PSV-Inter: pagelle malpensanti e ragionate

Ultima parte

Sta crescendo anche in questa fase, con spalle alla porta; ma quando si trova fronte alla porta e possibilità di tirare, tira, ci prova, e la notizia migliore per Spalletti è che ci riesce anche, soprattutto nei momenti critici: segnare un gol del genere a poco dall’intervallo è in grado di cambiare le sorti di un match, come in questo caso, anche se poi l’Inter a inizio secondo tempo ha sofferto un poco.

Escluso Icardi, ci prova più di tutti con 5 tiri ai quali aggiunge anche 3 potenziali assist per azioni pericolose: niente male per uno che in teoria non nasce per “dar qualità”.

In fase di non possesso ottimo nel pressing, un po’ meno quando finisce la prima fase di pressione, situazione in cui ancora non riesce a trovare la posizione ideale.

Poi fisicamente cede qualcosa perché ancora non è al meglio, lo si vede dai troppi duelli persi: ma già il fatto che “ci sia” è segno di crescita.

PERISIC 6,5

Mezzo voto in più provocatorio, perché in tanti gli hanno dato l’insufficienza e non capisco perché. In fase offensiva è un po’ troppo egoista, a partire dalle primissime battute del match.

Della metà campo è stato il miglior… difensore dell’Inter: più duelli (e più duelli vinti), palle intercettate, respinte, rinvii, tackle come se fosse un medianaccio vecchio stampo.

Il Perisic in versione offensiva si spegne sostanzialmente per tre ragioni: perché l’avversario diretto è piuttosto roccioso in difesa; perché lui si intestardisce subito e si incarta da solo; perché ha la consegna di stare vicino ad Asamoah perché il nemico numero 1 designato è Lozano.

Siccome l’analisi su Politano richiede tassativamente la presenza di Perisic, anche la sua partita verrà analizzata in un approfondimento a parte che verrà pubblicato domattina: se siete di quelli che leggono durante il lavoro, beh, fate uno sforzo anche di sabato!

ICARDI 8

Quando nel secondo tempo si prende una pausa di qualche minuto, Spalletti giustamente comincia a urlargli di tutto.

Con un calciatore diverso probabilmente ci sarebbe stato uno scambio più acido tra i due, magari con una risposta dopo la “botta” dell’allenatore.

Ma anche in una situazione diversa, in un contesto diverso, lo stesso Icardi avrebbe reagito diversamente.

Stavolta no, potere della Champions League signori, potenza della fame e del desiderio di primeggiare e emergere: Icardi si rimette in moto e in almeno 4 occasioni si trasforma in mediano puro andando a risolvere guai dalle parti di Asamoah, dove si stava concentrando l’assalto olandese.

Questo per sottolineare anche uno dei tormentoni che vi propongo da mesi: Icardi ha bisogno di grandi palcoscenici per fare il salto di qualità definitivo, nazionale compresa. La sua assenza dall’Albiceleste è dannosa: si guadagna soltanto un minor rischio di infortunio, ma il calciatore ha bisogno di certe sfide per crescere.

E questa è una di quelle sfide, uno di quei giorni che forse si ricorderanno nel futuro, forse no, ma che diventano pietre miliari nella crescita di un calciatore.

Icardi decide di zittire tutti gli scettici: “io posso fare l’attaccante totale”. Come dico sempre, è solo una questione di scelta: se Icardi vuole, può.

 

 

Lo dice anche Spalletti:

Tutta la narrativa su Icardi, nel bene e nel male, trova la sua soluzione in quella coppia di parole.

Quando.

Vuole.

Contro il PSV ha voluto, si è mosso tanto, ha lottato, ma soprattutto ha tenuto palla su palla, lottato in ogni occasione: per metà ha vinto i suoi duelli, per metà li ha persi, ma la cosa straordinaria è che il numero dei duelli si è triplicato o quadruplicato rispetto al campionato.

La sua heatmap è chiarificatrice:

I compagni lo hanno premiato spesso, cercandolo molto di più in profondità, segno che anche lui dovrebbe cogliere.

Icardi in campionato ha una quantità impressionante di partite con meno di 10 tocchi e diverse occasioni con zero tiri in porta: contro il PSV 31 tocchi, di cui 16 sno passaggi, tutto il resto è lotta a mani nude contro la difesa avversaria.

A tutto questo aggiungiamo anche tre passaggi chiave, di cui segnalo soprattutto l’assist a Vecino nel primo tempo, dopo avere addomesticato un pallone difficile in area: peccato che l’uruguaiano la spedisca alta.

 

 

Questo Icardi, in questa versione, non ha nulla da invidiare a nessun altro attaccante in circolazione: se solo riuscisse definitivamente a prenderne coscienza…

BORJA VALERO 6,5

In 5 minuti tocca una quindicina di palloni, che è una enormità incalcolabile: se un giocatore giocasse con questi ritmi per 90 minuti toccherebbe oltre 230 palloni in partita.

Chiaro che è un numero irrealizzabile ma fa capire quale impatto abbia avuto nella partita: entra lui e va tutto in banca.

Benché al momento sia quello che può dare più aiuto a Brozovic in fase di costruzione, e meriterebbe più chance da titolare, questo ruolo cucitogli addosso da Spalletti sembra dare i suoi frutti: pochi minuti ma di assoluta affidabilità, sicurezza, precisione e personalità da vendere.

La cosa che stupisce di più, che serve soprattutto per i compagni di squadra rimasti in panchina, è la voglia che ci mette, la professionalità totale applicata a poche manciate di partita rimaste da giocare… quando gran parte dei calciatori spenderebbe quei 5 minuti a borbottare contro l’allenatore.

Grazie, professor Valero.

CANDREVA SV

Anche lui ci mette tant ma tantissima voglia, senza rischiare nulla e senza sbagliare niente: non è poco, visto l’atteggiamento degli ultimi ingress.

SPALLETTI 7

Partita preparata benissimo, Inter con grande possesso palla, moltissime occasioni: la partita finisce 1-2, quella del PSV contro il Barcellona finisce 4-0. Eppure i nerazzurri subiscono meno tiri e ne fanno di più di quanto non sia accaduto al Barcellona contro gli olandesi.

Contro la squadra di Van Bommel è facile giocare male e subire, perché hanno tecnica e velocità, sono ben messi in campo e hanno un atteggiamento propositivo e intelligente: anche la proverbiale “ingenuità tattica” degli olandesi (a volte un cliché, ma solo a volte) sembra non risiedere a Eindhoven.

Decide di rischiare anche, giocando alto in fase di non possesso e insistere nel palleggio sin dal basso: numeri e risultato gli danno ragione senza alcun dubbio.

Questa Inter deve molto alla sua “realpolitik”, alle sue idee chiare: possono piacere, possono non piacere, ma alla fine conta se ha ragione o meno. E oggi ha ragione, da vendere.

Ora gli tocca l’ultimo miracolo, ovvero recuperare Joao Mario alla causa: che dici Luciano, ci si prova?

Ora parliamo di arbitro.

ARBITRO MAZIC 8

Sceglie un metro e lo applica per entrambe le squadre.

Quante volte ne abbiamo discusso qui? Un’infinità. E l’aria d’Europa fa apprezzare questa enorme differenza, sostanziale, tra la Serie A e tutto il resto: l’Inter è riuscita a imporre un certo ritmo nel primo tempo proprio perché su certi contrasti l’arbitro ha usato un metro più “europeo”.

D’altra parte non si tratta di fischiare di più o di meno: alla fine sono 24 le infrazioni segnalate e non sono poche in assoluto, ma lo sono in relazione a una partita davvero intensa dal punto di vista agonistico.

Ieri abbiamo citato due situazioni limite che hanno visto l’Inter non punita per classiche situazioni “50%-50%”: in Italia ce le fischiano tutte, in Europa no. Due fischi “mancati”, scelte di metro, interpretazioni arbitrali, che hanno consentito ai nerazzurri di portare una pressione di oltre 2 minuti nella trequarti avversaria:

Su Handanovic fa una scelta perfetta dal punto di vista del regolamento: personalità e classe da vendere in un caso davvero complicato da decidere in frazioni di secondo.

Sul fuorigioco di Icardi è incolpevole.

TABELLINO

PSV-INTER 1-2 — Primo tempo 1-1
RETI — Rosario (P) al 27’, Nainggolan (I) al 44’ p.t.; Icardi (I) al 15’ s.t.
PSV EINDHOVEN (4-2-3-1) — Zoet; Dumfries, Schwaab, Viergever, Angeliño; Rosario, Hendrix; Lozano, Pereiro (dal 30’ s.t. Malen), De Jong, Bergwijn. (Room, Sainsbury, Isimat-Mirin, Behich, Gutierrez, Ramselaar, Malen). All. Van Bommel.
INTER (4-2-3-1) — Handanovic; D’Ambrosio, De Vrij, Skriniar, Asamoah; Vecino, Brozovic; Politano (dal 45’ s.t. Candreva), Nainggolan (dal 41’ s.t. Borja Valero), Perisic; Icardi. (Padelli, Miranda, Ranocchia, Keita Baldé, Martinez). All. Spalletti.
ARBITRO — Mazic (Serbia).
NOTE — spettatori 35000. Ammoniti: Handanovic, D’Ambrosio, Asamoah per gioco scorretto. Recuperi: 1’ p.t.; s.t.

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