomovic, Jaroszynski (dal 15′ st Castro); Hetemaj, Rigoni, Radovanovic, Giaccherini (dal 22′ st Birsa); Inglese, Pucciarelli (dal 38′ st Stepinski). A disp: Seculin, Confente, Dainelli, Gamberini, Stepinski, Cesar, Castro, Birsa, Depaoli, Pellissier, Meggiorini, Bastien. All: Maran.

INTER (4-2-3-1): Handanovic; Cancelo, Skriniar, Miranda, D’Ambrosio; Borja Valero (dal 32′ st Vecino), Brozovic; Karamoh (dal 22′ st Santon), Rafinha, Perisic (dal 44′ st Candreva); Icardi. A disp: Padelli, Berni, Lisandro, Vecino, Ranocchia, Santon, Eder, Dalbert, Candreva, Pinamonti. All: Spalletti. 
Arbitro
: Valeri di Roma. Note: Ammoniti Cancelo (I), Pucciarelli (C).

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