#InterBarcellona 1-1: la tattica e gli errori dei nerazzurri

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Qua si può già apprezzare come la rotazione dei centrocampisti blaugrana faccia perdere i riferimenti: l’unico disponibile è per Brozovic, appiccicato a Busquets molto in alto. Le conseguenze di questa scelta sono nefaste:

Le spaziature dell’Inter sono raccapriccianti: questa scelta ha costretto tutti a fare il triplo del lavoro, a correre come dei matti per 90 minuti (Brozovic non è uscito solo per scelta tecnica, ma perché davvero era sfinito) . Esponendo la squadra alle ripartenze del Barcellona.

 

Altra riproposizione in questa immagine:

Il disegno è troppo ripetitivo per non essere una scelta, che però si rivela sbagliata proprio per il continuo movimento degli altri due centrocampisti, nonché per la posizione di Coutinho che alle spalle di Brozovic ha costruito la sua (splendida) partita.

Qui, per esempio, salta tutto ma Brozovic rimane comunque molto alto:

La conseguenza è che alle sue spalle si fionda Coutinho (Suarez è largo, una volta tanto): e tutta l’Inter deve correre all’indietro per recuperare terreno: è successo decine di volte nel primo tempo, una mèsse delle forze a metà campo, l’Inter è andata fuori giri presto. E quando analizzeremo come ha difeso il Barcellona ci sarà ancora più chiaro.

 

Alcuni dei file preparati per l’occasione hanno una caratteristica, li ho accoppiati: si chiamano “posizione alta di Brozovic” il primo della coppia e “posizione alta di Brozovic – conseguenze” il secondo.

Guardiamo la posizione alta di Brozovic:

Lo avete visto quanto spazio c’è?

Guardiamo la conseguenza, ovvero Coutinho che entra dentro al campo (portandosi Vrsaljko, tra l’altro) e il Barcellona che può agire in quella zona praticamente senza disturbo. È un miracolo che De Vrij e Skriniar abbiano retto.

Il pressing è stato talmente folle da richiedere a Brozovic di alzarsi su Busquets anche sul possesso di palla a Ter Stegen, come in questo caso.

Questa è la conseguenza:

Ovvero distanze siderali tra i reparti e spaziature atroci, difensori lasciati alla mercé dei velocisti del tridente blaugrana.

Questa immagine è ancora più chiara di altre ed è al tempo stesso immagine 1 e 2, posizione sbagliata e conseguenza: guardate Coutinho e Suarez come siano vicini e giochino vicini, mentre Dembélé attacca la profondità centralmente (non lo vedete, ovviamente).

 

Insisto perché non voglio lasciare traccia al dubbio che sia una fissa de ilMalpensante piuttosto che un errore clamoroso di Spalletti.

Posizione alta, in pressing scriteriato di Brozovic numero 1:

 

Pochi secondi dopo le conseguenze sono evidenti: Arthur si abbassa andando a “attirare” Vecino, Coutinho va a prendersi tutto lo spazio libero alle spalle dei centrocampisti.

 

Osservate l’evoluzione dell’azione, con Vecino che rimane altissimo, fisiologicamente a pressare chi aveva ricevuto la palla da Rakitic, Lenglet, ma senza che la squadra accompagni; Nainggolan che prova a non perdersi Rakitic, Arthur si è liberato, mentre alle spalle di Brozovic (ancora su Busquets) si crea quel varco immondo.

 

 

L’azione si evolve naturalmente: Nainggolan deve provare a pressare su Piqué (Icardi ha fatto poco pressing e male), Brozovic ha provato a chiudere su Rakitic perdendosi Busquets: con Coutinho e Suarez molto centrali e alti, la profondità è attaccata da Jordi Alba (splendido!) e Dembélé.

L’Inter, chiaramente, non ci ha capito niente:

 

Qui, se possibile, è ancora più chiaro: se Brozovic avesse giocato 10 metri indietro, l’Inter avrebbe avuto almeno il presidio di una zona di campo in cui Dembélé e soprattutto Coutinho non avrebbero fatto il bello e cattivo tempo. Oppure, soluzione più logica, un 4-4-1-1 con i due interni più staccati, almeno uno di loro: beninteso, lo ha visto anche Spalletti, ma ne parliamo dopo:

 

Ultima immagine sull’argomento: squadra sfilacciata, Brozovic troppo alto:

 

Due secondi dopo, per l’evoluzione dell’azione, Coutinho ha una libertà esagerata: Vrsaljko non può salire fin lì, i due centrali devono preoccuparsi della profondità di Suarez, nonché dell’accorrente Dembélé (parzialmente seguito da Asamoah).

Le risultanze sono tragiche dal punto di vista della compattezza:

 

Credo che con D’Ambrosio in campo, Spalletti avrebbe virato a 3 per consentire a due dei tre centrali di prendersi più in alto i due esterni blaugrana, almeno Coutinho quando ha giocato più centrale.

Non potendolo fare ha fatto la scelta più logica, accorgendosi dell’errore: nel finale del primo tempo e per tutto il secondo tempo è passato al 4-4-2, almeno finché in campo c’è stato Nainggolan.

Non è un caso che nel secondo tempo le cose siano andate decisamente meglio.

Estraiamo qualche immagine (qualcuna in meno, promessa).

In questa vediamo già Nainggolan in posizione nettamente diversa dalle precedenti, ed è lui a prendere Busquets: com’è nella logica delle cose.

 

Evidenziata anche la posizione di Brozovic perché fa comprendere anche quanti metri in meno abbia fatto rispetto al primo tempo.

 

 

Qui il 4-4-1-1 è ancora più evidente, vista la fase di non possesso, con una aggiunta: a prescindere dal tourbillon dei movimenti a metà campo, che ci sia Busquets o Arthur o Rakitic a giostrare centralmente in fase di impostazione, Nainggolan è in zona e non deve faticare per rendere più difficile la circolazione centrale della palla.

Anche in fase d’attacco il 4-4-2, nella sua variante 4-2-3-1 in fase offensiva, è evidente: cambiano completamente le spaziature, la possibilità d’attacco da parte dei terzini (Vrsaljko in alto e Asamoah in basso, mentre quello tra Vecino e Vrsaljko è Politano).

(continua a pagina 4)

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