#InterFrosinone 3-0: tattica e pagelle malpensanti

Seconda parte e pagelle

Da questo punto di vista, però, fondamentale è stata la predisposizione di Gagliardini, davvero moto continuo. Come scrive il nostro vignettista Zizzi, in una orchestra piacevole come quella dell’Inter di sabato, a volte ci si concede anche il lusso di accettare qualche stridente stonatura di Gagliardini.

Che ha stonato in diversi casi, certamente, ha ha offerto un appiglio fondamentale alla manovra, proponendosi su tutto il fronte della trequarti avversaria, come mostra la sua touchmap, 108 passaggi su complessivi 124 tocchi: possiamo discuterlo quanto vogliamo ma è servito eccome:

Infine, dal punto di vista tattico c’è da segnalare la diversa interpretazione di D’Ambrosio. Come detto in precedenza, la disposizione del Frosinone ha lasciato molto spazio sulle corsie esterne, provando a imbottigliare l’Inter al centro: segno che Longo ha studiato… ma è chiaro che c’è anche bisogno del materiale tecnico per arrivare a certi risultati. Quando l’Inter ha premuto sull’acceleratore schiacciando l’avversario, il Frosinone ha stretto i due esterni, formando un 5 compatto in mezzo, che si è “aperto” solo quando hanno attaccato in due, a maggior ragione se Gagliardini e Nainggolan in raddoppio a Politano e Keita.

 

Ma se da un lato Asamoah ha davvero attaccato pochissimo (Zampano ha comunque provato a metterlo in difficoltà qualche volta), dall’altra D’Ambrosio s’è preso licenze che raramente si concede, attaccando con continuità ma in maniera atipica, lasciando l’esterno a Politano e inserendosi nell’half space libero: nonostante l’imprecisione di Gagliardini, la catena di destra ha offerto spunti più interessanti della dirimpettaia.

La variazione sin dai primissimi minuti:

Da questa azione è nato poi un colpo di testa proprio di D’Ambrosio, pericoloso sì ma purtroppo infruttuoso. Interessante notare l’evoluzione, con Politano che taglia in mezzo e D’Ambrosio che sorprende Capuano.

 

La posizione di D’Ambrosio è stata una costante soprattutto nel primo tempo, proponiamo tre immagini una di seguito all’altra:

 

 

 

 

Il fatto che l’Inter abbia avuto spesso 3-4 uomini in area è stato un motivo di costante apprensione per il Frosinone: sul gol di Lautaro Martinez, è da sottolineare il movimento di Gagliardini che certamente influenza il difensore diretto, dando così un vantaggio al compagno argentino che può colpire con maggiore serenità: prima lo mostriamo in immagine fissa, poi da un video ripreso dal lato sinistro del campo:

Insomma, nonostante la relativa facilità, è stata partita in cui si è reso necessario fare degli aggiustamenti in corsa, stavolta dopo appena 5 minuti di gioco. Mentre in passato c’è stato un certo immobilismo da parte di Spalletti, non stavolta e, sinceramente, spiace che nessuno ne abbia fatto menzione sui media mainstream.

Oltre a questo, ci sono state delle soluzioni diverse rispetto ad altre occasioni, sia perché gli interpreti erano diversi, sia perché l’avversario si prestava a farsi attaccare in maniera diversa: segno che nessuno ha sottovalutato alcunché. Bel segnale anche questo.

 

LE PAGELLE

HANDANOVIC 6,5

Cravero su Dazn non perde occasione per esaltare Handanovic. Attenzione, qui lo abbiamo difeso spesso, in lungo e largo (criticato dove era necessario, come per tutti), ma per Cravero è motivo per sminuire l’Inter: l’abbiamo chiamato la “reductio ad Handanovic”.

Funziona sempre.

La parata su Ciofani è quasi d’ordinaria amministrazione, relativamente centrale rispetto alla sua posizione, sul suo palo: importante, certo, ma non così speciale da farla diventare determinante, tantomeno buona per eleggerlo migliore in campo o tra i più decisivi.

 

Però c’era ed è quello che conta: in una partita dalle pochissime attività sarebbe stato facile anche distrarsi.

Stavolta non c’è neanche granché da segnalare con i piedi visto che il Frosinone ha scelto di pressare raramente in alto e Handanovic è stato chiamato in causa poche volte.

D’AMBROSIO 6,5

Su D’Ambrosio si consuma spesso un pregiudizio: siccome pensiamo sia scarso, allora ogni prestazione deve essere scadente. Da queste parti non si fa così: in passato ho dato dei 7 anche a Pereira, un 8 addirittura a Medel (in realtà molti di più, ma erano esclusivamente voti politici di protesta nei confronti dei facinorosissimi #medellers), pertanto si giudicano le prestazioni anche se in campo ci va Bruno Vespa.

Purtroppo al di fuori di qui si giudica il valore assoluto, come spesso accade di solito: la critica come fenomeno di costume e non come analisi puntuale di quel che accade sul campo.

D’Ambrosio fa una partita più che onesta, più che sufficiente: recupera quel che riesce a recuperare (vista anche la latitanza avversaria dal suo lato), vince la sua dose di duelli, ma soprattutto attacca a spron battuto finché l’Inter non segna il 2-0: oggettivamente, cosa chiedergli di più?

Non ha necessità di inventare nulla, perché per quello ci pensa Politano; protegge con estrema intelligenza le sortite all’indietro di Ciofani o Pinamonti, andando a stringere lui all’interno lasciando più tranquillo De Vrij; si inserisce spesso; raddoppia e corre (terzo per chilometraggio)… poi possiamo pure pretendere la luna, pensare che debba fare per forza il Cancelo (per carità, però, almeno non quello contro la Spal, il Crotone o il Sassuolo!), però la sua più che onesta e più che sufficiente partita la fa.

Poi entra in modalità risparmio energetico, e ci mancherebbe: mercoledì gioca lui.

Sei e mezzo, così è deciso.

SKRINIAR 6,5

Ammetto di averlo visto un po’ troppo in difficoltà stavolta, almeno per quel che riguarda i duelli aerei, in cui si è lanciato con un certo ritardo: va detto che il Frosinone ha attaccato con pochi uomini e, pertanto, non c’era tutta questa ansia di anticipare o impedire chissà che azioni offensive.

Quando la palla è a terra, però, diventa praticamente invalicabile.

 

Da altre parti gli “rimproverano” di aver perso Ciofani sul colpo di testa parato da Handanovic, ma l’Inter non marca a uomo e sul primo palo c’era De Vrij, non Skriniar:

Skriniar non può e non deve seguire Ciofani fin lì: se (periodo puramente ipotetico) ha un torto è quello di non fargli sentire il corpo, ma in quel caso il rischio era di farsi prendere alle spalle.

Eppure c’è chi glielo rimprovera, Davide Stoppini su La Gazzetta dello Sport:

Noi ce lo teniamo così, imperfetto, con la sua enorme mole di passaggi sbagliati (3 su 88 totali), molte tacche in meno dei più blasonati avversari (a partire da Romagnoli): fate pure, purché resti nerazzurro.

Che volete farci? Per dirla alla Spalletti… magari Stoppini ce l’ha contro al fantacalcio…

(continua)

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