Tattica #InterGenoa: quello che non vi racconta nessuno

Di Perisic, Politano e... calci d'angolo

La mappa dei tocchi di Politano è esageratamente diversa rispetto a quanto vediamo di solito: quel calciatore che sosta continuamente sulla fascia ha fatto spazio a un attaccante vero, parziale riproduzione del Politano visto l’anno scorso.

Per comprendere quanto sia diversa l’interpretazione, questa è invece la sua touchmap contro il Milan:

Dall’altra parte, Perisic ha fatto un lavoro molto diverso: questa diversità è data anche dalle caratteristiche dei rispettivi interni di metà campo. Gagliardini ha provato ad accentrarsi più spesso, mentre Joao Mario si è sovrapposto sugli esterni, lasciando campo interno al croato.

Altra versione, ricordate il movimento di Vecino a scalare per prendere palla? Stavolta è stato fatto più dal portoghese.

Proviamo un attimo a schematizzare in due immagini.

Nella prima, il possesso palla va da un difensore all’altro e “anticipiamo il movimento” con le frecce:

L’evoluzione dell’azione, pochi secondi dopo, esplicita i movimenti evidenziati:

 

Un altro aspetto dell’attacco nerazzurro è stata quella di un Perisic molto più propositivo in appoggio ai compagni: tantissimi movimenti “incontro” al portatore di palla, con Joao Mario che si allarga sulla fascia.

Utilizziamo due immagini a spiegazione, facendo però una doverosa premessa: l’Inter ha tentato questa variazione molto spesso. Purtroppo non sempre le immagini video consentono di apprezzare appieno questo genere di azioni e, pertanto, sono stato costretto a un “artificio” per consentirVi di “vederlo”: l’immagine di partenza, nel concetto dell’azione, è temporalmente successiva a quello che dovrebbe essere invece l’approdo finale.

Questo a testimonianza di come, anche nello stesso possesso palla, l’Inter abbia tentato più volte di uscire in questo modo dal pressing genoano: si apprezza anche il movimento di Politano verso il centro.

Più avanti nel primo tempo altri due fermi immagine, con l’evidenza di quanto esposto finora, con la sottolineatura del movimento di Lautaro che raramente ha “sostato” inerte in zona d’attacco.

Infine un video che reputo interessante perché, oltre a sottolineare i movimenti di Perisic e Joao Mario, mostra anche un’altra cosa che non è da sottovalutare: il fatto che i due movimenti siano fatti con una buona tempistica reciproca. In condizioni normali sarebbe, appunto, normalità: considerando la situazione del portoghese va sottolineata perché ci vuole concentrazione, attenzione e buon lavoro in allenamento, come evidenziato da Spalletti.

 

Questi movimenti hanno consentito di far saltare spesso la pressione su Brozovic: palla in verticale a Perisic che appoggia al regista nerazzurro che nel frattempo ha fatto il movimento in avanti. Una costante per tutta la partita.

Riproponiamo, in questo video, i due concetti espressi poc’anzi, con Politano che gioca “alle spalle” di Lautaro Martinez e il lavoro di Perisic in appoggio: tutto molto bello. Dopo averlo rivisto

Un’altra riproposizione dall’alto che ci consente di vedere ancora meglio la situazione. A seguire, un’immagine del secondo tempo con lo stesso concetto di azione:

 

Insomma, c’è bisogno di specificare che nella pagella malpensante Perisic sarà più che positivo?

Infine, una curiosità.

In tanti si lamentano dei calci d’angoli dell’Inter: perché portare in area i difensori se poi si cincischia con uno scambio nei pressi della bandierina?

La spiegazione è semplice: battere un calcio d’angolo da fermo è più pericoloso quando si affronta una squadra che marca a uomo, per via dei movimenti ad anticipare il difensore, dei blocchi etc…

Nel caso di una squadra che marca a zona, invece, il calcio d’angolo battuto direttamente rischia di diventare meno pericoloso e in molti ricorrono allo scambio proprio per far perdere i riferimenti spazio-temporali ai difensori.

Il Genoa, ovviamente, ha difeso a zona.

 

 

Posizione di partenza:

La palla va a Politano e il Genoa viene “risucchiato” verso il pallone, è una reazione istintiva del difensore che ha l’impressione di difendere meglio se è più vicino alla palla. Nel frattempo alcuni nerazzurri si sono fiondati in mezzo per “fare da esca”, mentre sul secondo palo si sta creando la condizione di pericolosità con Lautaro Martinez “a fari spenti”.

 

Nel secondo tempo stesso concetto esplicitato in due immagini, occasione di De Vrij: guardate la libertà di D’Ambrosio, stessa posizione di Lautaro vista in precedenza.

CONCLUSIONI

L’impressione di fondo è che, nel sottolineare la brutta prestazione del Genoa, in molti abbiano voluto sminuire i meriti dell’Inter: non è così.

I nerazzurri hanno fatto una partita di rara consistenza e, contro un Genoa preparato e aggressivo, prendendosi dei rischi in fase di possesso palla: fondamentale, in questo senso, l’insistere di Spalletti in questo possesso palla così basso anche se talvolta rischiosissimo.

 

Si tratta anzitutto di una prova di grande maturità tecnica e tattica, ma è doveroso sottolineare anche due aspetti che lasciano ben sperare per il futuro. Il primo è la consapevolezza della squadra, che sta in campo con autorità e non ha paura di prendersi il rischio: stavolta non leggerete nelle pagelle che qualcuno ha sbagliato troppo, perché in questa occasione ho fatto fatica a trovare uno di quelli che si possono definire “errori gratuiti”.

Il secondo è che questa Inter ha varietà di uomini e schemi tali da poter affrontare gli stessi avversari con armi diverse, senza neanche dover ricorrere alle sostituzioni: se pensiamo alla squadra troppo spesso monocorde dell’anno scorso si tratta di un chiaro upgrade.

Chiarissimo.

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