PSV-Inter: pagelle malpensanti e ragionate

Seconda parte

DE VRIJ 7

Valore aggiunto a zero euro anche De Vrij.

Un valore aggiunto enorme perché, quando l’Inter ondeggia nelle sue incertezze, lui emerge in tutta la sua imponenza: fisica, mentale, di qualità, da leader vero. Il tutto con una calma e una sicurezza che fanno davvero ricordare i grandissimi difensori visti in Italia.

Nel primo tempo non comincia benissimo, si prende un paio di pause inspiegabili come al quarto minuto quando si perde inspiegabilmente De Jong:

Nei primi 45 c’è qualche leggerezza di troppo, mentre nel secondo tempo rasenta la perfezione, proprio quando la squadra ne ha più bisogno.

Insomma, proprio in quei momenti in cui i leader emergono e portano in salvo la baracca.

Spalletti preferisce spostare lui sul centro-destra e questo comporta qualche problema a Skriniar, soprattutto in fase di impostazione. Ma l’olandese ha qualità straordinarie in fase di impostazione, sia con palla corta che lunga: esempi come questo cambio di campo fanno sì che la scelta di Spalletti sia più che ragionata e giustificata.

Il numero dei passaggi sbagliati fa impressione, si ferma a due; sui calci d’angolo è sempre pericolosissimo. Rispetto al compagno di squadra ha una maggiore qualità nella lettura preventiva dell’azione, ma questo gli si deve anche per l’esperienza maturata e gli anni in più.

Il tutto a zero euro.

SKRINIAR 8

La Gazzetta dello Sport gli dà un inspiegabile 6.

 

 

Incomprensibile, inspiegabile, ingiustificabile, perché se la partita di De Vrij ha qualche sbavatura, per trovarne una in quella di di Skriniar devi davvero arrivarci col lanternino e cercare il pelo tra un centinaio di uova.

In fase di impostazione anche la sua cifra statistica si ferma a 2 palloni sbagliati: alla faccia del “meno preciso del solito”, anche in considerazione del fatto che, rispetto al recente passato, ha più volte cambiato campo e lanciato: generalmente lo fa di più De Vrij, stavolta di più Skriniar, e gli unici due passaggi sbagliati sono proprio due aperture non andate a buon fine.

Qualche volta prova a sganciarsi ma non è serata in cui cercare certi tipi di gloria.

Nel secondo tempo, ad un certo punto, decide che dalle sue parti si rimbalza: chiunque arrivi, qualunque cosa arrivi, palla, avversari, compagni, tutto viene respinto come fossero fuscelli.

Il povero De Jong ne esce bullizzato, al punto che Van Bommel gli fa finire la partita da trequartista:

Siccome potrebbe non essere chiaro lo strapotere fisico, lo rallentiamo e pensiamo che De Jong è quasi 190 cm per 85 kg di peso…

 

L’avversario diretto è fisicamente ostico, concedono qualcosina sia lui che De Vrij, soprattutto nel primo tempo, ma è anche una scelta: non insistere in caso l’uscita in appoggio sul centravanti avversario vada a buon fine.

La prestazione è spaziale, non ho trovato neanche il pelo nell’uovo, e dire che l’ho cercato.

Prestazoine, ribadisco, spaziale.

Da sei pieno.

Ora possiamo metterci a ridere.

BROZOVIC 6,5

Un giorno di questi ilMalpensante pubblicherà l’articolo in cui si sosterrà una tesi ardita ma con tutta la potenza dei numeri e della verità del campo: in questa precisa fase della stagione, Brozovic è il miglior regista in Serie A.

Poi magari i tifosi delle altre squadre non saranno d’accordo, magari non saranno d’accordo neanche molti interisti, ma la verità è che Marcelo ha qualità e quantità per essere per il centrocampo quello che Icardi può essere per l’attacco.

Ovvero un fuoriclasse assoluto.

 

 

Nelle ultime partite aveva fatto meglio da mediano che da regista, in questa fa l’esatto opposto: Spalletti probabilmente gli ha chiesto di giocare più semplice e veloce, e il calciatore che in più occasioni aveva stentato sotto il 90% di precisione, decide che contro il PSV è partita giusta per ridare corpo ai numeri: 95 passaggi, 94% di precisione, significa averne sbagliati soltanto 5 nonostante un continuo essere al centro dell’azione.

Il tutto condito da tante piccole scelte di gioco che anticipano di uno o due tempi il gioco dell’Inter: se qualche volta vi può sembrare lento è solo perché poi con lui la palla va a velocità tripla. Gli vedi fare delle piccole scodellate, delle aperture alte o basse, dei cambi di gioco, dei lanci di prima, di destro o sinistro è indifferente, da lustrarsi gli occhi.

C’è stato un momento della partita in cui c’è un giocatore dell’Inter lanciato in contropiede, credo Icardi se non ricordo male (non ho ritrovato l’azione): Marcelo prova il lancio di prima, di sinistro.

L’azione non va ma mi scopro a pensare che se non lui, chi altri avrebbe dovuto provare?

Purtroppo un paio di questi 5/6 errori sono gravi, come quello che poi D’Ambrosio recupera nell’azione che porta Icardi al gol: in quella zolla di campo non si possono sbagliare certi palloni.

Il mediano soffre un po’, anche perché di fronte ha ragazzini che corrono e hanno fisico per vincere gran parte dei contrasti, ma a quel punto diventa fisiologico.

Non una partita da effetti speciali, ma di una sostanza impressionante, soprattutto dopo un inizio in cui ha disseminato qualche piccolo dubbio sulla sua attuale voglia di rimanere concentrato in campo.

VECINO 6,5

Se non ci fosse stato il calo verticale nel secondo tempo, soprattutto in fase di possesso, dettato più dall’atteggiamento della squadra che non dalla prestazione del singolo, parleremmo di una delle migliori prestazioni di Vecino in nerazzurro.

Le due immagini raccontano i palloni toccati nel primo e nel secondo tempo:

E per capire quanto l’Inter abbia dovuto arretrare il suo spazio vitale basta guardare la heatmap di Vecino, che sembra essere la cartina di tornasole dell’atteggiamento interista in campo.

Primo tempo

Secondo tempo

Nel primo tempo la battaglia a metà campo è pazzesca, se nel complesso ho contato oltre 30 duelli tra i centrocampisti, quasi 2/3 sono tutti nella prima mezzora: Vecino ne esce quasi da assoluto vincitore. Con Brozovic parliamo di una dozzina di tackle, roba da medianacci d’altri tempi.

 

 

In più è quello che con Icardi ci ha provato di più nella prima metà di gara e nella prima mezz’ora è il mio personale man-of-the-match: è lui a trascinare l’Inter, è lui che sceglie i tempi di uscita giusti, è lui che si propone costantemente in area.

I calo non è dovuto soltanto a un suo declino fisico ma è tutta l’Inter che lo costringe a giocare più basso e essere meno presente, anche se poi in area nerazzurra si fa sempre sentire, sia che si tratti di colpire di testa che di spazzar via la palla.

Se Brozovic ha puntato all’essenzialità e alla rapidità, Vecino ha cercato molto la verticalità: è quello che più di tutti ha innescato Icardi in profondità, sono almeno 3 le occasioni in cui cerca il centravanti prima di azzeccare l’assist giusto per il gol.

Questo a chiarimento di qualche dubbio espresso da qualcuno: con il suo lancio voleva cercare Perisic o Icardi? La risposta è la numero 2, perché era già successo in partita e evidentemente era una cosa preparata.

È anche l’unico a provare alcune giocate palla a terra tra la trequarti e il limite dell’area avversaria, per un po’ gli olandesi non lo prendono e lui rischia anche di fare gol, prima su assistenza di Icardi e poi con un gran tiro da fuori.

Finalmente si comincia a rivedere il calciatore apprezzato nei primi 3 mesi della stagione scorsa: tempi duri per Gagliardini… fortuna che gli impegni sono tanti.

POLITANO 6,5

Ok, la parte su Politano è quella più consistente perché ci sono diversi video e credo sia giusto analizzarne la prestazione più a fondo, pertanto ho deciso che la sua pagella viene estratta e ci sarà un approfondimento dedicato, sono già pronti dei video, una decina circa, a supporto dell’analisi.

NAINGGOLAN 7

Un altro leader in campo, soprattutto emotivo, perché quando è stato necessario era sempre presente.

Ci sta mettendo poco a prendersi l’Inter sulle spalle e, se anche non riesce ancora a essere al 100%, ha già determinato pesantemente questa prima parte di stagione nonostante l’infortunio di inizio anno lo abbia condizionato e non poco.

In fase di possesso prova a giostrare da trequartista vero, in appoggio ai compagni sulla verticale, soprattutto provando a dialogare con gli esterni: ci riesce di più con Politano che con Perisic, anche perché i due interpretano in maniera diversa il ruolo, ma è lo stesso belga che tendenzialmente si sposta sul centrodestra, ce lo dice anche la sua “touchmap”:

(continua nell’ultima pagina)

 

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