#Inter, promossi e bocciati: le pagelle di fine anno (cap. 1)

Seconda parte

PARTITA MIGLIORE

Parte del tifo interista, quello più afflitto da inguaribile ciclotimia, ha la memoria selettiva: ricorda il brutto e fa molta difficoltà a ricordare il bello e quanto di buono fatto.

Difficile dire quale sia in assoluto la partita migliore perché, per rinfrescare la partita della critica costante, ce ne sono state diverse di buon livello, alcune anche di ottimo livello.

L’inter è partita bene, giocando discretamente bene contro la Fiorentina e l’ultima mezz’ora con la Roma, ma poi ha sparso un po’ a caso le prestazioni positive: contro l’Atalanta, il derby e il Chievo all’andata, Verona, Sampdoria, Milan, Cagliari e Udinese al ritorno su tutte.

Ci sono tre partite, però, che meritano di stare sul podio, anche se ce n’è una hors categorié, mutuando un termine ciclistico: la partita di ritorno contro la Juventus è stata probabilmente quella più importante dal punto di vista caratteriale, di squadra, per compattezza; una partita che è stata decisa solo da un arbitraggio scandaloso e che l’Inter non avrebbe meritato di perdere… e che moralmente non ha mai perso.

Tolta quella, il trio è di facile scelta.

Sul terzo gradino del podio c’è Inter-Chievo all’andata, un 5-0 che per certi tratti è stato abbagliante.

Sul secondo gradino del podio, la partita di andata contro la Sampdoria, ma dell’andata. Quella fu una partita che l’Inter poi si è complicata, in perfetto stile “Pazza“, ma che è una straordinaria conferma dopo un inizio stagione in cui media e avversari trovavano argomenti per sminuire le vittorie usando strategie mediatiche tipiche del “reductio ad unum“: nessun merito diffuso, è solo merito di… una volta Handanovic, una volta i pali, una volta Icardi.

Fin lì non era mai stato merito dell’Inter o di Spalletti: con quella prima ora da grande squadra, in cui ha espresso un gioco a tratti bellissimo e convincente, l’Inter si è eretta come un credibile avversario per chiunque. Nel primo tempo l’Inter tirò in porta 13 volte, la Sampdoria zero, tanto che scrissi: “Per un’ora un’Inter che, pur con qualche sbavatura, trova una vicinanza imbarazzante alla perfezione.

L’Inter poi pagò l’uscita di Vecino (voto 7) per un Joao Mario (voto 4) disastroso mentre la Sampdoria metteva dentro gente più dinamica come Caprari e Linetty, ma soprattutto Kownacki che fece ammattire la difesa.

Fu, comunque, un gran segnale al campionato, arrivato giusto dopo il pareggio contro il Napoli, per me al 1° posto tra le partite importanti di questo campionato.

Il perché è presto detto: il cammino dell’Inter fin lì poteva sembrare casuale e si sprecavano i sorrisini nella settimana di approccio al match: l’idea generale era che il Napoli avrebbe fatto a fettine l’Inter.

Invece no, non una prestazione bella in senso stretto, ma consistente, da squadra con grande capacità di rapportarsi a quella che in quel momento era nettamente la squadra più forte e più bella del campionato.

Quella, per me, è stata la sfida più bella sotto molti punti di vista, soprattutto tattici.

Facendo la somma dei voti, ho trovato straordinario che andata e ritorno abbiano una caratteristica insolita: calcolando la media dei voti dei calciatori per singola partita, e facendo di questa la media delle 19 di andata e 19 di ritorno, i numeri globali sono assolutamente equivalenti.

Ci si arriva in maniera totalmente diversa, visto che il ritorno è fatto di partite decisamente più convincenti ma anche di schianti più inspiegabili, mentre l’andata è animata da un percorso più costante.

Alla fine all’Inter è mancato qualcosa in qualche partita in cui avrebbe meritato di più, e queste partite sono soprattutto al ritorno: su tutte, Atalanta, Torino e Milan, tre partite ravvicinate in cui l’Inter ha raccolto 2 punti nonostante ne meritasse 9… avrebbero fatto tutta la differenza del mondo.

PARTITA PEGGIORE

Anche qui è difficile, perché l’Inter ha disseminato prestazioni non convincenti sia all’andata che al ritorno: tra le prime 19, certamente Benevento, Crotone, Udinese e Bologna, partite in cui l’Inter ha raccolto 7 punti senza meritarli granché (e anche questi avrebbero fatto tutta la differenza del mondo… in negativo!), ma anche il pareggio contro il Torino (più per alcune prestazioni individuali che di squadra) merita una citazione, mentre per il ritorno di nuovo Crotone e Benevento.

Quelle che, però, meritano un posto d’onore sono 4.

Contro la Spal al ritorno, in cui c’è una sola sufficienza ed è quella di Skriniar (6+): qui il maggior indiziato è il mister Spalletti, ma registra anche una delle peggiori stagionali di Icardi e Cancelo, con un Brozovic oltre i limiti della sopportazione che mi fece scrivere: ” un inno all’inutilità in campo, sia in fase di possesso che, soprattutto, in fase di non possesso.

A quel tempo eravamo ignari di cosa sarebbe diventato il croato…

Questa è la partita in assoluto la seconda più brutta dal punto di vista puramente “pagellistico”: una delle due in cui la media dei calciatori scesi in campo va sotto il 5.

A pari merito, come bruttezza, ci va la partita contro il Sassuolo dell’andata, la seconda delle partite con la media più bassa: 4,85 di media complessiva.

L’Inter veniva dalla sconfitta contro il Pordenone e l’Udinese che necessitavano di un impegno totalmente diverso per togliere ogni dubbio rilanciare la squadra: niente da fare, il tanto temuto blocco, l’arma finale dei professionisti del “ve l’avevo detto io”, era arrivato.

Quinta partita di fila, tra l’altro, in cui l’Inter subisce un arbitraggio chiaramente parziale, da “due metri e due misure”, con Doveri protagonista.

 

 

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