#SassuoloInter e le pagelle malpensanti

Ultima parte

LAUTARO MARTINEZ 5

Imballatissimo rispetto alle ultime uscite, probabile segno di una scelta precisa di Spalletti in ordine alla sua specifica preparazione fisica: non si può cambiare, nell’arco di pochi giorni, da una discreta brillantezza alle difficoltà viste contro il Sassuolo senza alcuna ragione.

Ha faticato moltissimo a trovare la posizione, anche perché, come vedremo, Icardi ha deciso di cannibalizzare la zona centrale, e solo la zona centrale, senza offrire mai al compagno di reparto una variante che fosse una: nel primo tempo Lautaro ha vagato per il campo, ma lontanissimo dalla porta, mentre nel secondo ha provato a stare in zona più centrale e più vicino alla porta, senza però riuscire a essere determinante.

Nulla di grave, nel complesso, perché il campo pessimo lo ha pagato come e più di tutti gli altri, così come la predisposizione di Mariani a farlo picchiare: alla fine conquista comunque 5 punizioni, ma altre 3/4 perse per strada secondo il metro ballerino dell’arbitro.

Di buono c’è comunque che lotta e non si dà per vinto (esce vincitore nella maggior parte dei contrasti) e questo è probabilmente il segnale più confortante: partita storta sì, ma predisposizione buona.

ASAMOAH 6,5

Nel primo tempo si vede troppo raramente a dare sostegno a Dalbert, lui che dovrebbe giocare ala sinistra e invece si trova più spesso con l’eccesso di tendenza ad accentrarsi, anche se in mezzo non trova sponde, trova pochissimi palloni, non trova soluzioni.

Tra tutti è quello ci mette la sciabola sempre: ottima la capacità di lettura dell’azione (5 palle intercettate), perde solo 4 duelli su 13, sbaglia relativamente poco (88,5% di precisione nei passaggi) e comunque lo “vedi” sempre.

Nel secondo fa il terzino, meglio di quanto non faccia Dalbert anche per il sostegno costante di Perisic, anche se l’impressione generale è che al momento sia il compagno ideale per Brozovic a metà campo, dove può rendersi utile anche per quella buona tecnica che gli si riconosce e che ha mostrato in queste settimane.

ICARDI 4,5

Zero-falli-subiti-zero, zona di gioco centrale e solo centrale, tante sbracciate ai compagni, sbuffate e rimbrotti.

Tutto tranne che l’atteggiamento giusto da capitano, in una partita di quelle che se non segna non può che avere un voto sotto il 5.

Non mi stancherò mai di ripeterglielo: se qualcuno gli suggerisce che quello è l’unico modo per fare gol e per “diventare grande”, lui prende il suggerimento sbagliato.

Ed è un peccato, perché nel precampionato con Lautaro si erano viste cose interessanti, mentre col Sassuolo le combinazioni si possono contare sulle dita di una mano… monca.

C’è una azione del secondo tempo, spero di recuperarla, in cui arriva palla a Asamoah, sulla trequarti nerazzurra, e lui è già imbottigliato al centro sulla trequarti avversaria, con un piede in fuorigioco: lo vedi alzare la mano per chiedere un passaggio in profondità che neanche il migliore dei Veron si azzarderebbe a fare, e un istante dopo lamentarsi del compagno che non l’ha servito.

Cui prodest, Mauro?

Vero è che, nel capitolo falli subiti, c’è lo zampino di Mariani, che gli nega un rigore e mezzo che altrove avrebbero generato scandalo e vergogna all’arbitro con lapidazione in pubblica piazza; ma è anche vero che non dà mai l’impressione di impegnarsi e nel secondo tempo è decisamente peggio che nel primo.

Questo Icardi così, però, non è utile alla squadra e quest’anno esistono delle alternative: il mio obolo su qualche sostituzione in più rispetto al passato.

Se l’è scansata domenica, non credo riuscirà molte volte nel futuro.

PERISIC 6,5

Entra lui e l’Inter cambia nella sostanza, nella forma e nella pericolosità.

In 45 minuti fa più cose lui che il resto dell’attacco messo insieme, tra l’altro fornendo a Icardi un assist al bacio che l’argentino non sfrutta solo perché trattenuto da Lirola prima dell’impatto col pallone.

Non sembra così scarico come sembrava, vista la panchina: per la prossima non c’è dubbio, titolare sicuro.

KEITA 6

Ammetto che mi è sembrato appesantito e un po’ “culone” rispetto a quanto visto con la Lazio, ma è sembrato comunque già in discreta forma.

Si sbrighi, perché c’è bisogno anche di lui.

KARAMOH SV

SPALLETTI 4,5

Commette degli errori nella formazione iniziale che mettono l’Inter in difficoltà anche se, visto il precampionato, erano le scelte più logiche da fare. Le scelte più logiche, però, non sempre sono per forza le migliori.

Azzecca il cambio Perisic-Dalbert, perché dà all’Inter quelle profondità e pericolosità che mancavano nel primo tempo. Comprensibile anche il cambio Keita-Lautaro, anche se ammetto che probabilmente avrei visto meglio altro, solo che io ho la fortuna di decidere a cose fatte, a maggior ragione in una partita che ho visto con quasi 12 ore di ritardo (arigrazie, Dazn).

Incomprensibile, invece, quello di Karamoh per Brozovic: non tanto per il croato (resta Vecino perché più bravo di testa, ormai lo sapete), ma perché probabilmente sarebbe servito provare qualche tiro da fuori invece che avere tanti solisti in campo.

Urge correggere qualcosa, panchinare Miranda, reinserire Perisic, buttar dentro un terzino di spinta a destra (e ce l’hai, si chiama Vrsaljko) e dare chances a Asamoah in mezzo, visto che è l’unico in forma smagliante: lo metti là dove serve.

Tutto chiaro? Dai, era solo la prima.

SASSUOLO 8

Parte come una squadra ultra-sottovalutata, ma le idee di De Zerbi (mi) piacciono eccome.

Nel primo tratto di match il Sassuolo ha ubriacato l’Inter col possesso palla, quasi esclusiva del Sassuolo nei primi 5/10 minuti, ancora largamente dei neroverdi nei primi 20, senza cederlo di schianto solo per via del vantaggio. Nel finale, invece di una squadra impaurita, ansiosa e “sparacchiante”, si è vista una squadra che ha fatto correre l’Inter appresso al pallone: niente da dire, chapeau.

Ha fatto la partita che immaginavo, alternando pressing alto e attesa, possesso palla e ripartenze rapide. Ha costruito il successo sulla buona capacità dei suoi di tenere palla, su tutti un Magnanelli ai limiti della perfezione col 98% di precisione nei passaggi.

Qualche tifoso dell’Inter si è lamentato di quel famoso centrocampista che mancherebbe all’appello, solo che faccio fatica a capire come si possano fare questi discorsi quando affronti Magnanelli, Bourabia e Duncan. E faccio fatica a capire come un Barella (perché quello sarebbe stato, non Rafinha che il Barcellona darebbe in prestito a chiunque tranne che all’Inter) avrebbe cambiato le sorti di un match del genere.

Insomma, per certe lamentele ripassare un’altra volta.

CONSIGLI 7

LIROLA 6,5

MAGNANI 7

FERRARI 6

ROGERIO 6

DUNCAN 7

MAGNANELLI 8

BOURABIA 6,5

BERARDI 7

BOATENG 6

DI FRANCESCO 6,5

DE ZERBI 8

ARBITRO MARIANI 2

Una indecenza: due metri e due misure, con troppe sanzioni rimaste nel taschino (compreso un possibile secondo giallo a Miranda, ma il primo sul rigore è inesistente).

Sbaglia nel rigore assegnato ma, se lo dai, devi dare quello su Asamoah e ce ne sono un altro paio durante la partita: metro onesto sarebbe stato dare solo quello sul ghanese.

Il nuovo protocollo gli favorisce l’arroganza che spesso mostra nel gestire le partite con un piglio lontanissimo dall’autorevolezza degli arbitri migliori.

Solo che evidentemente al designatore piace così: dopo una stagione come la scorsa, qualunque altro designatore si sarebbe dimesso, lui resta lì con la sua scienza perfetta e i suoi arbitri inefficienti.

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