#InterGenoa: pagelle malpensanti

Da Perisic a Spalletti

 

PERISIC 6,5

Ode.

Ode al Perisic così concreto, consistente,tangibile, responsabilizzato.

Quel Perisic che nel primo tempo recupera 5 palloni (contati e non capisco perché gliene riconoscano 4) e crea 5 azioni pericolose tutte dagli stessi recuperi, un paio clamorose come questa in cui Politano fa il movimento sbagliato… di un metro scarso, ma tanto basta per non farlo arrivare in porta.

 

Quel Perisic che corre e si sbatte, si rende utile in difesa e sui calci d’angoli, ma soprattutto che diventa il grimaldello tattico di Spalletti, la chiave per liberare Brozovic dalla gabbia e per svincolare Joao Mario dalle attenzioni di Romulo, facendogli gestire la propria libertà secondo istinto.

Come abbiamo visto nell’approfondimento precedente, se l’Inter è riuscita a costruire ottime trame verticali, molto lo deve al movimento continuo, costante di Perisic, al punto che in più di un’occasione in diretta ho avuto l’impressione che stesse facendo il trequartista: impressione, appunto, ma il suo gravitare su zone di campo diverse dal solito è stato evidente.

Qualcuno dirà che è necessario fare di più, che bisogna essere determinanti, segnare, fare assist… e io ribadisco che i calciatori possono essere determinanti anche senza fare per forza l’ultimo passaggio, anche se in questo caso i compagni ne hanno sprecati altri 2/3: e non è colpa sua. In un caso c’è un gran recupero di Gunter (se non ricordo male) che chiude la linea di passaggio verso Joao Mario.

La condizione fisica sembra migliorare e l’impressione è che presto rivedremo anche quel Perisic che qualcuno attende.

 

LAUTARO MARTINEZ 6

Siccome qui dentro si dà molto peso al lavoro oscuro fatto con estrema intelligenza, “punire” Lautaro sarebbe delittuoso, perché il ragazzo ha interpretato bene il ruolo, provando spesso a fare da àncora per i compagni: tanto movimento, tanto appoggio spesso però vanificati da una prestazione superlativa di Romero.

Ma Lautaro è rimasto sempre in partita, sempre in movimento, sempre a disposizione dei compagni:

Guadagnandosi anche 4 falli buoni per far salire la squadra, nonostante Valeri gliene riconosca la metà di quel che gli sarebbero spettati.

Si becca un’altra ammonizione dopo un’entrata dura di Romero non segnalata: un po’ per frustrazione, un po’ per carattere, si vendica due secondi dopo. Ammetto che la cosa attizza parecchio, ma non insisterò sull’argomento perché poi dovreste sorbirvi il pistolotto sul fair play.

I gol arriveranno e supereranno la doppia cifra.

 

BORJA VALERO 6,5

Gli ho riconosciuto un valore fondamentale, ovvero quello dell’etica del lavoro, dell’impegno e quello fondamentale dell’esempio da dare ai compagni.

Perché giocare pochi minuti (stavolta qualcuno di più) e correre  con quella voglia, quella determinazione e quell’efficacia è anzitutto un messaggio a tutti i compagni che giocano di meno, magari a quelli più giovani tipo Keita.

Si mette in mezzo a fare da riferimento e puntella la sua prestazione con due cose importanti: un recupero in scivolata e quella palla splendida, di prima e d’esterno per Joao Mario per il gol di Nainggolan.

Questa la prima: lui è il centrocampista più in alto: come al solito, guardate lui e dimenticate la palla:

 

La seconda azione è questa: guardate sempre Borja Valero: è da apprezzare il moto continuo che consente ai compagni di trovarlo sempre come riferimento e appoggio. E poi, chiaramente, quell’esterno per Joao Mario…

KEITA 6

Movimento, corsa, impegno, un paio di assist tentati, la presenza importante sul gol di Joao Mario (è lui che stoppa il pallone girandosi): poco per quello che ci si aspetta ma… sufficiente per avere un voto positivo.

NAINGGOLAN 6,5

Che voto gli vuoi dare? Entra per qualche minuto ma tocca la metà dei palloni di Lautaro in tutta la partita. Ci prova da subito, poi va in gol con un inserimento perfetto.

Il suo contributo in zona gol comincia a essere intressante…

 

SPALLETTI 8 

La vince con la testa prima ancora che di fisico e di tecnica, inculcando ai calciatori la necessità di prendersi qualche rischio per uscire dal pressing del Genoa.

La gestione degli uomini sta assumendo caratteristiche importanti, e basterebbe anche solo la prestazione di Dalbert per tributargli un applauso al lavoro sulla testa dei calciatori. Poi ci metti anche come ha trasformato Brozovic, la resa di Gagliardini e soprattutto la riesumazione di Joao Mario e non puoi che dirgli bravo bravo bravo.

Gli #SpallettiOut rimangono rintanati in attesa della prossima difficoltà: per adesso si mette in saccoccia la settima di fila e un secondo posto che a settembre sembrava impossibile.

 

TABELLINO

INTER-GENOA 5-0 (primo tempo: 2-0)
Marcatori: 14′ pt e 5′ st Gagliardini, 16′ pt Politano, 46′ st Joao Mario, 48′ st Nainggolan.
INTER (4-3-3): Handanovic; D’Ambrosio, De Vrij, Skriniar, Dalbert; Brozovic (42′ st Nainggolan), Gagliardini, Joao Mario; Politano (13′ st Keita), Lautaro Martinez, Perisic (31′ st Borja Valero). A disposizione: Padelli, Vrsaljko, Vecino, Icardi, Ranocchia, Asamoah, Miranda, Candreva. Allenatore: Spalletti.
GENOA (3-5-2): Radu; Biraschi, Romero, Gunter; Pereira, Romulo (35′ st Omeonga), Sandro (13′ st Veloso), Bessa, Lazovic; Pandev (6′ st Piatek), Kouamé. A disposizione: Vodisek, Russo, Lisandro Lopez, Lapadula, Mazzitelli, Lakicevic, Medeiros, Zukanovic, Hiljemark. Allenatore: Juric. Arbitro: Valeri.
Ammoniti: D’Ambrosio (I), Gunter (G), Lautaro Martinez (I), Sandro (G), Veloso (G).

 

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