La partita di #Politano e #Perisic in #PSVINT

Ultima parte

Altra leggerezza che deriva da una mancata predisposizione mentale alla fase difensiva pura: il suo movimento inganna anche D’Ambrosio che infatti esce sull’uomo in appoggio. La situazione è tatticamente corretta: D’Ambrosio presiede, Politano segue il suo uomo (entrambi in velocità, per questo non doveva andare il difensore):

La scelta di Matteo è chiaramente sbagliata.

Sono due di diversi esempi che si potevano prendere, ma sono i più eclatanti e quelli che descrivono meglio la situazione.

Quello che deve imparare (e farlo subito!) è il concetto espresso da Mari e da De Carolis: Politano deve capire, come succede spesso a Perisic che da questo punto di vista è uno dei più sottovalutati, soprattutto in Italia, perché quando capita di sentire telecronache in lingua diversa si possono anche apprezzare valutazioni diverse.

Guardiamo invece alcune situazioni in cui Perisic è stato “già” lì o ha fatto la corsa al momento giusto.

In questa azione chiude una diagonale pazzesca, fondamentale a quel punto della partita: badate bene che un’azione del genere in altri contesti e con altri calciatori l’avrei premiata a prescindere con un pezzo di voto in più, perché non dico che equivale a un gol segnato ma è una delle cose che più gli si avvicina.

Solo che è Perisic e io mi aspetto che lo faccia:

 

In quest’altra azione è già presente dove conta: se fermate l’azione all’inizio vedrete che sia Nainggolan che Politano restano alti, Perisic invece accorre in sostegno di Asamoah: il ghanese è in corsa e prende correttamente il terzino accorrente, mentre Perisic affronta Lozano: palla recuperata dal croato, splendida.

Di queste azioni ce ne sono state un’infinità durante la partita, anche se la maggior parte di queste non lo hanno visto protagonista diretto con la palla: questo perché, riprendendo il concetto espresso prima, Perisic era già lì, pronto al raddoppio, costringendo il PSV a “sbattere” contro il muro, nonostante una certa insistenza da quella parte: 4 azioni su 10 degli olandesi sono state dirette verso la fascia sinistra dell’Inter.

Eh, ma vuoi mettere il Perisic poco ispirato?

Eppure ci ha provato, ha tirato (anche se in qualche caso con eccesso di foga e egoismo), ma ha anche creato occasioni importanti.

Ce ne sono due, tra tutte, che si innestano perfettamente nella narrazione che state seguendo, ovvero ci permette di parlare di Perisic e Politano insieme.

 

La prima è un’assistenza che Mourinho avrebbe definito top-top-top: partenza sulla fascia e palla dove deve andare. In questi casi l’esterno ha due scelte: o la mette dietro oppure sul secondo palo.

Per Perisic era impossibile darla dietro, visto che c’era il difensore accorrente. Qui dobbiamo scegliere chi fa il movimento sbagliato tra Icardi e Politano ma, se guardate bene, l’attaccante argentino fa un movimento bellissimo, felino, a “togliere” il marcatore dal centro e guadagnare spazio: Politano avrebbe dovuto, dopo il primo scarto a sinistra, fiondarsi a destra verso il centro.

Questo è un assist mancato non certo per demerito di Perisic.

E poi c’è quest’altra azione, altra rifinitura-chicca da parte di Perisic, ma è un’azione che racconta anche l’immaturità (speriamo ancora per poco) tattica di Politano e invece quella già compiuta di Perisic: con 4 anni di differenza mi stupirebbe il contrario.

 

Detto che il diagonale rasoterra di Perisic è splendido, col contagiri, Politano commette un errore gravissimo: avrebbe dovuto proseguire verso il centro sinistra piuttosto che fermarsi come ha fatto, lasciando il tempo al difensore di opporsi a Icardi.

Se avesse proseguito, il suo marcatore sarebbe andato a rimorchio “per inerzia” e Icardi avrebbe avuto la porta spalancata.

Ma l’azione prosegue e Perisic fa un recupero pazzesco che consente all’Inter di rifiatare perché al PSV è venuto a mancare il tempo per l’affondo nel momento giusto.

Insomma, il peso specifico di Perisic nella fase di non possesso è stato talmente importante nell’economia di tutta la partita contro il PSV che un voto inferiore a 6,5 per me era letteralmente impensabile, un controsenso logico.

Vero che ci si aspetta qualcosa di più anche in fase d’attacco, ma abbiamo visto due esempi in cui il suo l’aveva fatto eccome.

Una delle ragioni per cui apprezzavo alcuni “fuoriclasse nemici” era che riuscivano a essere utili anche quando non erano in giornata, l’esempio più lampante era Zidane: testate varie a parte, quando c’era da rendersi utile lo faceva sempre.

Perisic da questo punto di vista è stato enorme in Champions League.

Siccome nella comunicazione è importantissimo non lasciare nulla al caso né creare equivoci è bene precisare che la partita di Politano non è stata brutta, sempre 6,5 è.

Con la differenza che se avesse fatto quello che doveva fare in quella mezza dozzina di occasioni importanti avrebbe preso un voto più alto, cosa che a Perisic sarebbe riuscita se Politano avesse azzeccato il movimento che abbiamo visto sopra, o Icardi avesse segnato nel secondo video.

Matteo ha fatto anche cose egregie e mi piace sottolinearne una in particolare perché l’avevo evidenziata dopo la scorsa partita di campionato: quello che ho definito “movimento alla Suso” (lo ha fatto anche Bergomi in diretta, copione!), a rientrare rapido e cross tagliato verso il centro.

 

Poi Suso sa fare quasi solo quello a meno che non sia in giornata strepitosa, mentre Politano ha già chiarito che i suoi margini di crescita sono enormi.

Ribadisco anche che nel complesso di quesot inizio campionato Politano è tra i più positivi in assoluto, nelle prime tre era stato nettamente il migliore: nonostante la crescita di Brozovic e dei centrali difensivi, con il rientro di Nainggolan e certe prestazioni di Icardi, rimane comunque nella top 3 dei calciatori interisti di questo scorcio di stagione.

Insomma, non è un approfondimento “contro” Politano: gli allenatori avversari hanno visto queste cose molto prima che Ve le scrivessi io e in futuro proveranno ad approfittare di questa situazione tattica. Qui proviamo a dare gli strumenti “di lettura del match” anche ai visitatori di questo sito.

 

E, che legga o meno, Politano deve capire che l’Inter non è il Sassuolo, che il giudizio individuale in certe partite potrà anche essere dettato dall’emozione, ma poi per vincere le partite ci vuole anche quella dose in più di partecipazione, sacrificio, testa.

Anche a costo di costringersi a una prestazione apparentemente sotto tono e vedere sui giornali un 6 stiracchiato, o magari un’insufficienza.

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