#LazioInter: ci siamo noi, proprio lì dove meritiamo d’essere

Pagelle Lazio

LAZIO 7

Fa la partita che ci si aspettava: palla lunga e tante ripartenze. In più ci mette tanto pressing alto che non era nel conteggio e questo alla fine sfianca: il dazio da pagare è altissimo.

INZAGHI 5,5

Ha due limiti enormi che rischiano di vanificare il grosso del lavoro svolto, che è certamente buono.

Il primo è che sembra subire l’allenatore avversario, non riesce quasi mai a dargli “paga”: se c’è una variazione in corsa, lui interviene raramente e male.

Inoltre, lui è stato oggetto di critiche da parte dei tifosi laziali, e di qualche raro giornalista, per la gestione dei secondi tempi nella stagione precedente: quest’anno è andata decisamente meglio nel complesso dell’ultima mezz’ora (12 gol subiti), ma dei 49 gol subiti, ben 29 arrivano nel secondo tempo, 17 nel primo quarto d’ora della ripresa.

Questa sua considerazione è del dicembre 2016…

 

Grave, gravissimo l’errore di ritardare i cambi e di sbagliarli tutti, Radu escluso perché aveva un fastidio fisico.

Sbaglia a tenere in campo Lulic, che talvolta non è proprio lucidissimo, che era ammonito e evidentemente il più stanco di tutti.

Gravissimo togliere immobile per inserire Lukaku e lasciare dentro il solo Anderson in attacco: l’intento era di sfruttare il contropiede, nella realtà si è tramutato in un suicidio visto che il buon Felipe era esausto e non gli è arrivata più una palla decente.

In panchina c’era Caicedo, certamente non il massimo della vita: ma era quello che sarebbe servito in quel contesto.

Unica cosa veramente positiva: le dichiarazioni post partita che non alimentano alcuna polemica, anche perché non c’è nulla da penalizzare.

La Lazio fa 20 punti nelle ultime 12 partite: a quel ritmo è già tanto che se l’è giocata all’ultima partita.

STRAKOSHA 5

Che ha combinato sul gol di D’Ambrosio? A parte la stupida simulazione d’essere colpito là dove non c’è neanche stato contatto, combina un pasticcio clamoroso.

Pasticcio che ripete sul gol di Vecino, che stacca indisturbato a 3 metri dalla riga di porta: non oso pensare cosa avrebbero scritto i tifosi interisti su Handanovic a parti invertite…

Sbaglia, e anche malamente, il rinvio da cui parte l’azione del rigore decisivo.

MARUSIC 6,5

Il suo lo fa, soprattutto in difesa. Ma non è giornata per cercare gloria in attacco, anche perché Anderson sa fare tutto, e bene, da solo.

DE VRIJ 6,5

Una partita praticamente perfetta in cui fa solo due errori: sale in ritardo nell’azione che poi lo vedrà protagonista del rigore su Icardi, entrata sconsiderata e chiaramente istintiva.

Peccato per i laziali, perché fin lì era partita da 8 pieno: fortuna doppia per l’Inter, perché sbaglia e perché si ritrova un difensore da 8 pieno.

RADU 6,5

Un leader silenzioso: esce lui e la difesa laziale entra in confusione.

LUIZ FELIPE 5

Scelta incomprensibile per Inzaghi, che sembra essersene innamorato: sbaglia un gol clamoroso al 6° minuto, si fa ammonire e sbaglia una quantità industriale di cose.

LULIC 4

Prestazione da 7 tonda macchiata da due cose: da capitano, se non ce la fai devi dirlo prima, ed era chiaro che non ce la facesse; il secondo giallo su Brozovic è roba da polli.

MURGIA 6-

Ad un certo punto lo si scopre ridere di gusto della beata ingenuità di Rocchi che gli fischia tutto, anche quello che non c’è: non è atteggiamento che porta lontano, non hai un gran nome e prima o poi smettono di fischiarteli.

Rimane, però, il punto di equilibrio su cui si fonda la capacità di attaccare di Milinkovic Savic. Certo, non è Parolo, ma è utile…

LEIVA 6,5

Gioca a scartamento ridotto e dentro un cerchio che sembra avere le pareti, ma è sempre stato questo genere di giocatore: in queste condizioni rende moltissimo, soprattutto se il baricentro rimane basso (quello della Lazio sui 48 metri, sui 52 quello dell’Inter).

Si perde, però, nel finale quando non trova più la posizione giusta: in assenza del riferimento Rafinha, il suo contributo difensivo scema.

MILINKOVIC SAVIC 7

Un’iradiddio.

Inzaghi lo costringe ai lavori forzati visto che lo cercano costantemente di testa: alla fine non ne ha più e si schianta.

Ma l’Inter non trova mai le misure per opporglisi, neanche palla al piede: in questa Serie A è l’unico vero grande fuoriclasse a metà campo.

FELIPE ANDERSON 7,5

Era il nemico numero 1 e nemico numero 1 è stato: pazzesco per tutta la partita, bravo nello stretto e nel lungo, a campo aperto è letteralmente illegale.

Inter, uno così sarebbe oro colato…

IMMOBILE 6

Si muove molto ma può fare poco, viste le condizioni fisiche.

LUKAKU 6

Sarebbe servito prima al posto di Lulic, sbaglia Inzaghi a non farlo.

BASTOS 5,5

Certo che scegliere tra lui e Luiz Felipe è un gran bello scegliere…

NANI SV

I tifosi laziali probabilmente non lo hanno mai visto giocare in Inghilterra: meglio così, che continuino a pensare sia un fuoriclasse.

TERNA ARBITRALE

ROCCHI 6

Gli va dato atto che tutte le decisioni importanti le azzecca, il problema con lui, però, è sempre quello: nel primo tempo sembra ci siano più ammoniti che falli fischiati, tanta è la sua ansia di farsi rispettare.

Così, quella che era cominciata come una partita fondamentalmente corretta e senza toni così accesi, viene trasformata dal direttore di gara in un match molto più nervoso di quello che sarebbe stato con qualunque arbitro.

Sul mani di Milinkovic Savic mi rimane ancora qualche dubbio, perché dalle immagini non è chiarissimo se il tocco è proprio di spalla o se già c’è un pizzico di braccio: non si configura neanche come chiaro errore e, comunque, nella stessa azione c’è un rigore netto su Icardi (che vedete a terra).

Su alcune decisioni è troppo frettoloso e comunque tende troppo a sovrapporsi al gioco, con almeno una mezza dozzina di movimenti sbagliati, tra cui uno clamoroso con l’Inter in ripartenza nel primo tempo.

Su qualche simulazione ci casca agevolmente, mentre sbaglia clamorosamente la decisione sul contatto Murgia-Miranda: è il centrocampista laziale che, dopo il tiro, colpisce il brasiliano e pertanto non va fischiato quel fallo.

IRRATI E VAR 7

Mea culpa: impeccabili le scelte, soprattutto sul gol di D’Ambrosio che può essere anche visto in ottica diversa da chi ha cattive intenzioni.

Unico errore: non avere visto il fallo su Icardi nell’azione del mani di Milinkovic Savic.

ASSISTENTI 5

Non so chi fosse dei due assistenti, ma uno dei due era chiaramente ansioso di affidare ogni rimessa ai laziali, mai nessun dubbio.

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TABELLINO

LAZIO – INTER 2-3

MARCATORI: 9′ pt Marusic. 29’pt D’Ambrosio, 41’pt Felipe Anderson, 33’st rig. Icardi, 36’st Vecino.

LAZIO (3-5-2): Strakosha; Luiz Filipe, De Vrij (39’st Nani), Radu (31’st Bastos); Marusic, Murgia, Lucas Leiva, Milinkovic-Savic, Lulic; Felipe Anderson, Immobile (30’st Lukaku). A disp: Guerrieri, Vargic, Patric, Lukaku, Basta, Wallace, Caicedo, Caceres, Di Gennaro. All.Inzaghi.

INTER (4-2-3-1): Handanovic; Cancelo, Skriniar, Miranda, D’Ambrosio (Ranocchia al 36′ s.t.); Vecino, Brozovic; Candreva (Eder al 16’st), Rafinha (Karamoh al 23’st), Perisic; Icardi. A disp.: Padelli, Berni, Lisandro, Gagliardini, Ranocchia, Borja Valero, Santon, Dalbert, Pinamonti. All. Spalletti.

ARBITRO: Rocchi.

NOTE: espulsi Lulic (L) per doppia ammonizione al 79′ e Patric (L) dalla panchina per proteste. Ammoniti Brozovic (I), Miranda (I), Luis Felipe (L), Lucas Leiva (L), D’Ambrosio (I), Strakosha (L), Vecino (I).

 

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