#LazioInter: analisi tattica malpensante

Uno sguardo in prospettiva futura...

La Lazio ha lasciato eccessiva libertà a Brozovic e lui ha trovato spesso i tempi giusti per innescare le mezze ali in corsa, spaccando la Lazio a metà:

Questa azione è importante per due motivi: il primo è dato dall’efficacia di Vecino e la sua importanza in tutte le fasi dell’azione interista (è quello che ha tirato di più in porta in tutti i 90 minuti); ma vedremo anche più avanti le… “controindicazioni”.

Stesso concetto negli altri due video, fatti davvero a fotocopia. Trovo pazzesco che Inzaghi non abbia reagito a questa situazione, verificatasi più e più volte: ancor più pazzesco pensare che l’allenatore biancoceleste non l’abbia vista. Immobile ha giocato spesso da “10” alle spalle di Caicedo, eppure in fase di pressing si è spesso affiancato al compagno: eppure sarebbe bastato chiedergli, non dico una marcatura, almeno una copertura su Brozovic.

Ecco i video fotocopia, dove si apprezzano anche le posizioni sbagliate di Caicedo e Immobile, con relativa inspiegabile staticità:

 

L’obiettivo di Spalletti e dell’Inter è stato raggiunto in pieno: la Lazio non ha praticamente mai avuto le distanze giuste, è stata costretta ad allungarsi e in quegli spazi l’Inter ha creato tutta la sua partita, approfittando anche di uno stato di forma globale dei laziali che non è certamente al top (e va ammesso con franchezza e onestà).

L’esempio più lampante al 23esimo, quando la Lazio perde palla banalmente a ridosso dell’area nerazzurra: l’Inter è coperta benissimo con i 4 difensori e i 3 centrocampisti, 7 calciatori (con Perisic rientrante per via dell’attacco avversario sul lato debole, il suo), ma quando l’Inter riparte la Lazio semplicemente non c’è, visto che la difesa è a distanza siderale e il mediano è preso in mezzo da tre/quattro avversari.

Il video non è difettoso: ho messo in pausa io per consentirvi di focalizzare gli spazi durante la ripartenza interiste farvi “vedere” il “5 da un lato, 5 dall’altro” della Lazio:

Tutto bello e perfetto?

Assolutamente no, per due ordini di ragioni: il primo è che uno dei difetti maggiori dell’Inter di quest’anno è dato da una certa imprecisione in fase di possesso palla, cosa che ha creato delle difficoltà, con transizioni negative che la Lazio non ha mai sfruttato pienamente; seconda ragione, la non sempre prontezza dei due laterali di destra nel rientrare, cosa che ha creato non pochi grattacapi a Skriniar… solo che lui è Skriniar e quindi i biancocelesti hanno sempre sbattuto su quel muro (tranne in un caso, vedremo nelle pagelle).

 

Ricordate l’azione che abbiamo evidenziato prima? Riguardiamola, perché è da questa che parte anche quella che prima ho chiamato “controindicazione”:

L’azione successiva della Lazio si svolge con rapidità in questa occasione, trovando scoperti (e con eccesso di superficialità) sia Politano che Vrsaljko, protagonisti con Vecino dell’azione che abbiamo appena visto. Prima di vedere il video evidenziamo le posizioni degli esterni e come la Lazio attacchi quello spazio lì, scientificamente: è una delle cose che ha fatto più spesso e meglio, mentre dall’altro lato Asamoah è stato più cauto e ha sempre tenuto bene.

 

 

Adesso che avete il quadro della situazione possiamo guardare il video assieme:

 

Sempre nei primi minuti evidenziamo uno degli errori in fase di possesso palla che hanno creato difficoltà all’Inter: altri li vedremo nelle pagelle.

 

Su queste situazioni l’Inter deve crescere e tanto, perché non sempre ci saranno avversari poco reattivi e così “spenti” davanti all’opportunità di affondare il colpo: contro il Barcellona, per esempio, si è subito gol su situazione davvero simile concettualmente, non per la gestione del possesso basso ma per una leggerezza in una zona di campo in cui sbagliare non dovrebbe essere consentito.

 

Il dato più confortante che sta emergendo di più in questa stagione è che finalmente l’Inter ha delle reali alternative, non soltanto in panchina a livello di uomini, ma soprattutto di possibilità espressive del proprio calcio: nella scorsa stagione c’è stato un abuso dello sfogo sulle fasce, dell’arma del cross, al punto che nei momenti di difficoltà appariva come l’unica possibilità di proseguire l’azione.

Quest’anno è diverso: l’Inter è sempre la squadra che crossa di più in Serie A, ma sia per svolgimento dell’azione che per scelte tattiche possibili, l’azione appare nettamente diversa, più evoluta; va anche dato atto a Politano, per esempio, di contribuire notevolmente con i cross a rientrare che risultano, ed è più che apparenza, più pericolosi di un cross fatto col destro, figuriamoci poi con l’ultimo Candreva dell’anno scorso.

Contro la Lazio l’Inter si è fermata a 13 cross, merito anche di una prestazione superlativa di Icardi in fase di possesso palla: aspetto che abbiamo sfiorato appena in questo articolo ma che approfondiremo quando faremo le pagelle.

Tutto questo si innesta in una prova che non è notevole solo dal punto di vista tattico: quello che ha piacevolmente sorpreso è stata l’autorità con cui l’Inter è stata in campo, pur concedendo qualcosa di troppo alla squadra di Inzaghi.

Ne emerge il profilo di una squadra in crescita ma che ha già una sua maturità. Il vero discrimine tra questa e quella dell’anno scorso è tutto su una valutazione che credo sia universalmente condivisibile: l’Inter dello scorso anno giocò spesso sopra le possibilità, le proprie capacità, la propria natura, issandosi verso altezze non proprio consone alle proprie possibilità, o forse esprimendo il massimo del proprio potenziale, al quale non si poteva aggiungere più nulla; questa Inter, dopo 6 vittorie consecutive, dà la chiara sensazione che c’è ancora tanto da esplorare in termini di facoltà, forze, risorse, e che il meglio deve ancora venire… purché non definiate la squadra di Spalletti “l’Anti-Juve”, perché a Torino si gioca un campionato a parte per tante ragioni.

Con la variante del 4-3-3, tra l’altro, si aprono nuovi orizzonti di rendimento per tutti i centrocampisti, a partire da Brozovic decisamente più a suo agio da centrale puro che non deve spartire il campo con nessuno, per finire con Joao Mario che potrebbe trovare in questo schema delle motivazioni extra per risultare utile.

Senza dimenticare che Nainggolan può giostrare in maniera tale da adattare il modulo a partita in corsa, tra fase di possesso e non possesso; nonché Vecino, che sta giocando una stagione a ottimi livelli e che da interno può sembra che possa fare davvero il salto di qualità definitivo… e se non ora, quando?

Poi può darsi che ci sia dell’ottimismo in eccesso nelle mie sensazioni e nelle mie parole, ma guardandomi attorno mi accorgo di non essere così solo in questa visione.

Poi sappiamo che è l’Inter è… l’Inter, e se c’è un avversario che può davvero far saltare il banco è proprio sé stessa. Come sempre: e lo sappiamo anche noi, quelli più ottimisti.

Nota finale

 

Infine, nonostante un arbitraggio non sempre perfetto e certe decisioni discutibili, da sottolineare però, nella prestazione di Irrati la capacità di intercettare le simulazioni laziali, contate almeno 6 nel primo tempo, di cui due piuttosto gravi, queste:

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