Infinito #InterMilan: il centrocampo dell’#Inter

Seconda parte

La seconda è quella che abbiamo visto nell’azione del gol di Icardi, fattispecie accaduta più volte durante la partita: il terzino va a giostrare palla più basso, c’è il movimento dell’ala (in quel caso Candreva, ma accade anche con Politano) sulla verticale, mentre Vecino va a sovrapporsi sull’esterno, attirandosi un centrale, che sia di metà campo (quindi in questo caso Biglia) o difensivo, come nell’azione del gol con Romagnoli.

Che quella posizione nell’azione del gol non sia stata casuale ma frutto di scelte tattiche, ce lo confermano anche i dati dei tocchi di Vecino: ce ne sono tantissimi proprio in quella zona di campo, sull’esterno: cosa che non trovate, per esempio, in nessuno degli altri tre centrocampisti nerazzurri che hanno giocato.

 

La conformazione dell’Inter diventa nettamente più interessante con questi movimenti più che con un 4-2-3-1 standard, che non asseconda le caratteristiche né di Nainggolan né di Vecino: in questo modo, invece, tutto sembra essere decisamente più “quadrato”, un vestito cucito su misura dei protagonisti.

A compendio di tutto questo ragionamento, ho preso un video che, volendo, avrei potuto inserire prima e dire “fanno così”, senza sprecare tutta l’intera pagina che siete stati costretti a sorbire, anche perché più “perfetta” di così (nei movimenti, nella sua auto-spiegazione) non poteva essere

Quando poi uno vi dice che i due CC sono quelli che si muovono di più e che fanno più chilometri non stupitevi, non ci sarebbe neanche bisogno di sottoporvi la statistica della Lega Serie A: è qualcosa che si vede a occhio nudo.

 

In questo contesto, la prestazione di Brozovic diventa fondamentale, perché il suo essere cresciuto tatticamente e nella consapevolezza dei propri mezzi è aspetto fondamentale nel meccanismo tattico di Spalletti.

Nella prossima partita (non credo questa di stasera contro il Barcellona) proveremo a evidenziare le differenze di attacco tra la catena di destra e quella di sinistra.

Insomma, Spalletti ci sta lavorando su e nel corso dei mesi ha sempre proposto qualche variazione durante il match, qualcosa che è chiaramente riferibile a un lavoro tattico lungo, programmatico, che si basa sempre su quel concetto di “identità”, di somigliare sempre a sé stessi durante la partita, che tante volte ho ribattuto su queste pagine: dalla difesa “3 e 1/2” al lavoro degli esterni a tagliare il campo (ultimamente accade più di rado), dal movimento del trequartista e dei terzini a quelli di Vecino e Nainggolan.

Dipende, chiaramente, anche dall’avversario; dipende, ancora più chiaramente, dagli interpreti di metà campo. Vista la “splendida solitudine” di Icardi, vista la “non sopportabilità” di due uomini sopra la palla (povero Lautaro!), è soprattutto questa predisposizione di Vecino ad attaccare lo spazio ad aver convinto Spalletti a insistere sull’uruguaiano e non su Gagliardini, nonostante il secondo aveva più preparazione alle spalle e sembrava più pronto.

Quindi che ruolo fa Vecino? Ne fa almeno 3 durante la partita: gioca accanto a Brozovic in fase di non possesso (è una costante, in questa fase l’Inter è sempre 4-4-2 o 4-2-3-1); fa l’interno di metà campo nella prima fase del possesso; fa l’interno/trequartista quando l’azione si sviluppa più in velocità, attaccando lo spazio alle spalle di Icardi o di Politano.

Adesso, dopo queste doverose e necessarie premesse, adesso potete sorbirVi le pagelle della metà campo!

 

PAGELLE

BROZOVIC 6,5

Chiariamo subito un concetto: la prestazione di Brozovic in termini assoluti sarebbe da 7, anche un 7+ volendo. Perché fa una prestazione da centrocampista totale, da vero regista, da uomo d’ordine e di fantasia; e, quando necessario, si trasforma in un medianaccio tale che persino i Medel e i Gargano del passato impallidirebbero per la verve e il coraggio di Brozovic nel lanciarsi in interventi fondamentali corpo a terra.

Brozovic ha toccato palloni in ogni zona della metà campo nerazzurra e rossonera:

Il croato, però, è stato avvantaggiato anche dalla tattica del Milan, decisamente arrendevole: Gattuso lo ha sostanzialmente lasciato libero da ogni preoccupazione, nonostante sia risaputo che Brozovic si concede sempre una distrazione ogni tot minuti.

In questo video vediamo tre cose raccontate qui: Brozovic che fa il regista/mediano, Vecino e Nainggolan che fanno gli interni di metà campo (quindi è nettamente un centrocampo a 3) e Vecino nella configurazione “attacco centrale”, ovvero quando offre l’appoggio al portatore sulla verticale, alle spalle dell’interno di metà campo.

 

In quest’altro video c’è già Borja Valero, entrato da pochissimo. Mi piace farvi notare in alto il movimento di Vecino che va a “sostituirsi” a Vrsaljko, per fornire un appoggio: è ancora nella fase “da interno” di metà campo. Questo è un movimento che qui fa lentamente, in genere lo effettua con molta rapidità proprio per disgregare la compattezza del centrocampo avversario.

Ma qui parliamo di Brozovic e della sua libertà: quasi totale, con pochissimo pressing da parte del Milan.

In situazioni del genere ci si aspetta qualcosa di più del croato, anche perché la statistica dei palloni giocati arriva alle 3 cifre… si badi che è un dato mostruoso, cosa che a Brozovic accade spesso: con questa frequenza è accaduto solo a pochissimi calciatori negli ultimi anni, si contano sulle dita di una mano monca.

Solo che Marcelo era in serata così così a livello di ispirazione e ha assecondato troppo quella sua naturale predisposizione a sbagliare la giocata più semplice, a fare degli errori grossolani che mettono in difficoltà l’Inter proprio perché lui non è più (soltanto) nel duo di metà campo, ma ne è il regista, è centrale: se sbaglia lui c’è il vuoto alle sue spalle.

Alcuni sono errori di superficialità, come nel caso di questo “scavetto” a metà campo che ha rischiato di farmi distruggere la televisione.

 

Aggiungiamoci anche lunghe, lunghissime pause durante la partita in cui si è nascosto un po’ troppo, in parte per via del mancato pressing milanista che ha costretto i due centrali di difesa a giocare tanto il pallone (Brozovic tra il 15esimo e il 30esimo ha toccato pochissimi palloni), in parte perché la presenza di Borja Valero gli ha consentito di “fare meno regia” o comunque di avere un appoggio più rapido e toccare meno la palla.

Alla fine il croato perderà più di una decina di palloni, e quella 15ina di passaggi sbagliati (la metà dei quali pericolosi per l’Inter) pesano come un macigno anche nella valutazione della sua prestazione da regista.

(nella terza e ultima parte anche i pregi, tanti, di Brozovic)

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