#BolognaInter, analisi tattica e pagelle malpensanti

Le pagelle

PAGELLE

HANDANOVIC 7

Dopo il 2 suonatissimo (sì, lo so, le pagelle scorse non sono uscite ma per lo storico daremo comunque i “numeri”) della volta scorsa, si riscatta con almeno 3 interventi che consentono all’Inter di rimanere in piedi.

La strada per farsi perdonare è lunga ma è già cominciata.

D’AMBROSIO 6+

Chiunque pensava di liberarsene è rimasto servito: finché potrà, Spalletti non se ne priverà facilmente, anzi.

Perché è uno che gli garantisce equilibrio, che difende, che sa adeguarsi a 3 se necessario. Spinge poco ma soffre meno dei compagni dirimpettai di sinistra se il suo uomo sulla fascia lo aiuta a fasi alterne.

Spesso nel vivo dell’azione, tocca molti palloni e ne spreca meno rispetto ad altre partite.

DE VRIJ 6+

Con Santander ingaggia una lotta corpo a corpo che non sempre lo vede vincitore, tanto che dopo un paio di occasioni si decide a aspettare l’avversario piuttosto che affrontarlo direttamente.

In qualche caso mantiene una posizione non perfetta, lasciando che gli prendano il tempo alle spalle: buon per l’Inter che l’ultimo passaggio è sempre stato sbagliato da parte dei centrocampisti rossoblu.

Nell’azione del colpo di testa di Santander se lo perde, ed è un errore grave che gli vale comunque qualcosa meno nel voto finale.

Ha un piede migliore del compagno di difesa, soprattutto quando si tratta di lanciare, cambiare campo o cercare soluzioni alternative: solo che cerca meno la palla ed è meno appariscente.

SKRINIAR 7

Il secondo vero regista dell’Inter è lui e sta imparando a gestire questa sua qualità del passaggio filtrante anche da sinistra.

Ha ancora qualche difficoltà nell’affrontare gli avversari che lo puntano, si vede proprio da come mette il corpo, ma sta imparando anche questa.

Qualunque cosa passi dalla sua parte rimbalza e fa una partita sostanziosissima, soprattutto perché è lui a chiudere alle diverse sbavature di uno stranamente impreciso Asamoah.

Il conteggio dei duelli recita 10 vinti, 2 persi, di cui però non c’è traccia nelle ferite interiste: insuperabile più del famoso tonno.

ASAMOAH 6-

Per un terzino il conteggio palle perse/guadagnate non è così fondamentale, a meno che le tue palle perse non arrivino per ingenuità clamorose che rischiano di diventare un pericolo per la squadra.

Attacca poco, nel primo tempo quasi solo presenza fisica senza quasi mai provare a girarsi rapidamente per mettere in difficoltà il centrocampista o l’esterno in chiusura, nonostante di spazio ne avesse più che a sufficienza. Nel secondo addirittura meno di D’Ambrosio.

Interpreta il ruolo come un centrocampista di contenimento e questo alla lunga potrebbe essere un problema per l’Inter: nella partita di ieri è stata anche una risorsa, perché appoggio sicuro al quale si sono affidati spesso i compagni, ma quelle 4-5 palle perse pesano e pesano tantissimo nell’economia del voto.

BROZOVIC 6,5

La bella sorpresa della normalità brozoviciana, quella che non ti stupisce con gli effetti speciali… anzi, ne sbaglia almeno una decina semplici in fase di impostazione, ma si rende utilissimo in fase di non possesso.

Una sola palla persa da contrasto, ma poteva essere pericolosa, alla quale contrappone ben 6 recuperi: il conteggio alla fine è più che positivo.

Probabile che si stia gestendo fisicamente, il che è aspetto ancora più lodevole perché manifesta una maturità sulla quale non scommetteresti…

GAGLIARDINI 6+

Probabilmente l’unica vera insufficienza del primo tempo, probabilmente nella top 3 del secondo: la partita di Gagliardini è tutta qui, in questa dicotomia di prestazioni tra le due frazioni di gara.

Quando gli altri hanno fiato per correre, lo fanno più di lui; quando gli altri si fermano, lui ne ha ancora e emerge con prepotenza, in qualche caso anche da dominatore della metà campo grazie a un fisico che si fa sentire sulle palle alte del Bologna, probabilmente il vero motivo per cui Spalletti lo ha preferito a Vecino: nel secondo tempo sistema la statistica dei duelli vinti che comunque lo vede in difetto, con 4 duelli/contrasti vinti, 8 persi.

Il motivo principale della sofferenza nel primo tempo è dovuta a una posizione necessariamente più alta, tanto da costringerlo spesso a rincorse affannose dietro in quelle rare volte che il Bologna è riuscito a ripartire: paga ancora un piccolo ritardo di condizione per via della costituzione fisica.

Più libero di avanzare, crea qualcosa, rischia anche di segnare, si inserisce in area (peccato per la misura di un assist d’esterno di Keita) e ci prova sempre: in compenso sbaglia relativamente poco e soprattutto recupera diversi palloni, almeno tanti quanti Brozovic.

Dal punto di vista fisico gli manca solo brillantezza, visto che risulta essere il secondo interista come numero di chilometri macinati, alle spalle dell’incredibile Brozovic.

NAINGGOLAN 7

Non molto nel vivo dell’azione, ma pretendere di più sarebbe ingiusto per uno che ha saltato buona parte della preparazione per via dell’infortunio.

L’interpretazione del ruolo cambia col passare dei minuti: da centrocampista aggiunto diventa sostanzialmente seconda punta.

Se questo comporta qualche scompenso nella manovra offensiva, dall’altra parte garantisce all’Inter un pressing più alto e più efficace.

Lui, però, è stato preso soprattutto per due ragioni: per portare a questa squadra una dose di carisma e carattere che mancavano, ma soprattutto per la capacità di spaccare le partite con i suoi gol.

Detto, fatto.

Per cose “più belle” c’è e ci sarà tempo.

POLITANO 7

Ohi ragazzo, stai facendo ricredere un bel po’ di gente!

Certo, i più testardi saranno ancora lì a rimpiangere i Di Maria, ma la verità è che un giocatore come Politano, mancino ma bravo anche di destro, testa sulle spalle, utilità sempre come concetto di base, mancava.

Per gran parte del match è lui a provarci, tanto che è l’unico con una percentuale di passaggi sotto l’80% in una partita in cui l’Inter arriva al 90%.

Ci prova anche da fuori un paio di volte, entrambi ribattuti, non sempre preciso (eufemismo) nei cross, ma è di certo la mina vagante, la minaccia incombente per l’avversario: tanto che è lui a inventarsi il corridoio per Nainggolan.

Pericolosità e utilità: è lui il terzo chilometri percorsi.

Intanto in tre partite mette a segno due assist e il gol arriverà, presto o tardi: niente male, ragazzo!

 

PERISIC 7

In realtà meriterebbe un 6,5, perché sparisce per troppo tempo, perché ancora è in ritardo di forma, perché lascia troppo solo un Asamoah che invece avrebbe bisogno di maggior sostegno.

Solo che chiude la partita con un assist al bacio, segna, rischia di farne altri due durante la partita, quasi azzecca il cross buono (il resto, però, lo sbaglia tutto)  e ti accorgi che questa squadra non ne può fare proprio a meno.

Spalletti lo sa e ci si prepara alla tiritera dell’anno scorso: Perisic in campo quanto più possibile.

KEITA 6-

Ci prova ma sono spesso i compagni a non azzeccare i tempi e la misura dei passaggi.

Sbaglia due gol, vero, ma la quantità di movimento è tale e tanta da essere già di per sé motivo di preoccupazione per il Bologna.

Non è un centravanti ma è stato preso anche per questa ragione: l’impressione è che anche con Lautaro in condizione avrebbe giocato lui.

VECINO 6,5

Forse anche qualcosa in più, visto che nei due gol ci entra di diritto, prima perché si fa trovare al posto giusto prima di darla a Perisic (segna Candreva) e poi perché è lui a darla al croato per il gol che chiude definitivamente la partita.

Più a suo agio in una metà campo a 3? Può darsi, vedremo: Spalletti ha anche questa indicazione.

CANDREVA 7

Prima di entrare un timore, ovvero che alla sua età, dopo tante chiacchiere di mercato per due anni, ne abbia a sufficienza per entrare alla Balotelli. Naif, per dirla come Mourinho.

Ma quale! Lui entra e ci mette una voglia e una partecipazione inattesa, con la solita sapienza tattica che lo fanno trovare al posto giusto e al momento giusto per il gol dello 0-2.

In un modo o nell’altro sarà utilissimo durante la stagione.

VRSALJKO SV

SPALLETTI 6,5

Il paradosso è che contro una squadra molto chiusa al centro si affida a azioni insistite centralmente. Ma è un paradosso solo formale, perché sa bene che, mancando un riferimento centrale, far defluire il gioco sugli esterni non sarebbe una scelta saggia, come abbiamo visto spesso l’anno scorso… e con Icardi in campo.

L’Inter gioca la partita che deve giocare, non sempre con i tempi giusti, raramente con la velocità necessaria, ma stavolta lui ci mette lo zampino positivamente: se aveva sbagliato i cambi nella sfida precedente, qua li azzecca tutti, minuto incluso.

DI BELLO 4,5

Già detto tutto.

INZAGHI 4

Non ha una formazione malvagia rispetto al resto della Serie A, quantomeno potrebbe puntare a una salvezza pacifica. Il problema è che questo Bologna non sembra avere né identità né idee, solo difesa ordinata e nulla più.

 

sostieni ilmalpensante.com

Indice

Loading Disqus Comments ...