Inter-Sassuolo 1-2: traditi sul più bello

Terza parte

KARAMOH 5

Entra con la voglia di distruggere il mondo intero e si mette ad affrontare Rogerio con l’insistenza di chi non ha capito che di fronte si trova un muro: lui ci sbatte e dopo 3 o 4 testate rimane tramortito sparendo dalla partita.

Anche perché dopo i primi cinque o sei scatti era già in affanno,

Da centrale ha provato anche una buona soluzione a rete da fuori area, ma è troppo poco.

Il fatto che sia il dodicesimo uomo quando è necessario cambiare le cose la dice lunga sulle carenze della rosa…

ICARDI 2

La peggiore partita in nerazzurro sotto ogni punto di vista.

Ovviamente non si è fatto perdonare.

Questa è una di quelle partite in cui tutto l’impianto pro-Icardi scricchiola pericolosamente, perché si basa comunque sull’assunto che lui la mette dentro, i gol li fa (e i numeri sono incontestabili) e che basterebbe dargli occasioni con continuità per fargliene fare 50.

Ora, è chiaro che sarebbe ingiusto far assurgere questa partita a modello universale per giudicare Icardi, almeno non in termini assoluti.

Sembra chiaro, però, che tutti i discorsi che avete letto qui durante la stagione sembrano essersi convogliati in questa unica partita.

Ovvero: che se Icardi decide di giocare a modo suo, e non come gli si chiede da più parti, e in primis Spalletti, se non segna si rivela un uomo in meno per l’Inter.

Con l’aggravante che se poi sbagli gol e partite come questa o quella del derby è facile che la fronda “anti” ti indichi come uno dei maggiori responsabili… e hai voglia di fargli vedere numeri e numeretti di gol, assist e occasioni.

Perché la partita di Icardi si può riassumere in una sola parola o, se volete, in 6: disastrosa, la sua peggiore partita in carriera.

Badate bene che gli avrei perdonato tutti i gol sbagliati, uno per uno, se avesse giocato con e per la squadra, cosa che non è avvenuta, a partire da quello che trovo un atteggiamento odiosissimo, uno di quelli che mi fanno venire il dubbio: ma com’è che ancora qualcuno non lo ha legnato a dovere?

Perché che fosse una partita storta ce lo ha raccontato il suo linguaggio del corpo sin dai primi minuti, con un continuo lamentarsi e sbracciare verso i compagni, uno sbuffare continuo in campo che ha esasperato me dalla tv, figuriamoci i compagni in campo.

Diremmo “97 minuti di lagna e sbracciate verso i compagni” se non fosse che dopo qualche gol sbagliato ha smesso per ovvie ragioni.

Non ha tenuto su un pallone, non sono arrivato a segnare neanche una punizione per far salire la squadra, non ho conservato traccia di una sponda ai compagni dalla trequarti in su: insomma, una di quelle partite in cui si infogna al centro tra i due difensori avversari e non ne esce più, in attesa solo della palla da buttare dentro.

Solo che poi non la butta dentro.

E allora quel non partecipare, quel non collaborare mai, quel rientrare una sola volta in 97 minuti diventano macigni enormi non solo sulla sua prestazione ma anche e soprattutto sulla sua leadership in campo che evidentemente non c’è e, così, non potrà mai esserci neanche con 7 fasce di capitano addosso e anni di militanza alle spalle.

Prima ancora che i gol sbagliati, quindi, pesano gli atteggiamenti in campo, quel mancato sostegno ai compagni che in giornate come questa si esasperano soltanto e arrivano a livelli di inaudita insopportabilità.

Non vince neanche un duello che sia uno, fatta eccezione per quella specie di rimpallo che crea l’occasione di Eder, ma sembra tutto davvero casuale.

Ovviamente questo dipende anche dal fatto che l’Inter non ha antidoti alle giornate di merda di Icardi, non ha anticorpi, e quindi il peso specifico di quel singolo giocatore diventa enorme all’interno di una intera stagione:

Poi ci sono i gol sbagliati, di cui tre davvero clamorosi, di quelli inspiegabili… che non è tanto sbagliare in sé, che ci può anche stare quando trovi davanti il miglior Consigli di carriera: è proprio l’atteggiamento con cui ci va a essere inspiegabile. Molle, superficiale, quasi ai limiti del presuntuoso.

Dei gol sbagliati, uno glielo si perdona facile perché è un terno a lotto tra lui e il portiere e Consigli azzecca la parata della vita. Ma quello che sbaglia da dentro l’area piccola è il più imperdonabile di tutti:

L’altro, invece, al secondo posto della classifica delle nefandezze, per certi versi è ancora più grave perché non ha lo sviluppo casuale e imprevisto/imprevedibile del precedente, per il quale magari potrebbe resistere la giustificazione della sorpresa… no, questo è uno di quei casi in cui i commentatori si sprecano con il solito “rigore in movimento” (perché tale è, in effetti), una di quelle occasioni che non puoi sbagliare.

La cosa che nessuno ha fatto notare è che probabilmente la palla sarebbe persino finita fuori, tanto male l’ha impattata. E errori del genere li commetti solo se mentalmente sei fuori dalla partita:

Se a fine partita è rimasto questo senso di tradimento da parte di qualcuno, Icardi sembra il maggior colpevole. Perché quegli atteggiamenti in campo glieli perdoni quando poi fa gol, quando poi si rende indispensabile: altrimenti no e diventa facile bersaglio di critiche.

L’Inter in questo momento non è una grande squadra e ha bisogno di 11 calciatori che giochino tutti insieme sempre: Mauro ha mostrato di potere fare quel lavoro che gli chiede Spalletti e che più volte qui abbiamo sottolineato (sia nella carenza sia nella presenza), ma evidentemente le sirene di chi gli dice che l’importante è solo fare gol sono più importanti di tutti i discorsi su squadra, unità, obiettivi comuni etc…

Ma così val bene per la classifica cannonieri e per i record individuali, per i gol personali che ha fatto, fa e continuerà a fare: le squadre, però, hanno bisogno anche di altro.

RAFINHA 8

Un voto che vuole anche essere polemico, perché è l’unico che ha la testa giusta per queste situazioni, l’unico che ci mette dentro quel quid in più che ti fa credere che tutto sia possibile.

La partita è stata gigantesca sotto ogni punto di vista, anche se l’aggettivo è commisurato alla prestazione dei compagni. Una buona partita, in senso generale, con tante piccole buone cose, alcune anche importanti: senza questo Rafinha sarebbe stata un’Inter senza senso, incolore, tramortita dalla propria incapacità di essere squadra.

Ha ricoperto zone vastissime di campo, ha anche sbagliato un filo troppo rispetto a quanto necessario in queste occasioni (6 palle perse), ma uno che ti sbaglia solo 7 passaggi su una quantità industriale di palloni complicati dati ai compagni è da lode piena e senza alcuna recriminazione.

Alla fine è l’ultimo ad arrendersi, anzi, è l’unico che proprio non si arrende mai nonostante i crampi, come quando a partita quasi finita si inventa una serie di dribbling zoppicanti in area neroverde portando l’ennesimo pericolo.

Il gol è solo il suggello a una prestazione maiuscola soprattutto dal punto di vista emotivo e caratteriale: la leadership morale dell’Inter è tutta sua.

Salvatelo, clonatelo, proteggetelo. Ma soprattutto, riscattatelo.

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