La partita di #Politano e #Perisic in #PSVINT

Seconda parte

Una prestazione che in molti hanno esaltato… e, beninteso, ho apprezzato molto anche io, ma che probabilmente è venuta fuori più per emozione.

Cosa avrei scritto in una teorica pagella stringata?

In fase offensiva è un valore aggiunto, è l’unico che porta sempre la palla dall’altra parte provando a creare superiorità numerica, costringendo gli avversari a raddoppiarlo.Splendido l’assist per Icardi che spreca di testa.

Un’arma che l’Inter dovrà imparare a sfruttare di più e meglio, perché ha caratteristiche uniche in rosa, soprattutto se gioca a destra.

 

In fase difensiva tutto da rivedere: spesso in ritardo e, quando non lo è, decide di assentarsi senza giustificazione. Fortuna vuole che D’Ambrosio sia in giornata positiva e che da quel lato De Vrij ne sbagli poche, ma troppe volte costringe il centrocampo a compensare i suoi ritardi e le sue assenze.

Ovviamente “stringata” secondo i parametri malpensanti.

Nella somma, le due prestazioni sono state valutate dando un peso sia alla fase offensiva che a quella difensiva, perché puoi essere decisivo anche recuperando un pallone pericoloso, anche dando continue botte agli entusiasmi dell’attaccante avversario più pericoloso (vero Lozano?), perché puoi determinare i destini della partita talvolta anche nella bravura dell’esserci prima, nella qualità mentale e fisica di prevedere lo svolgersi dell’azione e essere pronto dove arriverà la palla: il problema da quel lato non nasce neanche.

Che le prestazioni siano state sostanzialmente diverse ce lo dicono anche le due mappe che ormai avete imparato a conoscere: heatmap e passamap. Vi ricordo solo che la heatmap non misura soltanto le zone di “maggior presenza” fisica, ma anche (e soprattutto) quelle in cui si sono verificati eventi particolari: dribbling, contrasti, passaggi etc…

Questa è quella di Politano:

Questa è quella di Perisic:

Ci confermano le impressioni in partita e quelle degli ultimi tempi: Perisic si accentra di più, lotta di più e arretra di più; Politano interpreta il ruolo da attaccante, presidia la fascia, prova a dominarla e crea spazio per i compagni: non è un caso che Nainggolan preferisca “pendere” dal suo lato che non dal lato del croato.

 

Adesso la passmap di Politano, la mappa dei tocchi in partita:

Perisic:

Anche qui, impressione confermata: Perisic più utile anche in fase di costruzione dell’azione sulla metà campo, Politano che “ara la fascia” come si diceva di quelli che una volta non si chiamavano esterni ma ali.

 

Cambia l’atteggiamento: Politano prende palla e si fionda in attacco anche a costo di giocare isolato, Perisic prova a dialogare di più. fino alla trequarti, lasciando le sortite in solitaria per gli ultimi 20 metri. Non c’è una preferenza tra l’uno o l’altro: sono due modi diversi di giocare, entrambi con punti di pregio e di difetto.

Nella vulgata della partita viene fuori che Politano “ci ha provato di più” ma quegli appunti che mi hanno fatto scrivere di un “Perisic che risulta egoista” e le statistiche post partita non confermano: Politano 1 tiro, Perisic ci ha provato 4 volte.

Politano ha dribblato di più? Se per dribbling intendiamo quello puro, ovvero dell’uno contro uno teso a creare superiorità sì, ma Politano ci ha provato sostanzialmente due volte, Perisic una. Poi ci sono quelle volte in cui Politano ci prova ma vede che non c’è spazio né tempo, magari è anche raddoppiato, e dà la palla dietro o ai centrocampisti a supporto: anche questo è un segno di intelligenza, perché si risparmiano anche palle perse, numero che comunque lo vede primeggiare tra i due: 4 l’italiano, 1 il croato.

 

Dal punto di vista difensivo non c’è storia: Perisic 2 intercettate, 5 palle liberate dall’area (che sia di testa o di piede), 4 duelli aerei (3 vinti): hanno più o meno lo stesso numero di contrasti, ma la maggior parte di quelli di Perisic sono attivi, in fase di non possesso, di Politano in fase di possesso.

Se dal punto di vista offensivo Matteo è stato, ed è, un valore aggiunto, dal punto di vista difensivo ha diminuito drasticamente la sua incidenza: quel calciatore che si era fatto apprezzare molto in estate, e nelle prime tre partite della stagione, per abnegazione difensiva e applicazione tattica, nell’ultimo periodo ha reso meno da questi punti di vista.

Creando qualche problema alla squadra, va detto. E lo dico perché chi legge da tempo su questo sito sa che sono aspetti che reputo fondamentali in un calciatore.

Proviamo a vedere qualche esempio con i video, anche se purtroppo non c’è il minutaggio.

Partiamo da quella che probabilmente è la più “grave” dal punto di vista tattico perché a causa del suo rientro rallentato, che è senza senso visto che la palla è sul suo lato, sia Brozovic che Vecino hanno la tentazione (assecondata) di compensare quel mancato rientro: purtroppo, trattandosi di situazione di emergenza (sono quelle impossibili da “allenare” nella loro totalità), vanno entrambi, ma poco cambierebbe anche se andasse uno soltanto perché comunque poi Vecino va verso il centro.

 

La cosa importante da notare è che lo slittamento è così improvviso, e così necessario, che anche Perisic si lascia risucchiare, visto che Brozovic ha fatto la scalata giusta, Vecino deve presidiare il limite dell’area e Politano non è arrivato: i movimenti in ritardo dell’italiano sono due, non uno soltanto.

Focalizzate l’attenzione sulla prima corsa di Politano:

Quei 10 metri di corsa più intensa deve pur sempre farli, a maggior ragione in partite come questa: se capisce subito che è meglio farli nella prima fase d’uscita della palla, piuttosto che sul recupero, il 90% dei problemi in questa fase li ha già risolti: è il concetto espresso prima, quello di “essere già lì”.

(continua nell’ultima pagina)

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