#AtalantaInter 4-1: cronache del dopo-bomba, pagelle

Le pagelle della difesa

ASAMOAH 2 (il peggiore)

Ammetto di avere fatto fatica a scegliere tra lui, D’Ambrosio e Icardi come peggiori in campo. La partita l’ho rivista anche la terza volta a velocità tripla per fissare i momenti più importanti e fino all’ultimo se l’è giocata con l’argentino: se vince il ballottaggio è perché gli errori di posizionamento sono stati troppi e troppo frequenti, perché dopo i primi 4-5 passaggi sbagliati in mezzo (sempre gli stessi, sempre uguali, poi alla fine diventano leggibilissimi da tutti) ha deciso di non rischiare più neanche mezzo passaggio in avanti con un quoziente di difficoltà superiore all’elementare.

Insomma: quella dose di esperienza, professionalità e personalità che aveva dato all’inizio e che ci si aspettava per tutta la stagione… tutto sparito.

La cosa più grave è che queste assenze si registrano già da qualche partita: quella contro l’Atalanta non è neanche una rarità.

Su queste pagine, però, la discussione era nata già prima che mettesse piede in campo e i nodi alla fine vengono al pettine: Asamoah non è un terzino.

 

Raramente riesco a essere così efficace in poche frasi (ve ne siete accorti, nevvero?): Asamoah nella difesa a 4 diventa un pericolo se ha alle spalle molto campo da coprire. Le letture sono spesso sbagliate, con la costante di un mancato adattamento durante la gara che a volte ha del sorprendente per uno della sua esperienza. Se si giocasse con la difesa a 3 andrebbe molto meglio.

Detto questo, però, il fatto che sia venuto a zero e che l’Inter abbia la sola opzione Dalbert (che non si sa, ad oggi, quanto sia affidabile) a sinistra oppure D’Ambrosio te lo fa accettare comunque da terzino, anche se partite come quelle dell’ultimo mese ti fanno venire qualche dubbio in più. Dal mio punto di vista non ce ne sono: Asamoah dovrebbe giocare da interno di metà campo.

Travolto da Hateboer in solitaria, errori in impostazione, nella scalata in alto sugli avversari diretti (che si tratti di Hateboer, De Roon o Ilicic) errori nei cross quando è sul lato debole:

 

Non riesce a leggere mai i movimenti di Ilicic, si lascia attirare verso il centro o verso l’esterno a seconda dei desiderata dei bergamaschi: l’attacco alle sue spalle è una passeggiata di salute.

La partita è un disastro anche dal punto di vista dell’impegno: quella grinta in più che ci si aspetterebbe da lui non c’è, viene letteralmente travolto e lui non reagisce neanche. Partita da zero falli quando non vedi mai l’avversario: per come vedo io il calcio è segnale più che negativo.

D’AMBROSIO 3

Rispetto ad Asamoah non ha la parziale scusante della partita contro il Barcellona. Riesce a spuntare qualcosa in più sul voto perché almeno un po’ più presente quando l’Inter ha dovuto chiudersi, ha ribattuto qualcosa, ci ha provato di più e, in assenza di efficacia, quantomeno ha randellato per provare a scoraggiare l’avversario diretto.

Sulla coscienza ha l’ammonizione di Skriniar, perché è lui che sbaglia l’uscita alta sull’esterno avversario, situazione che l’Inter sbaglia spesso anche con Vrsaljko (vedi descrizione del gol di Malcom nell’approfondimento della Champions League)… e in questa partita dall’altro lato è anche peggio. Il che nulla toglie alle sue responsabilità individuali che sono enormi.

 

La quantità degli errori ma soprattutto la… “qualità” è imbarazzante: a campo aperto trasmette un senso di inadeguatezza, lui non ci capisce proprio nulla e si lascia risucchiare in zone di campo senza senso, tanto che il commentatore inglese ad un certo punto esclama “where is D’Ambrosio? Where is the full back?” chiedendosi successivamente dove sia tutta la fascia: su questo, però, ci torniamo quando parliamo di Politano.

Ha una scusante parziale: anche Cancelo nella scorsa stagione fu sodomizzato dall’Atalanta, con tantissimi errori, tante palle perse, il 29% di errori sui passaggi. Ed era Cancelo, non D’Ambrosio.

Rispetto ad Asamoah, altra scusante: non è più lui il titolare della fascia e, pertanto, alla prossima occasione si accomoda caldamente in panchina senza far danni da quelle parti.

Il calcio di oggi è diverso dal calcio di qualche anno fa, in cui era necessario avere 22 uomini: la Juventus è una singolarità da questo punto di vista anche in Europa. Somiglia di più al calcio anni ’80, quando c’erano 11 titolari e tanti bei comprimari da utilizzare alla bisogna: in un contesto del genere un onesto mestierante come D’Ambrosio ci può stare ma, trattandosi di calciatore che rende solo se utilizzato più spesso, l’importante è fargli giocare poche partite, soprattutto meno complicate tatticamente, in cui il suo lo darà come fatto in tante altre situazioni.

 

SKRINIAR 6-

Un primo tempo in cui Zapata e Gomez gli fanno vedere i sorci verdi come non gli era mai accaduto all’Inter, in cui sbaglia molte cose e non riesce a emergere se non in quelle 3-4 situazioni scabrose che sbroglia da par suo.

Meglio nel secondo tempo, nettamente, e alla fine riesce a sollevarsi come l’unico salvabile in una situazione in cui il migliore dei compagni ha la rogna: con i suoi 7 recuperi, le palle intercettate e una più concentrata presenza rispetto ai compagni, riesce a distinguersi.

Il voto più adeguato sarebbe stato comunque un 5,5 ma, per una volta, mi lascio trasportare dal buonismo: spicca per manifesta inferiorità dei compagni. E comunque i voti sotto il 5 sono dati dai tifosi di Romagnoli o da chi ce l’ha contro al fantacalcio.

MIRANDA 4

Sul gol di Mancini subisce un fallo che andrebbe fischiato, ma pretendere l’intervento del Var in favore dei nerazzurri in casi del genere, lo sappiamo, è follia alla quale non bisogna cedere: se poi pensi di avere davvero subito fallo (e lui lo pensa, perché il fallo c’è), non devi limitarti ad alzare il braccio. Fai come fanno tanti altri: ti alzi come un ossesso e vai verso l’arbitro che si sentirà quantomeno costretto a far rivedere l’azione.

Poi non lo avrebbe comunque annullato perché Maresca lo hanno già… “affrontato” contro la Spal e dovrebbero avere capito quale sarà l’andazzo con questo arbitro, ma almeno ci provi. Almeno quello, tu capitano del Brasile che ti lasci strattonare e buttare a terra dal primo giovane imberbe che incontro a Bergamo. Perdìo.

Per il resto la solita solfa: a campo aperto soffre e tende ad arretrare, allungando l’Inter: c’era chi pensava fosse una fissazione de ilMalpensante ma la fortuna di avere visto De Vrij ci toglie ogni dubbio, confermandoci le sensazioni che il brasiliano ci regala ad ogni partita: con lui in campo l’Inter è più lunga, sfilacciata e c’è più campo da coprire per i centrocampisti.

Insomma, contro avversari che corrono il triplo non è proprio il massimo.

(continua nella pagina successiva)

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