#InterBarcellona 1-1: la tattica e gli errori dei nerazzurri

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Ma è possibile che la partita si sia giocata, in termini di opportunità, sostanzialmente su una/due scelte? Sì, se gli effetti sono quelli che abbiamo visto. L’Inter si è allungata perché il centrocampo non ha tenuto le distanze con la difesa, che ha perso il suo riferimento centrale: il campo da coprire, soprattutto per Brozovic, è stato eccessivo… chiedergli anche di essere preciso come al solito, almeno in termini di presenza in campo e concentrazione, è troppo.

Sì, se questa marcatura ha poco senso: Busquets (la butto lì esagerata, ma non vado lontanissimo) sa fare due cose ma le fa divinamente, probabilmente le fa come nessun altro al mondo. Una di queste è l’appoggio semplice, rapido, ad alleggerire la pressione avversaria e mandarla in tilt. In carriera (sottolineo: in carriera!) ha il 91,5% di precisione nei passaggi proprio perché gran parte di questi si sviluppa su questo concetto.

Andarlo a pressare alto con questi tempi e soprattutto con Brozovic che deve fare molti metri per prenderlo è una sciocchezza: Luciano, t’ho difeso sempre, ma questa è una sciocchezza.

Sì, dicevamo, se gli effetti di questa scelta di pressione ha portato l’Inter a situazioni come quelle evidenziate in questi due video, davvero esplicativi degli effetti nefasti delle due scelte: non ve li commmento neanche perché la lettura è stata esposta prima e, pertanto, fate da soli.

E, sì, scelte determinanti se l’avversario ha giocato su questi due aspetti: la lettura tattica di Valverde è stata meravigliosa, allenatore di una capacità di osservazione davvero acuta.

 

 

Abbiamo visto intanto come ha scelto di attaccare l’Inter, ma il primo adattamento è stato rinunciare quasi sistematicamente al pressing altissimo, spesso mettendosi ad aspettare l’Inter e attaccandola sulla prima ricezione ad altezza metà campo, come abbiamo visto e vi abbiamo raccontato qui nella partita contro il Genoa: l’avrà vista anche lui e ha registrato le difficoltà di circolazione nonostante il 5-0.

Questa è una prima immagine in cui si vede Brozovic relativamente libero dal pressing, palla su Perisic che viene pressato sulla ricezione: i tempi di aggressione sono fantastici, tanto che la distanza che c’è tra Perisic e l’avversario in corsa è inferiore a quella che c’è tra Perisic e il pallone.

Il Barcellona ha deciso di provare a recuperare palla un po’ più in basso rispetto al solito tra metà campo e la propria trequarti, attaccandola in ripartenza con pochi uomini, facendo salire il resto della squadra con più calma.

E il motivo è semplice: facendo così ha fatto sì che l’Inter corresse di più e avesse più campo da coprire.

 

In questa immagine di pochi secondi dopo, successiva allo scarico indietro di Perisic, vediamo come il Barcellona sia programmaticamente statico e, ancora pochi secondi dopo, come Brozovic abbia tutto il tempo e lo spazio per impostare l’azione.

Vediamo la stessa azione in video, così in movimento ci dà la misura del mancato pressing blaugrana sui difensori, ma come diventa rapidissimo e impressionante sulla ricezione a metà campo.

Pochi secondi dopo si vede ancora meglio: palla a De Vrij, niente; palla a Vecino aggressione; palla a De Vrij niente; palla a Nainggolan pressione. A quel punto il Barcellona ha tolto i riferimenti ai nerazzurri e può affondare il colpo anche sulla pressione a De Vrij e Brozovic, palla sprecata.

 

Al decimo minuto c’è un tentativo di pressione più alta ma, se notate, non è così aggressiva e così impressionante come al solito: è quasi un tentativo di lasciar giocare l’Inter in quella fase, costringendola un po’ ad accelerare il deflusso verso la metà campo.

Quando la palla arriva lì, l’uscita di Busquets è fatta con tempi d’altissima scuola: come detto prima, lo spagnolo sa fare due cose soltanto (esagero eh) ma le sa fare divinamente, e questo genere di uscite è la seconda.

 Il primo adattamento è quello del pressing, il secondo è su… Brozovic.

Capite perché diventa importantissimo all’interno della partita?

Durante il match vi avevo parlato della marcatura su Brozovic e poi vi dico che il Barcellona non ha fatto pressing alto? Le due cose non si contraddicono?

No, perché Valverde ha iniziato come abbiamo appena visto, senza marcature su Marcelo: quando ha visto la disposizione dell’Inter (probabilmente si attendeva il 4-2-3-1 sin da subito) ha chiesto a Arthur di alzarsi e di andare a prendere Brozovic, per disturbarlo in ogni circostanza.

Questa per l’Inter e per Spalletti è un’aggravante: con questa marcatura, insistere nell’andarsi a prendere alto Busquets è un’aggravante.

 

Due immagini esplicative, una di seguito all’altra: nella prima, se notate, c’è Busquets altissimo a pressare, nella seconda nessuno.

Dopo dieci minuti arriva la lettura di Valverde: Arthur su Brozovic (in alcuni contesti ci è andato Rakitic per necessità contingente) , perché col 4-3-3 il croato diventa ancora più importante per i nerazzurri. E, occhio, perché lo farà anche l’Atalanta e sarà uno dei test di maturità più importanti per Marcelo (che l’anno scorso, in versione new-Brozo, se l’è “scansata”: contro l’Atalanta era assente).

In questa vediamo già come Arthur sia più centrale del necessario e vada sulla ricezione, mentre Busquets è ancora alto.

 

Qui la coppia diventa più… affiatata, e siamo al tredicesimo minuto:

 

Qui vediamo quello che poteva e doveva essere il punto debole da sfruttare: la possibilità che, con Arthur (o Rakitic, in questo caso) così alto su Brozovic, si aprisse per l’Inter quello spazio alle spalle dei centrocampisti avversari: solo che doveva essere attaccato da Perisic e Politano, non dai due interni.

Nel secondo tempo è successo proprio così: l’Inter ha accentrato di più i due esterni e le cose sono andate molto meglio.

(continua nell’ultima pagina)

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