#LazioInter: l’approfondimento che mancava, pagelle

Da Miranda a Joao Mario

MIRANDA 6,5

Spalletti gli fa un regalo e fa giocare l’Inter 15 metri più indietro del solito, almeno come tendenza media. Situazione in cui lui sembra sentirsi decisamente più a suo agio e che teoricamente dovrebbe dargli il conforto di sentirsi “a casa”.

Non sempre è così, perché Caicedo bazzica più dalle sue parti e fisicamente sembra soffrirlo un po’: il calciatore ecuadoriano, al di là del peso reale, sa “essere grosso” nei momenti in cui serve usare il fisico e opporsi all’avversario. I duelli li vince quasi tutti il laziale.

Miranda, pur soffrendo di tanto in tanto, non va in affanno e, anzi, in un paio di occasioni risulta fondamentale in chiusura, come quando nel primo tempo si oppone a Immobile che spara comunque fuori, ma perché disturbato dal difensore brasiliano.

Raramente si prende la responsabilità di rischiare qualcosa di più in fase di impostazione, a meno che non sia per mancanza di alternative, tanto che il dato sui palloni lunghi sbagliati parla di solo 2 su 7 azzeccati: un paio corti, invece, rischiano di diventare un problema per l’Inter.

Poco male, tutto sommato: se giocasse sempre così…

ASAMOAH 6,5

Resisto alla tentazione di dare un voto basandomi su quel che mi aspetto più che su quel che ho visto, perché nel primo caso si arriva appena alla sufficienza.

Ma il metro deve essere uguale per tutti e si valuta la prestazione, e quella di Asamoah è stata più che positiva, con un’ottima tenuta difensiva e qualche cosa di più fatta in attacco, soprattutto in fase di impostazione, in cui ha provato delle soluzioni diverse, interessanti, a pescare soprattutto Icardi nel mezzo. Qualche apertura, ad alleggerire la pressione avversaria, verso Skriniar, Vrsaljko o Vecino a volte è risultata troppo superficiale  e imprecisa.

Perde un sacco di duelli ma spesso il risultato è di una palla “sporcata” e azione più che rallentata: panacea con squadre come la Lazio che fanno della velocità la propria forza.

Nel complesso sembra proprio che si stia contenendo, che lasci campo a Perisic, sovrapponendosi pochissimo. La mappa dei suoi tocchi, soprattutto se paragonata a quella di Vrsaljko, racconta più di un “regista laterale” che di un terzino di spinta: l’evidente vocazione da centrocampista riesce sempre a emergere in qualche modo.

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L’anno scorso l’Inter aveva la possibilità di scaricare sull’esterno di destra per trovare quello che era un vero regista aggiunto, Cancelo. Né Vrsaljko né Asamoah hanno la stessa qualità del portoghese: soprattutto l’ex-juventino ha una insana tendenza a giocare la palla indietro.

Sono diventati, però, due punti di riferimento fondamentali, al punto che Asamoah è quello che ha effettuato più passaggi (92) e Vrsaljko si è attestato su un comunque importante 73.

BROZOVIC 7,5

Come fa uno che segna un gol così importante e fa una partita così a non essere il man of the match o l’MVP? Detto che qui li distinguiamo (MVP è quello che ha giocato meglio, il MotM è quello più decisivo), il motivo è semplice: ha due compagni di squadra che hanno fatto una partita altrettanto spaziale e lui si è preso sin troppe pause.

La tattica della Lazio è suicida: nessuno si preoccupa di Marcelo.

Errore gravissimo, imperdonabile a questi livelli. Eppure nei primi minuti sembrava che Immobile fosse destinato a fare quel lavoro lì, ma è davvero durato non più di 4/5 minuti: e in quei frangenti non era neanche stato così efficace.

 

92% di passaggi riusciti parlano di uno che sbaglia pochissimo, anche se quando sbaglia rischia sempre di far danno, perché sono errori di superficialità, mica per incapacità tecnica. Qua si becca anche l’ammonizione:

Durante la partita si prende qualche pausa di troppo che gli impediscono di prendere un voto ancora più alto: nel rivederla, ho contato appena 7 palloni tra il 19esimo e il 35esimo minuti: per uno che gira ampiamente sopra il pallone per minuto giocato durante tutto il resto della gara, è davvero un “eclissarsi” senza motivo, anche perché l’Inter in quel frangente gestisce il pallone costantemente.

Detto questo, però, ce lo teniamo strettissimamente così: forse un po’ più posizionale del solito (ma è dovuto al ruolo diverso e alla necessità di rimanere spesso staccato rispetto agli altri centrocampisti), ma comunque di grandissima efficacia.

E quale sia stato il suo ruolo, da perno centralissimo dell’Inter, ce lo conferma anche la sua heatmap:

 

Anche se quando si sgancia si lascia andare a “maradonate” per nulla banali:

Siccome si tratta di porno-Brozo, guardiamolo anche da una inquadratura stretta:

Il gol è a coronamento di una prestazione super in entrambe le fasi, da regista (abbiamo già visto il 92% di precisione: aggiungete che solo il 15% va ai difensori centrali.) e da mediano (vince il 70% dei duelli!): se lo meritava.

 

Lo fa di sinistro, ma va detto che oggi in Italia non esiste un centrocampista che usi destro e sinistro con la stessa nonchalance di Marcelo: passaggi, aperture di interno, di esterno, piccoli scavetti (chip-pass), il campionario è impressionante.

Oh, a proposito del gol: se pensate che sia stato facile, andate a rivedervi come la mette giù, con che facilità se la piazza. Altro che facile!

VECINO 7,5 (MVP)

Per me è lui l’MVP, quello che gioca meglio di tutti, che lo fa in entrambe le fasi, che risulta determinante per come si svolge il complesso dell’azione interista.

Non è un caso che la sua unica “lunga pausa” coincida con il momento migliore della Lazio, ovvero inizio del secondo tempo.

Gioca da “centro-destra” ma il suo movimento è talmente ampio da risultare “tuttocampista”:

Non solo lui è quello che si affianca di più, più spesso e con più intelligenza e tempismo a Icardi, ma è anche quello che dà il sostegno più importante alla manovra di Brozovic. Risulta essere assolutamente determinante anche quando, nel meccanismo ideato da Spalletti, lui arretra quasi sulla linea dei difensori per impostare, lasciando che Vrsaljko attacchi lo spazio più in alto.

 

Ricordate? Ve lo avevo raccontato già più volte prima di questa partita, sta diventando una piacevole abitudine: l’Inter attira l’avversario sul lato forte, poi il giro si completa verso l’altro lato, dove Vrsaljko sale e Vecino “scende” a prendere palla, come nell’azione del gol di Icardi. Oppure in questa:

Risulta essere il più pericoloso, quello che tira di più, ma al tempo stesso quello che ha recuperato più palloni: il mio MVP è Vecino.

JOAO MARIO 6,5

Toh, chi si rivede!

La cosa che mi è piaciuta di più in questa partita è… l’imprecisione. Quella dettata dalla voglia di provare qualcosa in più a metà campo, ma anche quella che è dovuta ai mancati automatismi con i compagni: ci sono almeno 3/4 casi in cui c’è una incomprensione tra i suoi movimenti e quelli di Icardi o Politano.

Poco male, nel complesso, perché Joao Mario risponde presente alla chiamata e ce lo dice dopo pochissimi minuti:

 

Ci mette corsa, impegno, dedizione, e questo è un buon primo passo verso il recupero di un calciatore che potrebbe dare qualcosa a questo centrocampo, qualcosa che negli altri interpreti non c’è.

Aiuta moltissimo Asamoah dal suo lato, andando a sopperire alle sortite di Perisic, il che dimostra anche che la concentrazione era quella giusta. E si muove tanto, tantissimo su e giù per il campo:

 

Per sue caratteristiche ha e avrà bisogno di entrare ancora più nel vivo dell’azione, ma riuscisse a ripetere prestazioni così sarebbe già oro colato.

(continua a pagina 3)

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