Tattica #InterGenoa: quello che non vi racconta nessuno

Il Genoa tignoso non raccontato...

Adesso vediamo alcune immagini e video.

Questa è una fase iniziale in cui la pressione genoana è piuttosto alta, in cui si possono apprezzare alcune delle cose descritte prima: c’è Pandev che sta scalando su Brozovic, c’è Bessa che si mantiene a metà strada per impedire la ricezione di D’Ambrosio, costringendo Sandro all’uscita su Gagliardini.

L’azione prosegue con la verticalizzazione nerazzurra e si possono apprezzare le coppie come individuate in precedenza con, chiaramente, Romero in splendida (e d’altissima qualità) applicazione su Lautaro Martinez:

Dopo un 5-0 si fa fatica anche soltanto a scriverla, figuriamoci nel leggerla, ma l’applicazione del Genoa è stata spaventosa: i meriti dell’Inter in questa partita, per dire, sono nettamente più alti e evidenti di quanto non siano stati nel 5-0 dell’anno scorso sul Chievo; il Genoa, almeno in fase di non possesso, ha fatto una partita migliore di quanto non abbiano fatto, per esempio, Sassuolo e Torino, che all’Inter hanno strappato risultato.

 

In questa azione, già sul 2-0, vediamo anzitutto un Genoa che non si arrende, corre e copre, con tutte le marcature che abbiamo visto (in questo caso con Bessa che si preoccupa più di D’Ambrosio, con l’applicazione costante di Pandev su Brozovic): guardatela più volte, se potete, non potrete che apprezzare la reattività genoana.

L’Inter trova la “cura” a questa applicazione genoana con la pazienza, pur nella difficoltà di gestire la palla sempre con fluidità (come vedrete sotto), ma anche e soprattutto prendendosi dei rischi non indifferenti proprio su questo palla insistito dal basso, senza cedere praticamente mai alla tentazione di buttare via la palla.

Poi le giocate individuali sono riuscite a fare più differenza del solito:

Il più in difficoltà di tutti è stato Lautaro Martinez, che ha fatto una gran partita dal punto di vista dell’applicazione, meno da quello della riuscita: merito di un Romero concentratissimo, attento, puntualissimo negli interventi che hanno impedito all’Inter di “aggrapparsi” al proprio centravanti per uscire da situazioni di difficoltà.

 

Questo ha creato difficoltà all’Inter in fase di possesso palla, come vedremo nelle due azioni successive: la seconda è più lunga anche a certificazione dell’attenzione genoana, spasmodica, pure sul 2-0: le difficoltà di gestione interista sono state meno evidenti in diretta solo per la sicurezza, la pazienza e la tranquillità con cui l’Inter ha manovrato:

Il vero problema genoano è stata la mancanza di qualità in certi frangenti, scelte sbagliate in fase di possesso palla, situazioni non sfruttate per errori individuali, ma anche e soprattutto essersi scontrati con una difesa che ha fatto scelte perfette, soprattutto con i due centrali e con l’attenzione di Dalbert (un po’ meno performante D’Ambrosio).

 

In questa azione, per esempio, si vedono le difficoltà affrontate dall’Inter in fase di possesso, la pressione genoana davvero di ottima qualità e, recuperata palla, il banale errore che impedisce alla squadra di Juric di far fruttare tanto lavoro:

Prendiamo quest’altra immagine in cui l’errore arriva quasi a fotocopia di questo che avete appena visto, azione svoltasi quasi 7 minuti dopo, in cui l’Inter ha fatto una gran fatica:

Problemi di qualità e misura dei passaggi, qualche scelta non proprio felice nelle ripartenze, ma anche grande merito dell’Inter sia dal punto di vista dei singoli, soprattutto dei difensori centrali, ma anche perché i nerazzurri sono stati molto bravi nel richiudersi con attenzione, rapidità e compattezza con 7 uomini di movimento: molto apprezzabile, in questo senso, le prestazioni di Joao Mario e Gagliardini.

 

Come in questo caso dove, tra l’altro, si può comprendere quale fosse il tentativo di Juric con queste sue scelte di pressing. Ma guardate anche come recupera l’Inter (anche Politano, tra l’altro, con grande applicazione) da una situazione di inferiorità numerica.

Il Genoa ha trovato sbocchi soprattutto a sinistra, anche se a destra qualcosa è riuscita a creare soprattutto nella fase di metà campo: se da quel lato Dalbert ha fatto una partita maiuscola, dall’altra D’Ambrosio è sembrato il perno cedevole del meccanismo nerazzurro.

Non solo per demerito dell’italiano, ma perché il Genoa, quando ha potuto, si è riversato con 3/4 uomini da quel lato, scientificamente, alzando Bessa e Lazovic più di Romulo e Pereira dall’altra parte.

Se qualcosa è andato storto è stato perché, superato l’ostacolo D’Ambrosio, si sono ritrovati Skriniar e De Vrij in versione impeccabile:

 

Qui è De Vrij che si contrappone a Lazovic dopo uno scambio veloce che l’Inter non riesce a impedire:

Quella che segue non è una “visione”, perché Bessa è largo e uno dei tre davanti è Romero: l’azione, più semplicemente, è il prosieguo di un calcio d’angolo che è tornato nella metà campo genoana.

Prendiamo il video, però, per sottolineare il tentativo di gruppo genoano sulla destra interista che però sbatte sul centrale difensivo, in questo caso Skriniar… e farei sommessamente notare l’ottima tenuta della linea da parte di Dalbert.

 

Dall’alto si può anche apprezzare, la tendenza del Genoa di essere sinistrorso: a prescindere dalla peculiarità dell’azione nello specifico, il motivo principale è che la catena di sinistra ha più qualità di quella di destra. Se avessimo avuto a disposizione altre immagini avremmo visto tante situazioni simili con un terzetto/quartetto ad aggredire quel lato nerazzurro:

Al di là della casualità di questa specifica azione, quindi , il disegno era programmatico, tanto che due minuti dopo c’è una situazione sostanzialmente identica con Lazovic che fa quel che ha fatto Bessa nel video precedente e il centrocampista brasiliano al più naturale posto di Romero:

Questo dal punto di vista genoano, squadra alla quale andrebbe riconosciuto impegno e applicazioni che altre squadre non hanno avuto, eppure sono state più fortunate contro l’Inter.

(continua a pagina 3)

 

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