Pagelle all’arbitro di #InterMilan 1-0: Guida, un disastro

Seconda parte

Non è così: Guida conosce le due squadre, come giocano, quali sono le caratteristiche dei calciatori, perché questo gli è necessario per muoversi bene in campo. L’arbitro è un professionista a tutto tondo: sminuire gli aspetti della preparazione di una gara non fa altro che sminuirne il ruolo e le competenze.

Appare chiaro, poi, che le scelte arbitrali pianificate devono necessariamente adeguarsi al contesto della partita, il che non significa per forza assecondarla o provare a “domarla”: significa continuare a scegliere cosa fare, ma con la consapevolezza di quel che accade in campo.

Ora raggruppate tutti questi concetti e proiettateli in una partita come il Derby di Milano.

Guida ha chiuso con 14 falli fischiati all’Inter, appena 7 contro il Milan: una sproporzione non da poco, considerando che il Milan non ha risparmiato nulla e l’Inter ha avuto un possesso palla di ben 16 punti percentuali superiore rispetto al Milan. Il rapporto falli/possesso non torna, insomma.

Ma anche questo potrebbe essere frutto di situazioni contingenti… solo che non lo è, perché qui subentra il metro arbitrale.

Guida ne ha scelto uno apparentemente “europeo”, come si usa dire in questi casi: ha tollerato spesso gli interventi più rudi, lasciando giocare… ma è stata apparenza: perché in alcuni casi ai rossoneri sono stati fischiati falli su contatti davvero risibili, mentre all’Inter mancano una quantità industriale di fischi a favore.

È un aspetto da non sottovalutare, perché incide sull’inerzia della gara: si sceglie se rallentare il gioco o darne fluidità, all’una o all’altra squadra.

Pensate all’inerzia del match, pensate all’Inter che inizia un po’ in sordina e guardate a questo fallo di Calabria su Asamoah.

Guida non fischia, l’Inter sbanda, il Milan attacca: questo toglie certezze ai nerazzurri, le dà ai rossoneri. E non si tratta di una sola azione, sono due: una la togli ai nerazzurri, che avrebbero “respirato”, gestito palla sulla punizione; l’altra è l’azione offensiva del Milan.

Pensate a questa situazione, quando già l’Inter ha alzato il tasso dell’impegno e ha cominciato a tenere palla con maggiore precisione e piglio, guadagnando campo: l’inerzia iniziale del match cambia e la lancetta va verso i nerazzurri. Solo che Guida decide di soprassedere a questa spinta di Calhanoglu su Vrsaljko: l’Inter perde palla, il Milan riconquista in zona interessante.

 

Oppure provate a pensare ad una certa situazione del primo tempo, con Biglia già ammonito (giustamente, ci torniamo dopo) che fa un altro fallo da giallo (netto e indiscutibile) nei confronti di Politano.

Guida è talmente lucido nel suo controllo della partita, anche in questo genere di scelte, che ha perfetta consapevolezza che un fischio significa giallo automatico a Biglia: non dà neanche punizione, il Milan va in contropiede mentre l’Inter perde una punizione in un punto interessantissimo del campo. Facciamo vedere da due angolazioni diverse:

 

Avete capito bene: non ha fischiato neanche, sarebbe stata espulsione per Biglia. Ma tanto, si sa, l’unica squadra al mondo a dover essere più forte anche degli arbitri è l’Inter. Anche per una parte dei suoi tifosi eh, mi raccomando.

Sempre primo tempo, sempre azione in cui l’Inter perde palla in una zona “sensibile” del campo e il Milan va in contropiede: siamo già a 4 casi, ovvero uno sbilancio di 8 azioni offensive/difensive che in condizioni normali avrebbero potuto alterare la partita perché incidenti sulla famosa “inerzia”: solo che la difesa dell’Inter è stata a livelli top-top-top (per dirla alla Mourinho) mentre il Milan era talmente inconcludente da non farsene niente neanche di questi regali.

Anche questa, azione in cui Guida ha avuto il coraggio di non fischiare nulla di nulla di nulla: che è un errore gravissimo, vista la volontarietà del gesto e la potenziale pericolosità sarebbe stato passibile di giallo. Da dietro si vede ancora meglio.

Come fai a non fischiarlo?

 

 

Voi direte che sono prevenuto, che magari non l’ha visto, che è un semplice errore. Io dico che l’arbitro era talmente piazzato bene che ha scelto di non fischiare, influenzando volontariamente l’andamento del match.

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Nessuna visuale ostruita, diagonale perfetta per vedere il braccio di Kessié, meno di dieci metri di distanza: non c’era alcuna probabilità che potesse sbagliare involontariamente o che potesse non vedere il fallo.

Semplicemente lo ha visto e ha scelto di non fischiare, come in questo caso con Candreva protagonista, nel finale di partita: punizione che sarebbe stata vitale per l’Inter.

 

In qualche caso ha persino scelto di invertire la casistica, come in questo caso, in cui punisce Asamoah che è invece quello che subisce l’ostruzione:

Anche nelle scelte dei cartellini (risparmiato uno pure a Vecino, a dire il vero) è stato imbarazzante. Ne segnalo due solo per amore di brevità (immaginate quanto sarebbe stato lungo questo articolo se avessi voluto esagerare…).

In questa prima occasione non solo non dà il giallo, ma non fischia neanche: guardatelo con attenzione, guardate anche la sua posizione: lui non può non vederlo. Né fallo né giallo.

 

Guardiamo un’altra azione, molto simile a quella che ha risparmiato a Vecino e, pertanto, assimilabile a un concetto di “metro arbitrale” che però diventa pesante considerando la disparità di trattamento e la libertà concessa ai milanisti, soprattutto Biglia al quale ha risparmiato almeno due gialli dopo averlo ammonito nel primo tempo.

Qui Suso è in ritardo, sa di non poterci arrivare eppure affonda il colpo ugualmente: il giallo sarebbe sacrosanto.

Ma arriviamo ai piatti forti, compreso rigore mancante.

 (continua nella terza parte)

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