#InterFrosinone 3-0: tattica e pagelle malpensanti

De Vrij, Asamoah, Borja, Gagliardini, Nainggolan, Politano e Keita

DE VRIJ 6+

Meriterebbe di più per tante ragioni, ma perde qualche duello aereo di troppo e, soprattutto, si perde Ciofani nell’unico vero grande rischio per l’Inter: come visto nel video qui sopra, l’errore sembra tutto suo.

Ma non è partite da rimproveri o rimbrotti: se il quoziente di difficoltà è così basso, il merito è anche del duo difensivo in mezzo.

ASAMOAH 6+

Intendiamoci e, per farlo, è necessario spiegare una cosa.

Quando ho detto che Asamoah ha attaccato relativamente poco, il senso era quello di azioni di un certo tipo, che portassero potenzialmente pericoli: il ghanese in attacco c’è andato, ma spesso per fare da appoggio a Keita. Un paio di buoni cross (uno splendido per D’Ambrosio),molti meno errori rispetto alle ultime uscite, eppure la macchia piuttosto pesante del giallo per fallo su Zampano: se si fa superare è solo per eccesso di superficialità.

Quel calciatore esplosivo ammirato a inizio stagione ha lasciato il posto a un terzino molto più cauto, contratto. Meno dirompente. Un po’ ce lo aspettavamo: così presto e così nettamente, no, sinceramente no.

BORJA VALERO 7

Se provassimo a prendere un pallone e giocate da soli contro il muro, contando da 1 fino a 144, la maggior parte di noi sbaglierebbe più di 2 passaggi. E saremmo da soli con il muro.

Borja Valero ne fa 142 su 144 in movimento, raramente concedendosi più di due tocchi: se la manovra dell’Inter “arieggia”, il merito è soprattutto dello spagnolo che a questi ritmi è ancora in grado di dettare legge, a maggior ragione se accanto ha compagni che si muovono costantemente.

Non che a lui manchi la corsa, anzi: in campo è spesso quello che corre di più, al limite il secondo o terzo, perché è questo il mestiere di chi deve gestire il pallone.

 

Correre per farsi trovare sempre libero e disponibile dai compagni in difficoltà.

Una partita in cui non disdegna neanche di usare la sciabola quando serve: recupera che tutta la metà campo messa assieme, lotta e quando serve ci mette anche quel pizzico in più di cattiveria che non guasta, come in questa occasione:

Il problema arriva da quelle 4 palle perse, quei giusto due passaggi sbagliati: situazioni che si trasformano rapidamente in un affanno della difesa, come in questo caso.

Peccato.

GAGLIARDINI 6+

Ne abbiamo già cantato le lodi in precedenza apprezzando la corsa, la disponibilità, persino il suo essere essenziale all’interno della manovra nerazzurra nonostante lo stridore di qualche stonatura di troppo sparsa per tutto l’arco dei 90 minuti.

Sbaglia 13 passaggi, tutto il resto della squadra si attesta attorno ai 45; è lì per vincerle di testa e vincere i duelli, ne perde più di quelli che vince.

 

A volte risulta impacciato e dà il senso di essere quasi fuori luogo, quasi capitato lì per caso, come se in realtà preferisse non avere la palla fra i piedi:

In altre occasioni sciupa, in movimento o in passaggio, quanto di buono fatto prima. In qualche caso persino quanto di splendido aveva fatto prima, come in questa azione agli esordi del match, con un colpo d’esterno splendido che poi spreca con un passaggio da lapidazione in pubblica piazza:

In altre situazioni è semplicemente in ritardo, si muove con quel secondo, quei due secondi fondamentali che lo fanno arrivare fuori tempo massimo: cosa che ti puoi permettere col Frosinone e in una giornata di grazia per tutta la squadra, altrimenti è il primo passo per il seppuku.

 

Come in questa azione, in cui alza troppo il pressing, rientra tardi e rientra male, costringendo la squadra a compensare (vedi Borja Valero) il suo ritardo e rallentando (lo vedete poco prima che l’inquadratura cambi in quella bassa, attorno a 4 secondi del video) e facendosi trovare nuovamente in ritardo:

Insomma, in condizioni normali l’Inter avrebbe pagato le non perfettamente accordate corde di Gagliardini: non contro il Frosinone. E un po’ del merito è anche della versione buona di Roberto.

Solo che ad altri livelli certi errori li paghi cari, carissimi.

NAINGGOLAN 6+

Gestisce e si gestisce, lo si comprende appieno quando ha quelle 2/3 possibilità di partire in corsa verso la porta avversaria e invece sembra trattenere la gamba in fase di sprint.

Ci sta anche, perché contro il Tottenham è lecito che voglia esserci.

 

Prova un gol da urlo, fa alcune cose tecnicamente pregevolissime, entra più nel vivo del gioco sbagliando pochissimo: non il Nainggolan che ti aspetti però alla fine è utile e tanto basta.

Almeno per questa partita.

POLITANO 8 (MVP)

Un’iradiddio: ogni volta che decide di accelerare, spacca l’avversario. Il vero cambio di marcia nerazzurro lo dà lui, la vera scossa arriva dai suoi passetti brevi: è sulle sue scarpe che l’Inter trova l’appoggio giusto per destabilizzare il Frosinone.

Poi sbaglia anche, figuriamoci: azzecca 1 solo cross su 11, ma la scimmia del Candreva-incupito gli si appiccica solo in quel contesto di gioco, perché in tutti gli altri è quello che serve all’Inter.

E stavolta ci mette tanto anche dal punto di vista della corsa, dei rientri, della lotta. E del tiro in porta: ci va vicino due volte, ci prova altre due infruttuosamente: in canna ha almeno una doppia cifra, ci dovrebbe credere di più…

 

KEITA 8 (Man of the match)

Sembra esserci una complicità naturale tra lui e Lautaro Martinez, perché i due si cercano e si trovano, se non con la palla quantomeno con i movimenti.

Fisicamente è straripante, non lo prendono mai, né di fronte né di spalle: è poco più di 180 cm eppure fisicamente sembra un blocco di granito che non lo sposti neanche a spallate.

Lui ci mette grinta, voglia, corsa, sacrificio e tutto l’armamentario che serve per convincere Spalletti a dargli qualche chance in più… oltre ai due gol e all’assist.

Cosa chiedere di più?

(continua con molte chicche su Lautaro Martinez)

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