#InterCagliari: le pagelle (malpensanti) del lunedì

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NAINGGOLAN 6,5

Perde qualche pallone di troppo, anche se ne sbaglia meno che nelle precedenti; perde qualche duello di troppo, anche se ne prova tanti, segno che in campo c’è.

Ma ci sono prestazioni che non si possono giudicare soltanto sui numeri, perché ci sono momenti topici della partita in cui anche un solo gesto tecnico può indirizzare mentalmente la gara.

L’assist meraviglioso a Candreva (cosa sarebbe accaduto sui media se a farlo sarebbe stato uno dei nomi esotici di cui sopra?) e l’intervento in scivolata di tacco sulla ripartenza rossoblù con Sau (che proprio lento non è) valgono due standing ovation già dal divano, figuriamoci allo stadio.

 

Il peso specifico di Radja comincia a essere sempre più consistente, anche se dal punto di vista strettamente “numerico” può e deve crescere: ma fisicamente sarà sì e no al 50% e Spalletti lo sta facendo giocare proprio per dargli minuti sulle gambe.

Spalletti gli chiede di fare praticamente la seconda punta, anche se il pressing delle ultime due è stato diverso dai precedenti e più da “10”: poi deve subito scappare sotto palla per dare compattezza a metà campo.

Lui, però, è anche un istintivo e si vede che ha una fortissima tendenza a giocare sul centrodestra più che da trequartista.

Da una parte c’è la sua necessità di trovare spazio per uscire dall’imbuto centrale creato dal Cagliari, dall’altra la possibilità di dialogare di più con i compagni, soprattutto con Politano.

Questo ci conferma la sensazione che, soprattutto quando l’attaccante sarà Lautaro Martinez, si possa giocare a 3 a metà campo.

LAUTARO MARTINEZ 7

Ho estrapolato il video del primo gol, ma togliendo la palla così non vi distraete: lui parte dal centrodestra, poi seguite solo e soltanto lui.

Li avete visti? Sono pochi movimenti, questione di centimetri: si prende lo spazio verso il centro e attacca il primo palo.

Pulito, semplice, efficace… se non fosse che l’Inter raramente attacca il primo palo.

Non fatevi ingannare dalla semplicità dei gesti: sono da attaccante vero con gran fiuto del gol.

Di suo non sembra uno di quegli attaccanti capaci di andare costantemente sopra i 20 gol a campionato, non perché non li abbia in carnet ma perché ha notevolissime qualità e una quantità di movimenti a sostegno della squadra, da attaccante consumato.

Alla quale aggiunge anche una tecnica non indifferente, nonché una visione da “10” che a volte fa stropicciare gli occhi e fa ben sperare per il futuro.

In questa azione, per esempio, Lautaro è già fermo da un po’ causa crampi. Difende bene la palla, vede Politano con la coda dell’occhio ma col corpo è quel quid indietro che in condizioni normali, con un calciatore “normale”, significherebbe una cosa soltanto: passaggio indietro facile e azione “a rifiatare”, al limite è il centrocampista che lancia Politano.

Lautaro no, Lautaro ha mezzi tecnici e atletici per piegare corpo e muscoli e far arrivare quel pallone là, nel posto giusto, col contagiri.

Se vi sembra una cosa normale, guardatela da questa prospettiva:

Non solo gol quindi, ma anche qualità. E quantità, a iosa: tanti tentativi di appoggio, buoni movimenti… un attaccante moderno, totale, consistente, solido, già pronto.

Pronto per fare la seconda punta ma anche la prima, e bene.

BROZOVIC 6,5

In pochi minuti si rende protagonista di buone cose ma anche di errori che dovremmo cominciare a evitare come la peste. Solo che tra lui e Gagliardini c’è un abisso e si vede.

PERISIC 6-

Entra e sembra voler vincerla da solo, sprecando anche un paio di situazioni importanti.

Anche in questo caso, però, sposo la versione di Hernan Crespo: la cosa importante è che ci sia stato, che abbia dato tutto e che sia stato pericoloso. In altre occasioni andrà decisamente meglio.

VECINO SV

Un pallone, brutto, lo sbaglia comunque.

SPALLETTI 7-

Per il coraggio di osare un turnover che altri non avrebbero spinto così all’estremo, per aver dato un’identità forte a questa squadra, talmente forte e marcata da essere l’Inter di Spalletti anche cambiandone 6.

E dire che, facendo di conto, i possibili titolari mancanti sono molti di più: Skriniar, Vrsaljko, Asamoah, Vecino, Brozovic, Icardi, Perisic, aggiungiamoci anche quel Keita che a pieno regime contenderà una maglia a Politano.

ARBITRO E VAR 4

A prima visione il giudizio era appena sufficiente, 6-.

Rivedendola cambia tutto.

Lascia molto perplessi la gestione dei cartellini, davvero “ballerina” e con tante cose consentite ai calciatori del Cagliari: situazione che di tanto in tanto si compensa con qualcosa risparmiata ai nerazzurri, come Dalbert e Gagliardini.

Pessima anche la scelta di punire e non punire a caso: complessivamente sono più di una dozzina le situazioni in cui decide di fischiare contro l’Inter o di non fischiare pro, che diventano una eternità se pensate che quel numero poi si “raddoppia”: un fallo non fischiato all’Inter diventa un’azione per il Cagliari. Parliamo di non meno di 22/24 azioni complessive nate o morte per semplice decisione arbitrale.

Bene nella gestione del fallo di mano di Dessena, anche se è davvero incomprensibile tutta l’attesa per una cosa così evidente.

(non fermatevi, adesso arriva il bello)

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Piuttosto, per l’Inter c’era un altro calcio di rigore sul quale il Var decide di soprassedere e non si capisce perché:

L’azione è questa:

 

Nella dinamica rapida dell’azione sembra petto, poi al rallentatore e con il fermo immagine è decisamente più chiaro che il pallone venga a contatto con il braccio del difensore del Cagliari: si era sull’1-0, sarebbe stato il probabile raddoppio, partita finita, niente sofferenza, niente Dessena, niente patemi. Vittoria in carrozza.

L’Inter ha giocato una partita di un certo tipo e ha segnato subito, altrimenti sarebbero stati guai: nel complesso uno degli arbitraggi peggiori di tutta la stagione.

CAMORANESI 8

Ascoltato con enorme diffidenza all’inizio, l’ho trovato interessante anche e soprattutto quando non mi sono trovato d’accordo con lui.

CRESPO 10

Eccellente, uno dei migliori commentatori visti in tv da una vita a questa parte.

Preciso, attento, intelligente, con tante osservazioni puntuali e di spessore. A dimostrazione che, se si vuole, si può fare a meno delle macchiette, dei gusci vuoti, di quelli che vengono messi in tv solo perché hanno seguito.

Una ventata d’aria fresca.

TABELLINO

INTER-CAGLIARI 2-0 — Primo tempo 1-0
RETI — Lautaro al 12’ p.t.; Politano al 45’ s.t.
INTER (4-2-3-1) — Handanovic; D’Ambrosio, De Vrij, Miranda, Dalbert; Gagliardini (dal 12’ s.t. Brozovic), Borja Valero (dal 37’ s.t. Vecino); Candreva (dal 25’ s.t. Perisic), Nainggolan, Politano; Martinez. (Padelli, Berni, Skriniar, Ranocchia, Asamoah, Joao Mario, Keita Baldé, Icardi). All. Spalletti.
CAGLIARI (4-3-1-2) — Cragno; Srna, Andreolli, Klavan (dal 1’ s.t. Pisacane), Faragò; Dessena, Bradaric (dal 15’ s.t. Joao Pedro), Barella; Ionita; Pavoletti, Sau (dal 26’ s.t. Farias). (Aresti, Daga Rafael, Romagna, Pajac, Padoin, Castro, Cigarini, Padoin, Cerri). All. Maran.
ARBITRO — Massa (Imperia).
NOTE — Spettatori 55.487. Ammoniti: Andreolli, Bradaric, Pisacane per gioco scorretto, Dessena, Dalbert per c.n.r.. Recuperi: 1’ p.t.; 4’ s.t.

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