#SampdoriaInter 0-1: pagelle malpensanti

Seconda parte

Il paradosso è che nel primo tempo tocca più palloni ma fa più confusione, nel secondo ne tocca meno ma è decisamente più efficace, anche se in qualche occasione ci va troppo superficiale.

Solo che l’Inter non ne può fare a meno, perché le sue aperture, le sue giocate, il suo sapere anticipare un tempo di gioco è aspetto fondamentale in una squadra alla quale manca terribilmente un appoggio in avanti per far defluire l’azione quando c’è una pressione importante da parte dell’avversario.

E l’Inter non ce l’ha, quindi Brozovic non può permettersi certe leggerezze.

Poi fa un gol epico e gli si perdonano tante cose, aumentandogli un po’ la media voto, anche perché in fase difensiva, come recuperi, palle intercettate e contrasti, fa una partita di spessore.

Ma noi vogliamo il Brozovic regista, non quello che fa il mediano.

VECINO 6-

Spalletti si è ingolosito e gli chiede di staccarsi in avanti ogni volta che può: Vecino obbedisce e ci prova anche un paio di volte, palla fuori di poco.

Di battagliare battaglia, ma per parte del primo tempo è un gran correre a vuoto e nel complesso perde troppi palloni e ne sbaglia molti più di quanti non sia lecito attendersi: il Vecino dell’inizio stagione scorsa, che viaggiava costantemente nei pressi del 90% di precisione, è ancora molto ma molto lontano.

Nonostante nel secondo tempo cali notevolmente, il posizionamento in campo è migliore e questo gli consente di farsi trovare pronto ogni volta che è necessario: con il Brozovic del secondo tempo, però, l’impressione è che si giochi bene con facilità.

L’impressione è che in un centrocampo a 3 giocherebbe meglio.

NAINGGOLAN 5,5

Poco nel vivo dell’azione, rarefatto addirittura, incapace di trovare la posizione giusta e spesso in confusione con Politano sui tempi e sulle modalità di “ingaggio” delle sovrapposizioni e degli scambi.

Questo Nainggolan così è poco utile alla manovra, anche perché fisicamente è in debito di ossigeno e fa più fatica degli altri, arriva sempre con quel pizzico di ritardo che gli costa carissimo in termini di pericolosità.

Non sappiamo esattamente cosa gli chieda Spalletti, ma lui ha una chiara tendenza a spostarsi verso il centrodestra, nonostante dall’altra parte avrebbe più senso perché in grado di trovarsi lo spazio giusto per il tiro da fuori: anche lui, come Vecino, dà l’impressione che in un centrocampo a 3 starebbe meglio.

POLITANO 5

Ad un certo punto del primo tempo c’è un gruppo di doriani, tre per la precisione, che puntano D’Ambrosio e Skriniar: lui corricchia a metà campo disinteressandosi dell’azione.

Non sappiamo se avesse già qualche motivo di sofferenza fisica, anzi, diamo per scontato che sia così perché altrimenti l’atteggiamento indolente sarebe ingiustificabile: il Politano delle prime partite è esponenzialmente più utile e pericoloso.

Col suo sinistro, con la sua capacità di saltare l’uomo e trovare i compagni tagliando verso il centro, potrebbe essere un’arma importante, esattamente come lo è Suso nel Milan: deve, però, avere fiducia nei suoi mezzi.

Che non significa sottovalutare tutto finché la palla non gli arriva tra i piedi: quello ormai non può più permetterselo neanche Messi.

CANDREVA 7

Primo tempo con diverse ombre, molto cercato dai compagni ma impreciso e discontinuo.

Solo che se le palle più importanti della partita nerazzurra, gol esclusi (plurale dovuto), li crea lui: il cross per la testa di Icardi, il palo e il gran tiro che viene parato per puro miracolo.

Spalletti, che aveva stupito nel metterlo in campo, stupisce nel toglierlo, perché proprio in quel momento è il più pericoloso dei nerazzurri.

Spalletti, per pura curiosità, non  è che sei entrato nel loop dei cambi seriali? No, vero?

Ad ogni modo, in netta crescita, darà il suo contribto nell’arco della stagione.

ICARDI 4,5

Dopo la pubblicazione dell’approfondimento di ieri ho ricevuto qualche messaggio da parte degli hater di Icardi e qualcuno anche da parte dei lover (in tempi di sbrodolamenti per l’accoppiata sporca “love mio” non lamentatevi se scrivo “lover” dopo avere usato “hater”) di Icardi.

I primi mi dicono che sono sin troppo accondiscendente con lui, i secondi che sono troppo negativo. Questi ultimi mi dicono che sarei persino prevenuto nei suoi confronti e lo fanno con la domanda fatidica: ma tu avresti preferito avere Quagliarella o Icardi?

Qui non si tratta di preferire chi o cosa, perché di Icardi ho parlato tanto e spesso, nel bene e nel male, esattamente come le sue prestazioni: bene e male, talvolta benissimo e malissimo.

Con la Sampdoria malissimo. Ma male male male.

Con Quagliarella avremmo vinto? Con Quagliarella faremmo più punti? La risposta a entrambe è probabilmente no (sula seconda toglierei anche l’avverbio, ma lasciamolo lì per gli hater), ma una certezza possiamo spenderla: l’Inter giocherebbe meglio.

Su questo non ci sono dubbi, perché l’Inter giocherebbe meglio anche con l’Icardi che sa fare l’attaccante totale, quello che offre sponde, si fa vedere, lotta, smista quel po’ di gioco che serve smistare per allentare la pressione sui centrocampisti e costringere l’avversario a rintanarsi quel tanto che basta per lasciare, successivamente, spazio e campo per una costruzione della manovra più fluida a partire da dietro.

Solo che a Mauro capitano sin troppo spesso partite come questa, in cui la sua esibizione è davvero ai limiti dell’accettabile, anzi, non è accettabile per niente se poi è accompagnata da questo suo sostare nel mezzo dei due difensori avversari, quasi fosse la sua zona di comfort a prescindere dal fatto che tocchi palloni o meno:

Non è accettabile se poi è accompagnata dai soliti movimenti sempre ad attaccare la profondità, col classico gesto della mano “dammela” e successivo rimbrotto al compagno che ovviamente non gli fornisce un pallone folle e impossibile.

Non è accettabile se poi riesce rarissimamente ad accorciare e offrire appoggio e, quando lo fa, senza riuscire a tenere un pallone interessante che sia uno.

Non è acettabile se poi chiude il cerchio con lamentele plateali, una delle quali raggiunge persino una vetta tragicomica visto che il difensore della Sampdoria sbaglia e lui è ancora lì che saltella lamentandosi del passaggio sbagliato di Vecino.

 

Icardi contro la Sampdoria è tutto qui. Che se avesse segnato sul cross di Candreva magari gli si perdonava questo e altro, ma se non segna rimane la considerazione spesa spesso nei suoi confronti: si gioca uno in meno.

L’Inter non può permetterselo, non questa Inter, non in partite come contro il Tottenham o la Sampdoria.

PERISIC 6,5

Lui entra e l’impressione è che possa spaccare il mondo.

Poi non lo fa, ma la Sampdoria non lo sa e dal suo lato arranca e cede d’istinto.

KEITA 6

Fisicamente ancora un po’ in difficoltà ma avrebbe bisogno di trovare minuti per trovare brillantezza.

BORJA VALERO 6,5

La buttiamo giù rubando una battuta:

Chiaro, se non dal punto di vista tecnico e di valore assoluto, almeno come porta-fortuna ci siamo…

SPALLETTI 6,5

La Sampdoria fa densità centrale come sempre, l’Inter dovrebbe attaccare gli esterni per disgregare il disegno tattico di Giampaolo e costringere la Samp a lasciare qualcosa in mezzo.

Lui, invece, chiede agli esterni di accentrarsi, a Nainggolan di restare in mezzo e a Icardi… Icardi fa da sé.

Il risultato è che, finché fisicamente regge, la Sampdoria ha la meglio: ma certe partite non sono sostenibili neanche a novembre nel pieno della forma.

A questa Inter, comunque, manca qualcosa.

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