#InterBarcellona 1-1: la tattica e gli errori dei nerazzurri

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Questa scelta è stata evidente sin dalle primissime battute del match:

 

Concettualmente ci può stare, perché in realtà i centrali difensivi del Barcellona non sono bravissimi con i piedi e in più Piqué ogni tanto si lascia carpire da chissà quali distrazioni ancestrali. Tanto che la prima azione di pressing viene fuori benissimo e illude l’Inter e Spalletti (è l’azione che riguarda l’immagine che avete appena visto):

Avete notato la posizione di Brozovic?  Sull’equivoco di questa posizione si è giocato il destino nerazzurro in questa partita, nel senso che è quella che ha creato più problemi di tutti… all’Inter.

 

 

Frase forte? Prima di arrivare al nocciolo della questione, proviamo a spiegare come attacca (o ha attaccato) questo Barcellona.

In assenza di Messi, Valverde ha puntato moltissimo sulle ripartenze rapidissime, fatte con pochissimi uomini, quasi attirando l’Inter verso i propri portatori di palla per allungarla.

Facendo così, alle spalle dei centrocampisti nerazzurri si è creata spesso una voragine in cui Coutinho ha fatto il bello e il cattivo tempo: i due esterni blaugrana sono entrati spesso “dentro al campo”, nel mezzo, soprattutto Coutinho che ha lasciato la corsia di sinistra a Jordi Alba, un moto continuo che Politano ha visto pochissime volte.

Questa è la versione più “standard”, se si può dire: il centrocampo è a “3 puro” (Rakitic non lo vedete ma è in linea con Busquets e Arthur); Coutinho e Dembélé molto più centrali di come ci si aspetterebbe; i due terzini altissimi. Con Messi in campo è quello che si vede più spesso, a prescindere che Suarez giochi più centrale o sull’esterno.

 

 

Versione 2, che è simile ma introduce già una variante importante: Coutinho ha fatto più spesso la seconda punta (o meglio, trequartista) che non l’esterno, se non in fase di prima impostazione.

Dembélé occupa una posizione di mezzo, ma la vera discriminante è la libertà assoluta di Jordi Alba:

Vediamo adesso un’altra variante, in cui Coutinho fa chiaramente il trequartista, Dembélé è più dentro al campo.

Ho dimenticato di evidenziarla, ma è necessario guardare anche la posizione di Vrsaljko (all’altezza di Dembélé) che è in una zona di mezzo perché ha inizialmente seguito Coutinho: il tentativo di Valverde di aprire il campo a Jordi Alba è andato spesso a buon fine, ma i compagni hanno trovato raramente il tempo per servirlo. La prestazione dello spagnolo è stata mostruosa, fortuna per l’Inter che non ne abbiano approfittato.

 

In queste immagini l’ampiezza è quindi data dai due terzini, anche se Sergi Roberto è rimasto più staccato indietro e ha attaccato lo spazio senza grande regolarità: se c’era spazio e possibilità sì, altrimenti rimaneva coperto perché dal suo lato Perisic si è mostrato più pericoloso. Tanto che quando il croato ha fatto fuoco e fiamme per un quarto d’ora, il terzino destro blaugrana ha deciso di limitare ancor di più le sortite.

 

In questa quarta immagine è più evidente il concetto espresso prima: è un’azione che nasce da una rimessa laterale del Barcellona, quindi può far pensare a una situazione di adattamento, mentre in realtà è un disegno specifico di Valverde.

Possiamo notare le posizioni diverse dei terzini, la posizione più avanzata di Arthur e quella centralissima di Dembélé e soprattutto di Coutinho:

 

Il momento in cui si origina questo disequilibrio della metà campo nerazzurra è questa immagine qui che vi propongo:

 

Se poi nell’immagine precedente Vi siete chiesti che ci faccia lì Asamoah, è presto detto: Busquets cerca Dembélé per lo scambio (la palla poi va a Suarez che allargherà per Sergi Roberto) e Asamoah lo ha seguito fin dentro al campo, come abbiamo visto poco fa per Vrsaljko con Coutinho.

L’avete notata in tutte e 4 le immagini? La posizione di Brozovic non è praticamente mai stata quella che abbiamo visto in campionato, ovvero decisamente più staccata rispetto a quella dei compagni: riguardatele e noterete che è sempre più avanzato di quanto non ti aspetteresti, soprattutto nell’ultima.

Perché Spalletti gli ha chiesto di andare a cercarsi Busquets in avanti: mancando il trequartista, il pressing sul centrale di centrocampo doveva portarlo il centrale di centrocampo.

 

Mediano su mediano, regista su regista, che per me è uno degli errori più clamorosi che si possa commettere in assoluto ma soprattutto contro squadre come il Barcellona. Che sia un’indicazione di Spalletti ce lo suggerisce la ripetitività ossessiva di questo pressing, tanto che ho preparato 20 tra immagini diverse tra loro per darvene conto.

Questo è già al terzo minuto: Brozovic sale altissimo per prendersi Busquets e, almeno nominalmente, Vecino prende Arthur e Nainggolan prende Rakitic. Peccato che la staticità  (se confrontati ai dirimpettai avversari) dei due interni nerazzurri gli abbia impedito di capirci qualcosa, perdendo distanze e uomini sin da subito.

Sapete che ho spesso difeso Spalletti e gli riconosco l’enorme lavoro fatto, tatticamente e mentalmente: questa è una scelta folle, che più sbagliata non poteva essere. E se ne è accorto lui stesso.

L’azione prosegue e le conseguenze di questa scelta appaiono tutte nell’enorme porzione di campo che i tre centrocampisti devono coprire. Inizialmente il Barcellona non lo sfrutta, ma poi butta dentro al campo i due esterni (qui Coutinho pasteggia nello spazio di mezzo) e l’Inter non ci capisce più nulla: è andata di lusso che non sia finita in goleada.

 

 

 

 

Vediamo un’altra azione, pochi minuti dopo.

 

(continua a pagina 3)

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