Atletico Madrid-Inter: la squadra di Spalletti è pronta

Ultima parte

VECINO 6+

Niente di trascendentale ma ottima presenza in mezzo al campo, sia in fase di non possesso che in quella di possesso.

È stata una partita in cui sembra aver provato a velocizzare l’azione, e certo Lautaro Martinez aiuta a tal proposito. Non è un caso che l’azione del gol nasca proprio da questo flusso: Skriniar recupera, appoggia a Politano che dà in mezzo a Vecino.

L’anno scorso l’azione sarebbe fluita verso sinistra, verso il compagno accorrente (in questo caso Asamoah): solo che quest’anno c’è un’opzione in più sulla trequarti, che non sacrifica la profondità di Icardi (anzi, la esalta), e l’azione diventa pericolosa, poi addirittura gol.

Uno col piede educato di Vecino, che gioca sempre palla a terra e non la butta mai si renderà utile per tutta la stagione.

BROZOVIC 6,5

Ammetto che ero curioso di vedere come si sarebbe approcciato alla gara.

Ho impressione che rischiamo di abituarci: il vero Brozovic è questo e speriamo decida di non lasciarci più. Soprattutto speriamo che gli alieni non decidano di rifare a cambio e ci ridiano il vecchio, quello che ha litigato l’ultima volta a San Siro prima di sparire definitivamente.

È ripartita la regia che l’anno scorso ha fatto svoltare la stagione all’Inter: con lui in campo, con questo Brozovic in campo, l’azione è sostanzialmente diversa, l’Inter tutta è sostanzialmente diversa.

Preservatelo.

POLITANO 6-

Ad un certo punto mi scopro ad apprezzare molte scelte che fa anche in fase di non possesso, la buona qualità tecnica, qualche apertura di prima anche di sinistro, quel gran tiro al volo di controbalzo sempre di mancino.

Insomma, la prestazione dell’ex Sassuolo è per molti versi positiva, facendosi notare soprattutto per un buon atteggiamento complessivo quando si parla di ordine tattico e posizionamento in fase di non possesso: è un buon segnale da uno che al Sassuolo ha spesso fatto l’attaccante, discretamente libero da vincoli tattici.

Solo che in fase di possesso palla dell’Inter (non solo suo, quindi) si fa spesso trascinare dall’impeto e sembra improvvisare, voler fare da solo, strafare.

Chissà, forse è anche il condizionamento dovuto alle voci su Keita: dalla prospettiva di giocarsi un posto da titolare con Candreva 31 anni (32 a Febbraio), zero gol all’attivo nella scorsa stagione e con qualche difficoltà ambientale di troppo, è passato a quella di essere quasi certo di essere lui il rincalzo, destra o sinistra che si voglia.

Spalletti lo rimprovera più volte, in un caso si sente chiaramente riprenderlo dicendogli che gioca troppo da solo, che non gioca con i compagni, che non ragiona e ha troppa fretta. Non vorrei ricordare male ma più o meno era un “Non giochi con la squadra, non palleggi mai, vai sempre solo” o qualcosa di simile..

Il ragazzo però non deve scoraggiarsi. Ha buonissimi mezzi tecnici, è bravo con entrambi i piedi, ha capacità di corsa e copertura, sa essere ordinato, può giocare in tutte le zone del “3-1” finale, pure in attacco in caso di necessità come avvenuto col Sassuolo.

Troverà il suo spazio, purché rimanga mentalmente connesso alla squadra.

MARTINEZ 7

Non gli spetta la palma del migliore in campo solo perché arretra meno che nelle precedenti sfide.

Se vuole giocarsi una chance vera di fare coppia fissa con Icardi non c’è alternativa: deve correre di più quando l’Inter non ha la palla.

In fase di possesso, invece, ha confermato tutte le cose buone viste fin qui: di questi tempi non è poco.

Attenzione, il cross di Asamoah è tutto tranne che perfetto come ho letto oggi da qualche parte: il cross è troppo alto e troppo lungo, ma El Toro fa una cosa pazzesca dal punto di vista fisico e tecnico.

Un gol del genere non ti viene bene solo per fortuna.

Su Lautaro, comunque, approfondimento a parte.

ASAMOAH 7+

Prendi 1 e usi per 4 o 5: l’utilità e la poliedricità fatte calciatore, dove lo metti sta.

L’estate è periodo di sconti, ma Asamoah è arrivato molto prima e persino gratis: se fisicamente reggerà sarà uno di quei colpi di calciomercato che ricorderemo a lungo, tipo quando ci regalarono Lucio dalle parti di Monaco di Baviera.

Lui sbaglia pochissimo e mostra di avere quella personalità tipica di chi è abituato a stare in una squadra che vince spesso: ora gli tocca trasferire l’esperienza ai compagni.

Se tatticamente risulta essere il più intelligente, il più utile e il più efficace di quelli in campo, tecnicamente non ha nulla da invidiare a nessuno: bravo nello stretto palla al piede, bravo a cercare la profondità palla a terra, davvero buono nei lanci e nei cross.

Paradossale ma il meno riuscito è quello che fa segnare Lautaro.

ICARDI 6,5

Lui rientra di diritto nell’approfondimento su Lautaro, quindi approfondiamo domani.

Rimane una prestazione maiuscola da tanti punti di vista, con tanto movimento e sacrificio per i compagni: il fatto che tiri in porta una sola volta non è di per sé un segnale negativo, anzi… in questo caso appare l’esatto contrario.

Non sempre preciso nelle sponde e negli stop, ma mettiamoci anche che fisicamente ha bisogno di più tempo rispetto ai Lautaro e Politano di turno per entrare in forma.

Se avesse segnato il gol nel primo tempo sarebbe venuto giù lo stadio: peccato, perché bastava alzarla di altri 20 centimetri…

SPALLETTI 7

Fa di necessità virtù, ovvero rinuncia al suo prediletto (Perisic) senza però snaturare la squadra. Adatta, questo sì, l’Inter ai suoi desiderata, piega il 4-2-3-1 alle esigenze dei singoli, e spesso piega le stesse alle sue esigenze, quelle di tecnico.

Rispetto all’anno scorso sembra più convinto.

Il calcio di agosto gli regala un’ultima Inter a tratti bella, a tratti convincente, con alcune cose da sistemare ma che si può dire pronta per affrontare l’inizio di stagione: nella realtà nessun allenatore la sente mai al 100% pronta per sprintare e le squadre come il Sassuolo generalmente prediligono una partenza rapida per mettere fieno in cascina.

A maggior ragione se all’appello mancano pezzi importanti di squadra come Nainggolan, Perisic, Vrsaljko e il prossimo nerazzurro Keita Balde: quella che vedremo nella prima non sarà certo l’Inter definitiva, come non lo è oggi.

Ma l’Inter c’è e quel che c’è basta per questo inizio di stagione: questo è quel che conta. Poi dei problemi di scelta, di abbondanza, tattici etc… avremo modo e tempo di discuterne più avanti.

Per adesso possiamo solo dire che è già una buona Inter e ne mancavano tre, più Keita dato per fatto: se poi arrivasse il ciliegione sopra la torta…

TUTTI GLI ALTRI

Nessun voto perché troppo rivoluzionata la squadra rispetto alla sua vera natura, ingiudicabili.

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