Infinito #InterMilan: il centrocampo dell’#Inter

Ultima parte

Ma Brozovic è stato anche il cervello dell’Inter, quello che ha ricamato, con i suoi 14 lanci, le variazioni di trama nerazzurra.

Brozovic è stato anche quello che ha corso quasi più di tutti, col solo Vecino davanti.

Brozovic è quello che ha, sì, perso una decina di palloni, ma ne ha recuperati altrettanti come se si trattasse di un “fabbromedianaccio” d’altri tempi: se sommi Vecino (che comunque ne ha recuperate tante), Borja Valero e Nainggolan hai un numero inferiore ai recuperi di Brozovic.

Marcelo è anche quello che non si è risparmiato mai, si è lanciato in ogni duello, non ha mai tirato indietro la gamba. Uno se lo aspetta da Nainggolan un certo “animus pugnandi”, ma nel derby l’incarnazione della combattività è stato il croato, con tanti interventi come questo:

La gioia e il dolore, il piacere e la tortura di un calciatore che se mantenesse sempre un certo standard di concentrazione avrebbe livelli di rendimento pazzeschi, da top player veri: già oggi è (no contest eh, lo dico con cognizione di causa) il miglior regista in Serie A, sarebbe tra i top-top al mondo.

Solo che Brozovic è anche questo, lo conosciamo. E siamo anche disposti a perdonargli le pause e gli errori se la sua voglia di battersi gli consente anche di recuperare ai suoi stessi errori. Come accade qui, in cui vediamo tante facce di Marcelo in appena 10 secondi, uno splendido riassunto in poche immagini:

Di più, nel secondo tempo è stato encomiabile, perché ha giocato su un acciacco e non si è comunque risparmiato (l’intervento di cui sopra è al 78esimo minuto): fisiologico che sia calato negli ultimi 45, ma apprezzabile che sia rimasto “connesso” nonostante gli errori.

Dimenticavo: un assist buono lo fa. Icardi segna su palla messa in mezzo da Brozovic, solo che lo annullano e quindi non vale nelle statistiche: ma è buono per chi deve valutarne anche l’incidenza offensiva.

Prestazione da 7, insomma, macchiata da troppi errori che non ci si può concedere con troppa leggerezza.

Che sia cresciuto mentalmente, però, è innegabile.

 

VECINO 7,5

Spaventosa la quantità di corsa, encomiabile la qualità di movimento senza palla.

Questa sua caratteristica lo colloca di diritto nell’empireo dei calciatori sottovalutati, quelli cioè che fanno l’80% della loro partita senza la palla, addirittura lontani dalla palla, ma il cui lavoro diventa preziosissimo per la squadra, quasi imprescindibile.

Vecino gioca una partita di qualità superiore a livello tattico, si muove tantissimo, si sgancia sulla fascia, fa la seconda punta, il mediano, il regista all’occorrenza: recupera molti palloni, ne perde pochi, finalmente si stabilizza di nuovo sopra il 90% di precisione nei passaggi, offre appoggio col fisico quando la squadra ha bisogno di respirare e cerca qualche raro pallone lungo.

E lotta, lotta su ogni palla, fa non si risparmia mai, come e più di Brozovic:

Corre, corre tantissimo e nel secondo tempo emerge dalle nebbie della fatica generale con quei 4-5 strappi che l’anno scorso erano apparsi come una novità e invece adesso sottovalutiamo anche perché ce li aspettiamo: ma quegli strappi nella fase centrale della partita sono state mazzate sul Milan e sulla sua voglia di uscire dopo un inizio di secondo tempo un po’ più convinto.

Rischia anche di segnare, con un movimento eccellente sull’assist di Perisic: peccato che non incroci benissimo e spedisca alto.

Poi fa quell’assist per Icardi che è un piccolo gioiello. Casuale? Non casuale?  L’impressione è che sappia dove si trovi Icardi, che la metta lì perché sa che il suo compagno attacca raramente il primo palo: la palla è talmente bella e riuscita che, sì, magari è il cross della disperazione, però è anche un gesto tecnico più che voluto.

Partita enorme.

NAINGGOLAN 5,5

Gioca 30 minuti, quasi metà dei quali infortunato, ma non è che prima avesse fatto granché.

Più che sotto tono in fase di possesso, con meno di 10 palloni toccati complessivamente; va molto meglio quando si tratta di metterci il corpo, il fisico, la lotta: ma quello è il suo ambiente, dove ci sguazza volentieri, e quindi ce lo aspettiamo anche. Ce lo deve.

Ma l’impressione è che non fosse una di quelle giornate da ricordare.

BORJA VALERO 6,5

Altra partita da 7 che si macchia per la quantità non indifferente di palloni persi.

Alla fine ne colleziona anche lui una decina, soprattutto perché perde molti duelli individuali che non dovrebbe perdere ma che è quasi fisiologico che li perda, soprattutto considerando il metro di Guida: fischiare subito contro l’Inter, pensarci su e lasciar correre in caso contrario.

Lui però si alza subito e torna a zompettare per tutto il campo.

 

Ho letto di diverse critiche al cambio, con la pretesa di dire che “con Lautaro si vinceva facile”. Non so chi o cosa regali queste certezze ai tifosi ma mi fido di Spalletti, anche perché è esattamente quello che vedo: questa squadra non può concedersi pause, deve giocare sempre al 100% e, pertanto, non può avere due uomini sopra la palla che non aiutino nella copertura degli spazi e nel pressing.

Soprattutto nel secondo tempo la prestazione di Borja Valero andrebbe evidenziata con un approfondimento a parte: perché è letteralmente ovunque. In ogni pausa di Brozovic trovi un Borja che offre sostegno e assistenza ai compagni, un punto di riferimento costante che ha liberato la manovra dell’Inter: poi purtroppo in attacco non si sono mossi tantissimo e non si è andati oltre, ma questo prescinde dalle responsabilità della mediana.

Nel secondo tempo ha giocato ovunque, letteralmente.

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Partita di grande spessore e intelligenza calcistica, con tante cose fatte bene. Anche in fase di non possesso, va detto.

Come quando recupera su quell’erroraccio di Asamoah, e lo fa con un recupero mostruoso per tempismo e precisione, andando a deviare una palla con un intervento chirurgico che per fortuna Guida giudica bene: palla netta:

 

Ci sarebbero tante cose da mostrare ma mi sono dilungato sin troppo e oggi (sono le 5 del mattino mentre completo…) c’è il Barcellona: non voglio abusare della pazienza. Però l’assist a Icardi e quella giocata splendida di prima su Vecino che “strappa” vanno messi agli archivi:

 

Avesse perso qualche pallone in meno e vinto un paio di contrasti in più e sarebbe stata prestazione da 7 pieno. E c’è chi se ne lamenta anche.

Anche per questa volta è tutto: avete superato le 50 pagine (di libro standard) di racconto sul derby qui su ilMalpensante.com. Magari fra quaclhe mese riguarderemo a questa partita con occhio diverso e gliene daremo un peso più grande di quel che facciamo oggi. E, chissà, forse avrete voglia di tornarci su, come si fa con i libri preferiti. Condividete, se volete!, è uno dei tanti modi che avete per far crescere questo sito. Se vi piace.sostieni ilmalpensante.com

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